Il primi mesi del 2026 per la F1 non hanno soltanto aperto le porte al nuovo regolamento tecnico che caratterizzerà i prossimi anni dello sport più veloce del mondo, ma sono stati anche il sipario per la presentazione delle nuove livree. Tra le tante novità però in questo articolo ho trattato delle possibilità che sono state concesse ai team di scendere in pista, in quanto il tempo dedicato ai test è il triplo rispetto a quello degli ultimi anni.
Leggi tutto: La F1 riaccende i motori tra shakedown e test in pistaShakedown a Barcellona
Gli 11 team, tra cui la nuova arrivata Cadillac, sono scesi in pista sul Circuit de Barcelona-Catalunya dal 26 al 30 gennaio per un evento a porte chiuse organizzato dalle squadre. Questo è stato fatto per consentire a loro stesse di prepararsi ulteriormente ad una stagione per cui questa volta nessuno ha delle concrete aspettative.
Ogni team ha potuto correre in tre dei cinque giorni previsti, secondo un programma a sua scelta, ma l’attenzione di tutti era rivolta specialmente all’affidabilità in quanto i team hanno dovuto costruirsi da zero una power unit in grado di fornire 50% di energia e 50% di carburante.
I team hanno voluto però anche ottenere dati sul chilometraggio dato che elementi specifici come i cordoli non possono essere replicati tanto realisticamente. In secondo luogo si è voluto comprendere il funzionamento della vettura, ad esempio attraverso la valutazione dell’altezza da terra.
Infatti trattandosi di monoposto completamente rivoluzionarie, non si hanno più i dati storici su cui basarsi ma soltanto diversi modelli di simulazione ottenuti attraverso la galleria del vento. Non si era a conoscenza però della veridicità dati rilevati e quindi si è dovuto lavorare molto di più sulla correlazione piuttosto che sulle prestazioni.
Considerazioni dopo i 5 giorni di test
Una nuova era che non ha mostrato neanche lontanamente i disastri che alcune squadre temevano, con le monoposto che anzi hanno tutte corso un quantitativo di km sorprendente.
Mercedes accumula km senza problemi
A vincere la gara dell’affidabilità è la Mercedes, che con Andrea Kimi Antonelli e George Russell conferma se non altro di essere già piuttosto avanti con l’ibrido della nuova power unit , riscontrando pochissimi problemi di affidabilità anche con le auto dei team clienti Alpine e McLaren . La Williams invece non ha superato i crash test di sicurezza e ha quindi dovuto saltare i cinque giorni di Barcellona.
Secondo i pochi dati filtrati i team motorizzati Mercedes avrebbero infatti complessivamente percorso 1134 giri, con la scuderia di Brackley che guida il gruppo con ben 500 giri totali (la distanza di oltre 7 gran premi).
È la Ferrari a segnare il miglior tempo
Ma anche la Ferrari non ha sfigurato quanto ad affidabilità e prestazioni: la SF-26 al cui volante si sono alternati Lewis Hamilton e Charles Leclerc ha infatti completato 440 giri, con un complessivo di 995 tornate per tutti i motorizzati del Cavallino. Haas e Cadillac sono infatti le altre due squadre spinte dalla power unit di Maranello, ma il team americano ha pagato inevitabili problemi di gioventù riuscendo a chiudere solo 164 giri.
Guardando i tempi poi non manca un po’ di ottimismo visto che Lewis Hamilton è stato anche il più veloce dopo i cinque giorni di prove: l’inglese ha infatti chiuso il quinto e ultimo giorno di attività segnando il miglior tempo a 1:16.348, con un decimo di vantaggio sulla Mercedes di George Russell (che però non ha girato nell’ultimo giorno), due decimi sul campione del mondo in carica Lando Norris, e tre decimi sul compagno di squadra Charles Leclerc.
Test in Bahrain
Dall’11 al 13 febbraio si sono tenuti in Bahrain i primi 3 giorni di test, che ci hanno permesso finalmente di vedere ufficialmente le vetture in pista grazie alla trasmissione sulla F1 TV dell’ultima ora di ogni sessione.
Le prime vetture che abbiamo visto a Barcellona erano molto diverse da quelle che vedremo alla fine di questi test. Infatti essendoci più di tre settimane tra il primo giorno di test a Barcellona e l’ultimo giorno in Bahrain, i team hanno e avranno a disposizione tutto il tempo per sviluppare a livello aerodinamico le vetture.
Anche se tre settimane non sembrano molte, i team cercheranno di far sì che la vettura dell’ultimo giorno di test corrisponda a quella che si aspettano di utilizzare il primo giorno a Melbourne, in modo da provare nuovi componenti che verrano poi utilizzati in gara.
Considerazioni dopo i primi 3 giorni di test
È il tricolore a occupare la vetta in classifica al termine della prima settimana di test in Bahrain. Kimi Antonelli ha chiuso in testa il terzo giorno con un tempo di 1:33.669 e non è una sorpresa visti i pronostici fatti sulla Mercedes. Tuttavia, nella giornata di giovedì, ha girato molto poco a causa di problemi di affidabilità. Al secondo posto chiude il suo compagno di squadra, Russell, in ritardo di poco più di due decimi sul pilota bolognese.
La Ferrari convince sul passo
Buone notizie in casa Ferrari dove emerge un discreto entusiasmo, in particolare nel giovedì in cui Leclerc segna il miglior tempo nei test e però reagisce così:
Piacevole guardare i tempi, ma non significano molto.
Hamilton ha girato invece nel pomeriggio in una simulazione passo gara e nel corso del 54esimo giro di long run, il britannico si è fermato a bordo pista causando una bandiera rossa. Sembrava un problema del tuto comprensibile per la squadra di Maranello dopo l’enorme quantità di giri che aveva percorso quella power unit, ma invece fortunatamente la fermata di Lewis era del tutto intenzionale poiché la vettura era rimasta senza benzina. L’idea era infatti quella di testare il consumo di carburante a fine sessione.
Mercedes wow
Quello che emerge da questi test è un’ottima forza della Mercedes e dei team che usano la power unit tedesca. Anche se le Frecce d’Argento hanno girato leggermente meno in questa prima settimana di test ufficiali in Bahrain, la W17 sembra essere leggermente avanti rispetto alle altre, ma è ancora presto per fare delle conclusioni. Resta da comprendere anche quelle che saranno le decisioni della FIA in merito alle misurazioni dei valori di compressione, tema che potrebbe cambiare le carte in tavola.
Aston Martin flop
Senza ombra di dubbio è Aston Martin la squadra che ha maggiormente deluso le aspettative. Il team britannico ha puntato tutto sulla rivoluzione del 2026 sin dalle prime gare della scorsa stagione, ma i risultati non sono arrivati. Non è bastato l’arrivo di Adrian Newey a nascondere i problemi dettati dal passaggio alle power unit Honda, influenzando negativamente l’umore di Alonso e Stroll, che nella giornata di giovedì hanno evidenziato un ritardo di 4 secondi sui top team. Anche la monoposto sembra essere piuttosto inguidabile, come testimoniano gli on-board che evidenziano tante correzioni dei piloti.
Potrebbe interessarti anche questo: la-formula-1-riparte-dal-2026
