Ormai sempre più vicina al traguardo, la Fiamma Olimpica passa dal Friuli Venezia Giulia, ritorna in Veneto e poi arriva in Trentino Alto-Adige, passando così ufficialmente su tutte le 20 regioni italiane.
Friuli Venezia Giulia
Tappa 47: Trieste
Dopo esserci fermata nel capoluogo veneto, la Fiamma Olimpica passa lungo la costa veneziana sul Mar Adriatico e arriva in Friuli Venezia Giulia, a Trieste. Qui viene portata da Margherita Granbassi, due volte campionessa olimpica di scherma a Pechino 2008, originaria del capoluogo friuliano.
Trieste è da molti conosciuta come una città mitteleuropea. Così la descriveva il poeta Umberto Saba nel suo “Canzoniere” (1921): «Trieste ha una scontrosa grazia. Se piace, è come un ragazzaccio aspro e vorace, con gli occhi azzurri e mani troppo grandi per regalare un fiore». Anche lo scrittore Italo Svevo ne “La coscienza di Zeno” (1923) coglieva l’anima cosmopolita e all’avanguardia della città. E poi ancora James Joyce che scrisse qui la maggior parte de “L’Ulisse” (1920). Infatti, in giro per la città è possibile trovare diverse statue, citazioni o strade dedicate a questi giganti della letteratura. Tra queste forse la più visitata è la statua di James Joyce che si trova sul Ponte Rosso in Via Roma: è raffigurato mentre cammina con una cartella sottobraccio, come stesse ancora passeggiando per le vie di Trieste.
La città, inoltre, è da tutti conosciuta per La Bora, un vento gelido e impetuoso che arriva a superare i 150 km/h. Sicuramente aiuta a tenere l’aria pulita e il cielo limpido, ma certe volte diventa difficile persino camminare. Si pensi che in passato per le strade c’erano delle catene per reggersi e evitare di volare via a causa del vento. Altro pilastro triestino è Piazza Unità d’Italia, la piazza aperta sul mare più grande del continente. Un tempo porto di Vienna, Trieste sente molto dell’influenza austro-ungarica, come, appunto, gli imponenti palazzi che circondano questa piazza che sembrano venire diretti dall’Austria. Si trovano anche influenze slave per lingua e tradizioni; un miscuglio religioso tra chiese cattoliche, ortodosse e sinagoghe; e ovviamente l’identità italiana in primis perché Trieste è il principale importatore di caffè in Italia.

Tappa 48: Udine
Continuando il suo percorso per le terre friuliane, la Fiamma arriva prima a Palmanova accompagnata dal rookie di F1 Kimi Antonelli. Conosciuta come la “città stellata” è stata concepita come fortezza inespugnabile dalla Repubblica di Venezia nel 1593 e si distingue per la sua forma poligonale perfettamente simmetrica. Prosegue verso Redipuglia e il suo sacrario militare, il più grande cimitero militare d’Italia con i suoi 22 maestosi gradoni che salgono lungo il monte e in cui sono custoditi oltre 100 mila soldati caduti. Un memoriale ad alto impatto visivo e anche emotivo.
Si arriva così a Udine, nel cuore della regione. Città a misura d’uomo, il centro pulsante è Piazza della Libertà, un gioiello di architettura rinascimentale in stile veneziano ma sulla terraferma. Poco distante si trova un colle dominato in cima dal Castello che oltre ad offrire una vista sulla città e sulle Alpi, custodisce il Salone del Parlamento, dove si riuniva il Consiglio della Patria del Friuli, una delle istituzioni rappresentative più antiche del mondo istituita nel 1231. Le pareti sono decorate da artisti come Gianbattista Tiepolo, originario di Udine che ha firmato nel 1700 altri lavori in giro per la città come al Duomo e al Palazzo Patriarcale i cui affreschi sembrano quasi bucare il soffitto.
Veneto
Tappa 49: Belluno
Il 25 gennaio la Fiamma torna in Veneto attraversando le Colline del Prosecco di Valdobbiadene note per la loro produzione vinicola. Si ferma poi a Belluno, la porta verso le Dolomiti.
Belluno è unica in Italia per essere l’unica città che si trova interamente all’interno di un parco nazionale, quello delle Dolomiti Bellunesi. Questo significa che non è solo vicina alla montagne, ma è proprio nelle montagne. Infatti si possono scorgere da ovunque le vette del gruppo della Schiara e i boschi circostanti, immergendosi completamente nella natura. Dino Buzzati, nato a Belluno, si è ispirato più volte ai monti che circondano la sua città, come nella raccolta antologica pubblicata postuma “Le Montagne di vetro”: «Ma sono le mie montagne. […] Non c’è niente da fare. Sono pietre o nuvole? Sono vere oppure è un sogno?».
Tappa 50: Cortina d’Ampezzo
Entrando sempre più nel cuore delle montagne e di queste XXV Olimpiadi Invernali, la Fiamma Olimpica attraverso il territorio montuoso del Cadore per arrivare a Cortina d’Ampezzo, l’altra faccia di questa edizione delle Olimpiadi. Già nel 1956 Cortina aveva ospitato i Giochi Olimpici Invernali, i primi ad essere trasmessi in diretta televisiva. Nel 2026, gli sport olimpici che si svolgeranno proprio a Cortina saranno lo sci alpino femminile (il maschile invece a Bormio), il curling nello storico Stadio Olimpico del Ghiaccio e bob, slittino e skeleton al Cortina Sliding Center, costruito apposta per queste Olimpiadi. Per le paralimpiadi in più si terrà anche il para snowboard.
Soprannominata la “Regina delle Dolomiti”, è circondata da vette ed è il tempio degli sport invernali, nonché di un turismo alpino di lusso. Da Corso Italia, una delle vie dello shopping più famose d’Europa, alle ville da sogno nelle zone più in del paese. Inoltre, la sua bellezza e i suoi paesaggi da cartolina hanno fatto da sfondo ad alcuni leggendari film come “007 – Solo per i tuoi occhi” (1981) con il James Bond interpretato da Roger Moore, oppure “La Pantera Rosa” (1963) con Peter Sellers.
Trentino Alto-Adige
Tappa 51: Bolzano
Sempre sulle Dolomiti, la Fiamma Olimpica arriva in Trentino Alto-Adige (toccando così ufficialmente tutte le 20 regioni italiane) verso la provincia autonoma di Bolzano. Si ferma a Anterselva dove si trova la Antholz-Anterselva Biathlon Arena. A 1600 metri di altitudine, si svolgeranno le gare di biathlon, una disciplina che combina sci di fondo e tiro a segno con la carabina.
Bolzano ha una storia geo-politica molto complicata che l’ha portata a diventare provincia autonoma. Prima della Grande Guerra l’Alto Adige faceva parte dell’Impero Austro-Ungarico, ma con il Trattato di Saint-Germain il territorio fu annesso all’Italia. Durante il fascismo ci fu un’italianizzazione forzata, che si concluse con l’Accordo di Parigi nel 1946 che garantiva la tutela della minoranza tedesca e un’ampia autonomia amministrativa e legislativa all’intera regione. Tuttavia, i trentini (italofoni) erano in maggioranza rispetto ai sudtirolesi che non sentivano la protezione promessa. In seguito ad una lunga crisi, si arrivò al Secondo Statuto d’Autonomia (1972) che spostò gran parte dei poteri dalla Regione direttamente alle due Province Autonome di Bolzano e Trento. Questa autonomia consiste per esempio nel bilinguismo e nell’autonomia legislativa (con le leggi che vengono fatte a Bolzano) e finanziaria (il 90% delle tasse resta nella Provincia).
Camminando per il centro storico di Bolzano sembra di stare in un paese austriaco, circondati da montagne, castelli e palazzi dallo stile nordico-tirolese che si fonde però con quello mediterraneo, creando un mix delle due culture italiana e austriaca.

Tappa 52: Cavalese
Proseguendo sulle Dolomiti trentine, la Fiamma attraversa la Val di Fiemme, ben nota per gli sport invernali. Qui infatti si trovano due località in cui si svolgeranno i Giochi Olimpici: Predazzo e Tesero. Nella prima allo Stadio del Salto “Giuseppe Dal Ben” si terrà il salto con gli scii. Mentre al Tesero Cross-Country Skiing Stadium verranno ospitate le gare di scii di fondo e di combinata nordica (che unisce scii di fondo e salto con gli scii). La sera si ferma invece a Cavalese, il centro amministrativo, culturale e storico della Valle. Qui la Fiamma è stata portata da Amos Mosaner, che rappresenterà l’Italia nel curling.
Tappa 53: Trento
Andando a concludere il suo viaggio in Trentino Alto-Adige, la Fiamma Olimpica si avvicina sempre di più al capoluogo andando prima a Merano. Ben nota per i suoi giardini terrazzati di Castel Trauttmansdorff, anche conosciuti come “i giardini della Principessa Sissi”, in quanto molto frequentati dall’Imperatrice Elisabetta d’Austria (Sissi). Prosegue poi verso Baselga di Piné, un altopiano che si distingue per i suoi due laghi che d’inverno diventano una pista da pattinaggio naturale. Ma qui si trova anche l’Ice Rink di Piné, un anello di ghiaccio all’aperto da 400 metri, considerato tra i più veloci al mondo per via dell’altitudine che riduce la resistenza dell’aria. Inizialmente era stato persino considerato per ospitare lo speed skating alle Olimpiadi di Milano-Cortina, per poi venire trasferite direttamente a Milano a Rho Fiera.
Così, la Fiamma arriva finalmente a Trento, che come Bolzano è provincia autonoma, anche se più italofona. Il cuore storico è Piazza Duomo dove al centro si trova la Fontana del Nettuno e intorno le Case Cazuffi-Rella interamente affrescate. Andando invece verso la facciata moderna della città si trova il MUSE – Museo delle Scienze, un palazzo progettato da Renzo Piano che offre esperienze interattive nella scienza e nella natura. Per tornare nelle montagne che circondano la città è possibile prendere da vicino la stazione la funivia per Sardagna, dove si trova una terrazza panoramica per vedere dall’alto l’intera Valle dell’Adige.

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Immagine in evidenza: Gemini
