Venerdì 31 gennaio SYML si è esibito in Santeria Toscana 31 per un’unica tappa italiana del Nobody Lives Here Tour. “Ti auguro di superare i tuoi timori e accettare ciò che viene dopo” è il suo buon auspicio per gli artisti emergenti.
L’attesa aumenta il desiderio
La parte di attesa prima del concerto è, secondo me, tra le più sottovalutate, a meno che non si sia fatta la fila fuori tutto il giorno arrivando dentro il locale stremati. Si rimane sempre piacevolmente sorpresi dalla playlist scelta per creare atmosfera prima dello spettacolo: sentire Sadness is a gift di Adrienne Lenker mi ha fatto capire effettivamente quanto azzeccata fosse la mia presenza lì.
La musica live di SYML, pseudonimo di Brian Fennell, è coerente con ciò che ti aspetteresti da un artista che naviga nell’alternative indie folk-rock. Tante etichette per descrivere musica introspettiva dalle atmosfere intime. Insomma, canzoni con un buon livello di tristezza. Ad aprire il suo concerto è Ber, giovane cantautrice statunitense dalle origini scandinave, che ritorna durante l’encore con una performance a tre voci — lei, SYML e Brian Eichelberger, produttore musicale, compositore nonché componente della band che accompagna SYML — sulle note di Nobody Lives Here. “Se state vivendo un momento triste, mi spiace perché questa canzone è davvero triste”, avverte Brian. Il brano racconta del dolore che si prova nel momento in cui si perde il senso di appartenenza a un luogo che si è amato tanto in passato.
Does anybody have questions?
Dopo le prime canzoni, alternate tra le più recenti dell’album Nobody Lives Here, come Carry No Thing e Careful, fino alle sue primissime canzoni pubblicate, come Hurt for Me, SYML chiede inaspettatamente: “Qualcuno ha una domanda?”. “Tipo quale?” si sente rispondere prontamente dal pubblico. Da lì SYML inizia a raccontare di come, all’inizio della sua carriera quando aveva ancora poche canzoni nel repertorio, Aaron Paul, noto attore di Breaking Bad, gli scrisse per chiedergli se poteva suonare a casa sua. Neanche a dirlo, la sua risposta fu sì, ma racconta che a un certo punto, tra una canzone e l’altra — complice la tensione e l’imbarazzo di non sapere bene cosa dire — esordiva spesso con: “Ci sono domande?”.
Da lì è diventata una tradizione ai suoi concerti. Lode al pubblico, sveglio e subito pronto a porgliene un paio, perché io, su due piedi, non avrei saputo spiccicare due parole in inglese. Tra queste, la prima domanda gli chiede cosa sia cambiato in questi anni, da quando ha iniziato fino ad oggi.
“In dieci anni sono cambiate tante cose: ad esempio ho una famiglia. Ma ho anche perso tante persone, come mio padre. Se riascolto tutta la mia discografia oggi, sembra un diario di ciò che ho vissuto negli anni” spiega. Ed è lì che realizzi quante tempo sia effettivamente passato dal 2016.
E ancora, qualcuno gli chiede se abbia qualche consiglio per artisti emergenti italiani che scrivono in inglese per avvicinarsi a un pubblico internazionale. La sua risposta non è banale:
Per ogni artista direi che la cosa più difficile è iniziare e finire qualcosa. Inizia e finisci, inizia e finisci. E poi, quando ti senti pronto a metterli nel mondo, preparati a dirgli addio, perché in quel momento diventano anche di altre persone, e questa è una cosa bellissima. Ti auguro di superare i tuoi timori e accettare ciò che viene dopo.
SYML
Fine e inizio di un matrimonio in 5 anni
Il palco è essenziale: alcuni led verticali contribuiscono a creare un’atmosfera da luci soffuse in cameretta. Insieme a SYML ci sono i suoi compagni di viaggio: Brian Eichelberger al violino e tastiera, Kyle Moore alla chitarra e Matt MCCaughan alla batteria. La setlist è coesa, ma d’altronde per una discografia come la sua è veramente difficile sbagliare: ci sono Mr Sandman, Fear of the water, I Wanted to Leave, dal cui sample è poi nato il brano Paris, Texas di Lana Del Rey.
Per You & I racconta che tempo fa una fan l’aveva utilizzata come canzone per il suo matrimonio, anche se poi aveva divorziato. “La canzone è fuori solo da 5 anni, è stato un matrimonio veloce” ironizza. Il brano fa parte del secondo full-album di SYML, The Day My Father Died, uscito nel 2022: una ballad profondamente romantica e delicata, in cui la struttura delle strofe, chiuse dalla stessa frase, richiama molto i testi di Bob Dylan.
I drink to feel to something
You And I – SYML
I sleep and feel nothing
Maybe that’s where you come in
Maybe that’s where you and I begin
Lo spettacolo non può non concludersi con Where’s my love, brano che ha accompagnato tanti di quegli edit sui momenti più devastanti nella storia delle televisione. Infatti il brano arrivò al mainstream grazie al suo utilizzo nella serie televisiva Teen Wolf, un vero e proprio cult per le ragazzine dell’epoca – me compresa. La canzone è una ballad intima e malinconica che racconta la paura dell’abbandono e il bisogno costante di conferme affettive.
Il pubblico può così andare a casa soddisfatto. “È valso tutti i soldi”, sento dire tra la folla che si dirige verso l’uscita. E l’amica che risponde: “Ben €32”. A pensarci, per uno spettacolo di un livello così alto il costo è davvero irrisorio, e mi chiedo se tra qualche anno mi riterrò fortunata ad averlo ascoltato live senza dover aprire un mutuo per pagare il biglietto, vista la direzione che si sta prendendo negli ultimi tempi.
Immagine in evidenza: Giulia Impiombato
