Come molti sanno, il Carnevale ha origini pagane. Qual è però la sua storia più nel dettaglio? Dove nasce di preciso? Come sono state portate avanti, nel tempo, le diverse tradizioni? Da dove derivano alcuni dei travestimenti più celebri?
Ecco una breve indagine sulla nascita della ricorrenza che cade proprio oggi Martedì 17 febbraio.
L’Antica Roma
Come innumerevoli altre tradizioni del nostro Paese, anche quella del Carnevale ha origini che risalgono al periodo dell’Antica Roma. Per questa ragione era ovviamente un mito pagano, volto a ringraziare gli dei per la fine dell’inverno. Si trattava dunque di un rito di passaggio, molto diffusi all’epoca: Saturnali e Dionisie – con cui questa festività è in correlazione – ne sono un esempio. Entrambi erano rituali durante i quali il popolo poteva, per un determinato periodo, mettere in pausa le normali regole sociali e dedicarsi al “rovesciamento dell’ordine”.
La concezione del caos a sostituzione dell’ordine è infatti rimasta, come sappiamo, sino ai giorni nostri come caratteristica fondamentale di questa ricorrenza.
E pare che anche le sfilate dei carri tanto note in Italia e nel mondo attingano alla cultura pagana. A segnare infatti la conclusione di questo capovolgimento e a riportare dunque l’ordine fino all’anno successivo era il passaggio del carro di colui che avrebbe restaurato il cosmo dopo il ritorno al caos primordiale. Si trattava di un vero e proprio corteo a tutti gli effetti, molto simile a come immagineremmo quelli dei giorni nostri. In Babilonia, una barca dotata di ruote era parte della sfilata, e su di essa il dio Sole e il dio Luna percorrevano le vie della città sino al santuario, dove si sarebbe ristabilito l’ordine cosmico.
“La ripetizione simbolica della cosmogonia, che segue all’annientamento simbolico del mondo vecchio, rigenera il tempo nella sua totalità” – Mircea Eliade,Trattato di Storia delle Religioni, ed. Universale Bollati Boringhieri, 2009, Torino.
L’etimologia
Carnevale, Carnesciale e Carnasciale. Questi i nomi con cui la ricorrenza di oggi è nota in tutto il Paese. Ma qual è l’origine?
Come (quasi) sempre, la parola pare derivare dal latino: carnem levare ossia “eliminare la carne”. Questo faceva naturalmente riferimento alla giornata di Martedì Grasso (oggi!), durante la quale si teneva l’ultimo banchetto prima del periodo di astinenza e digiuno imposto dalla Quaresima.
Si pensa però che altre possibili derivazioni abbiano invece origini più laiche: carnualia ossia “giochi campagnoli”, oppure carrus navalis ossia “nave su ruote” o, addirittura, currus navalis ossia “corteo navale”.
Le prime attestazioni dell’uso del termine “Carnevale” – o “Carnevalo” – risalgono ai testi del giullare Matazone da Caligano, databili alla fine del XIII secolo, e a quelli del novelliere Giovanni Sercambi, intorno al 1400.
Le maschere
Le maschere di Carnevale di cui l’Italia è ricca da Nord a Sud, non sono altro che il risultato di un mix di tradizioni: Commedia dell’arte, burattini di teatro e tradizioni ancora più arcaiche sono solo alcune delle fondamente da cui sono sorti i travestimenti più famosi.
Tra le maschere più note ricordiamo:
- Pulcinella: di origine campana, questo personaggio è archetipo di vitalità, anti-eroe ribelle e irriverente, alle prese con le contrarietà del quotidiano;
- Dottor Balanzone: dottore in legge, romagnolo, saccente e presuntuoso.
- Arlecchino: maschera bergamasca della Commedia dell’arte, rappresenta un servitore spensierato e allegro, ma anche astuto nell’agire contrastando i piani del padrone;
- Pantalone: mercante veneto, avaro e lussurioso, padrone di Arlecchino;
- Colombina: veneta anch’essa, buffa servetta talvolta identificata come “Arlecchina”;
- Gianduja: simbolo torinese, sempre accompagnato dalla moglie Giacometta, originario del mondo dei burattini;
Molte altre ancora sono le maschere delle varie regioni italiane, ognuna con una propria storia distintiva.
Si ritiene comunemente che maschere, schiamazzi, colori vivaci e festeggiamenti rumorosi avessero in origine la funzione di allontanare le forze oscure e l’inverno, favorendo così l’arrivo della primavera.
Come viene inteso il Carnevale oggi
È bene specificare che si tratti di una festa mobile, ovverosia che – a differenza, per esempio, del Natale – non cade sempre lo stesso giorno. Per questo motivo è necessario utilizzare un altro metodo per essere in grado di capire quando arriverà Carnevale ogni anno. Molto semplicemente, basta sapere che il Carnevale rappresenta quel periodo dell’anno che precede il tempo liturgico della Quaresima, tra febbraio e marzo.
Riprendendo le origini pagane in cui questa festività indicava il totale rovesciamento delle norme, potremmo dire che ciò che avviene oggi sia più o meno la stessa cosa, e che il fatto che tale ricorrenza preceda la Quaresima non sia casuale. Infatti, il Carnevale è spesso noto – oltre che per le maschere – per la facilità con cui ci lasciamo andare a un più allegro consumo di alcool, carni e dolciumi. Questo andamento “rovesciato” ritrova poi il suo equilibrio proprio con la Quaresima, quando, tramite il “sacrificio quaresimale”, ci si trova invece a rinunciare agli oggetti del desiderio di cui fino a qualche giorno prima si era fatto un uso – forse – anche eccessivo.
E Rio?
Non so se ve lo siate mai chiesti, ma a me è capitato spesso di domandarmi come mai due dei Paesi più famosi al mondo per il Carnevale – Italia e Brasile – siano in realtà così lontani, geograficamente e culturalmente. Ma, soprattutto, mi è capitato di domandarmi se l’origine della ricorrenza fosse la stessa o meno.
Ebbene sì, entrambi i Carnevali condividono le stesse radici. Ciò che è cambiato è stato però il loro sviluppo evolutivo nel tempo.
Importato in Brasile dai coloni portoghesi nel XVI secolo, – a differenza del nostro – il Carnevale di Rio ha risentito molto di più dell’influenza africana, che l’ha trasformato in una celebrazione prevalentemente rivolta a samba e sfilate.
Nonostante le forti differenze che caratterizzano questi due eventi, però, tradizione italiana e tradizione brasiliana si uniscono in un’incredibile unione: il Carnevale di Cento (Emilia-Romagna) è infatti ufficialmente gemellato con quello di Rio de Janeiro!
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