Prosegue il viaggio della Fiamma Olimpica di Milano-Cortina 2026 attraverso l’Italia. Dopo ben 50 giorni in giro per il paese, la Fiamma arriva in Lombardia, ma ancora non passa da Milano e, invece, continua verso il Veneto.
Lombardia
Tappa 38: Varese
Il 15 gennaio la Fiamma Olimpica si reca presso il Lago Maggiore, il secondo lago più grande d’Italia. Condiviso tra Italia (in Piemonte e Lombardia) e Svizzera si estende per 212 km². Nel Golfo Borromeo sulla sponda piemontese, si dirige verso Verbania, un’elegante cittadina sul lago, nonché la più popolosa del bacino. Da qui procede verso le Isole Borromee, un arcipelago simbolo dell’antica nobilità lombarda in cui furono costruite nel Trecento le dimore estive della famiglia Borromeo dall’atmosfera fiabesca. E infine Stresa, la “perla” del Lago Maggiore con ville storiche in stile Liberty e incredibili viste panoramiche.
Così si entra in Lombardia, a Varese, conosciuta come la “città giardino” per il suo equilibrio tra verde e urbanistica. Il Palazzo Estense è circondato da un curatissimo giardino che nel suo ricorda Versailles. Percorrendo per 2 km in salita la Via Sacra da Piazzale Montanari si incontrano 14 cappelle seicentesche per poi giungere al Santuario del borgo medievale di Santa Maria del Monte. Da quassù è possibile ammirare il panorama tra la pianura padana, i laghi sottostanti e, nelle giornate limpide, persino le Alpi e i grattacieli di Milano.
Tappa 39: Pavia
Proseguendo in Lombardia, arriva a Pavia. Oltre ad ospitare una delle università più antiche e prestigiose d’Europa (UniPv) fondata nel 1361, la città è stata capitale del Regno Longobardo dal 665 al 774. Importanti testimonianze di questo periodo sono la Chiesa di San Michele Maggiore e il San Pietro in Ciel d’Oro per cui è diventata un’importante meta per il turismo religioso. A pochi chilometri dal centro, inoltre, si trova la Certosa di Pavia risalente al Rinascimento. La sua dettagliata facciata in marmo presenta diverse sculture che raffigurano santi, imperatori romani, profeti e scene bibliche. Il monastero si sviluppa intorno a due Chiostri in cui regna il quasi assoluto silenzio. Infatti i monaci cistercensi vedono il “non parlare” come uno strumento per fare spazio a Dio e passano gran parte della giornata (se non per qualche eccezione chiamate “recreatio”) nelle loro celle del Chiostro Grande pregando e studiando in totale solitudine e silenzio.
Un altro simbolo architettonico della città è il Ponte Coperto, di origine medievale ma ricostruito nel 1951 dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. La leggenda narra che la notte di Natale del 999 a causa di una fitta nebbia i pellegrini non riuscissero ad attraversare il fiume Ticino. Così apparve il Diavolo che promise di costruire un ponte in una sola notte, a patto di avere l’anima del primo che lo attraversasse. Il mattino seguente vi fecero passare un cane. E il Diavolo, arrabbiato per essere stato preso in giro, tentò di distruggere il ponte con una tempesta, ma fallì. Così venne costruita una chiesetta a metà del ponte per proteggerlo da futuri attacchi maligni. Infatti al centro del ponte sotto le arcate si trova la Cappella di San Giovanni Nepomuceno, simbolo di protezione contro le frequenti piene del fiume.

(Tappa 40: Piacenza)
Cambiando regione per un giorno, la Fiamma Olimpica va prima nuovamente in Piemonte ad Alessandria e poi a Tortona (accompagnata dal famoso conduttore televisivo Alessandro Cattelan dove è nato), fino ad arrivare a Piacenza dall’altra sponda del Po in Emilia Romagna. Celebre è Piazza Cavalli, tra le più belle del Nord Italia. Prende il nome da due monumenti in bronzo che raffigurano i duchi Alessandro e Ranuccio Farnese a cavallo. Esse sono parallele ai due lati della piazza dove al centro si trova il Palazzo Gotico che si distingue per il contrasto tra il marmo bianco dei portici inferiori e il cotto rosso del piano superiore. Piacenza è conosciuta come la primogenita d’Italia, in quanto prima città a votare nel 1848 tramite plebiscito l’annessione al Regno di Sardegna portando in seguito all’unificazione nazionale.
Tappa 41: Brescia
Tornata in Lombardia, la Fiamma Olimpica si dirige prima verso Cremona, dopo a Crema e poi arriva al Lago d’Iseo. Qui in bicicletta viene accompagnata dai tedofori per la Strada nella Roccia, una suggestiva strada costiera con gallerie scavate nella roccia a picco sull’acqua.
Da Iseo verso est arriva a Brescia, la “Leonessa d’Italia” come la definì Giosuè Carducci nella poesia “Alla Vittoria” (1877) per il suo coraggio durante la rivolta contro il dominio austriaco nel 1849. In realtà le origini del leone bresciano, stemma della città, risalgono al XVII secolo quando venne scelto per rappresentare la loro sovranità per l’indipendenza durante l’epoca dei Comuni. Sempre al Medioevo appartiene il Duomo Vecchio, un edificio circolare in pietra che riflette la semplicità del periodo. Si trova in Piazza Paolo V dove, curiosamente, sorge anche una seconda cattedrale: il Duomo Nuovo. Una di fianco all’altra creano un forte contrasto tra la semplicità dell’architettura romanica e quella tardo-rinascimentale con una cupola che misura 80 metri, la terza più alta d’Italia. Inoltre nel centro di Brescia si trova un corridoio UNESCO, che permette di passare in pochi metri dall’epoca romana con il Capitoliulm (un antico tempio costruito nel 73 d.C.) all’epoca medievale e longobarda con il Monastero di Santa Giulia risalente al 753 d.C. Anche questo, come Piazza Duomo, un breve viaggio attraverso il tempo e le epoche che raccontano la stratificazione storica della città.

Veneto
Tappa 42: Verona
Immancabile un giro per il Lago di Garda, il più grande d’Italia suddiviso tra Lombardia, Trentino Alto-Adige e Veneto. Partendo da Desenzano arriva via barca a Riva sul Garda, la punta del lago in Trentino. Dopo una breve tappa a Rovereto, la Fiamma scende giù verso Peschiera del Garda in Veneto, una città fortezza completamente circondata dall’acqua.
Passando dalla Valpolicella, una zona collinare con un’antica tradizione vinicola, si giunge così a Verona, anch’essa protagonista dei Giochi Olimpici Invernali 2026. Pur non ospitando nessuna gara sportiva, sarà palcoscenico di diversi eventi celebrativi. L’Arena di Verona, infatti, ospiterà il 22 febbraio la Cerimonia di Chiusura, che vedrà il passaggio di consegne tra Italia e Francia (dove nel 2030 si terranno le prossime Olimpiadi Invernali). Il 6 marzo, invece, si svolgerà la cerimonia inaugurale dei XIV Giochi Paralimpici Invernali (per cui recentemente sono stati annunciati tra i performer i Meduza e Steward Copeland).
L’Arena di Verona è un anfiteatro romano tra i meglio conservati. Infatti ancora oggi continua ad assolvere la sua funzione originaria ospitando eventi culturali: da concerti a spettacoli teatrali e di lirica. Grazie alla sua forma circolare e alla disposizione dei gradoni, l’acustica è straordinaria con la voce dei cantanti lirici che arriva agli spettatori anche senza microfono.

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Verona è ben nota per la sua atmosfera storica e romantica. Infatti moltissimi visitatori si recano presso la Casa di Giulietta dove è possibile vedere il balcone della tragedia di Shakespeare. In realtà, questo è stato aggiunto nel 1937 per assecondare il desiderio dei turisti che cercavano il luogo esatto del dialogo tra i due amanti. La credenza che questa fosse la dimora di Giulietta deriva dalla famiglia che per secoli è stata proprietaria di questa casa-torre medievale: i Dal Capello il cui nome assomiglia ai Capuleti. Proseguendo qualche minuto a piedi si trova Piazza delle Erbe circondata da palazzi affrescati e torri medievali.
Per ammirare la città dall’alto, invece, si può attraversare il Ponte di Pietra, che passa sopra l’Adige, e prendere una funivia (oppure salire a piedi) per arrivare a Castel San Pietro. Dal terrazzo la vista panoramica è da cartolina.
(Tappa 43: Mantova)
Il 19 gennaio 2026 la Fiamma Olimpica ha illuminato Mantova. Partita da Villafranca di Verona, ha attraversato Asola, Viadana, Suzzara e la città virgiliana, culminando in una suggestiva city celebration in Piazza Sordello.
Mantova affonda le sue radici nell’antichità: secondo la leggenda fondata dalla profetessa Manto, fu abitata da Etruschi, Galli e Romani. Nel Medioevo passò sotto Longobardi e Franchi, ma raggiunse il massimo splendore con i Gonzaga, signori dal 1328 al 1707. Sotto questa dinastia divenne una delle corti più colte e raffinate d’Europa, fulcro del Rinascimento in arte, musica e architettura.
Il suo centro storico, Patrimonio UNESCO, si esplora idealmente a piedi, immersi in un’atmosfera sospesa tra laghi e storia. Cuore della città è il Palazzo Ducale, un labirinto di oltre 500 stanze decorate da capolavori come la celebre Camera degli Sposi di Andrea Mantegna, con i suoi affreschi illusionistici. Poco distante il Castello di San Giorgio, fortezza quattrocentesca che custodisce tesori Gonzaga. Mentre il Palazzo Te, capolavoro manierista di Giulio Romano, stupisce con le sue sale riccamente affrescate, in particolare la Sala dei Giganti dove pareti e soffitto sembrano crollare in un caos mitologico. Da non perdere la Basilica di Sant’Andrea, progettata da Leon Battista Alberti con la sua maestosa navata e la cupola imponente. E vicino il Duomo di San Pietro in Piazza Sordello. Passeggiando tra ponti, vicoli medievali e piazze come quella delle Erbe con la Torre dell’Orologio, si respira la poesia di una città unica, dove storia rinascimentale e bellezza naturale si fondono in armonia perfetta.
Tappa 44: Vicenza
Ripartita da Mantova, la Fiamma attraversa il Veneto. Tra Nogara, Legnago e le terre beriche, il fuoco ha illuminato piazze e comunità, culminando a Vicenza in Piazza dei Signori con tedofori illustri (tra cui Gelido Bordin, campione olimpico a Seul 1988 nella maratona) e un braciere acceso tra applausi e orgoglio regionale verso Milano Cortina 2026.
Vicenza è una delle città più antiche del Veneto. Fondata in epoca romana come Vicetia, fiorì sotto la Repubblica di Venezia, ma il suo nome è indissolubilmente legato all’architetto Andrea Palladio (1508-1580), l’architetto che rivoluzionò l’architettura classica ispirandosi all’Antica Roma. Grazie alle sue opere, il centro storico di Vicenza e le ville palladiane del Veneto sono Patrimonio UNESCO dal 1994, simbolo di armonia, proporzione e bellezza rinascimentale.
Passeggiando per le vie eleganti, si scopre immediatamente la Basilica Palladiana in Piazza dei Signori, con le sue logge aperte e la statua del Leone di San Marco che domina dall’alto. Cuore pulsante della città è il Teatro Olimpico, ultimo capolavoro di Palladio: un teatro ligneo coperto con scena fissa illusionistica di Vincenzo Scamozzi, ancora oggi usato per spettacoli. Non lontano sorge Palazzo Chiericati, sede della pinacoteca civica con opere di artisti veneti. Da esplorare anche la Chiesa di Santa Corona, che custodisce tesori come la Pala della Trasfigurazione di Giovanni Bellini, e Piazza Matteotti con le sue architetture palladiane. Salendo a Monte Berico, la Basilica omonima offre una vista mozzafiato sulla città e la pianura veneta.
Tappa 45: Padova
Sempre in Veneto, la Fiamma raggiunge Padova.
Secondo la leggenda Padova fu fondata nel 1184 a.C. dal principe troiano Antenore, fuggito da Troia. Patavium romana divenne una delle città più ricche e potenti dopo Roma con un fiorente commercio. Nel Medioevo fu un libero comune, poi signoria cittadini sotto il comando dei Carraresi, prima di passare sotto la Repubblica di Venezia nel 1405. In questo periodo brillò per arte e cultura grazie a figure come Giotto e Donatello.
Nel 1222 nacque l’Università di Padova, tra le più antiche d’Europa, centro di sapere laico che attrasse nella seconda metà del ‘500 Galileo Galilei. Oggi Padova è diventata una vivace città universitaria, Patrimonio UNESCO per l’Orto Botanico dell’università, che risalente al 1545, è il più antico al mondo. Il centro storico si può tranquillamente esplorare a piedi, partendo da Prato della Valle, immensa piazza ellittica con canale e statue, una delle più belle d’Italia. Imperdibile la Basilica di Sant’Antonio, meta di pellegrinaggi con le sue cupole bizantine, chiostri e reliquie. La Cappella degli Scrovegni, capolavoro di Giotto con il celebre ciclo di affreschi sulla Vita di Cristo e della Vergine, è un gioiello del Trecento. Da non dimenticare anche il Palazzo della Ragione con il suo enorme salone affrescato e il tetto a carena di nave. Ai due lati si trovano le eleganti Piazza delle Erbe e Piazza della Frutta. Salendo verso il Battistero del Duomo o passeggiando lungo il Bacchiglione, si respira un’atmosfera unica di storia, arte e vitalità studentesca.
Tappa 47: Venezia
Il 22 gennaio 2026 la Fiamma Olimpica arriva verso la laguna veneziana. Passando da Chioggia, Stra, Treviso e Mestre, arriva infine a Venezia. Illuminando il Canale Grande a bordo di una gondola, la Fiamma è passata dai luoghi più iconici della città, culminando con l’accensione del braciere in Piazza San Marco.
Venezia è una città unica al mondo, un miracolo ingegneristico e artistico sospeso sull’acqua. Fondata nel 400 d.C. dai profughi in fuga dalle invasioni barbariche, si trasformò nella Serenissima Repubblica,
una potenza marittima e commerciale che dominò il Mediterraneo per secoli, fungendo da ponte
tra Oriente e Occidente.
Il cuore pulsante è proprio Piazza San Marco, dove la Basilica riflette l’influenza bizantina con i suoi mosaici dorati. Affianco si trova il maestoso Palazzo Ducale, antica sede del governo. Per vivere l’anima della città, è d’obbligo un giro in vaporetto lungo il Canal Grande, ammirando il Ponte di Rialto. Oltre ai monumenti iconici, vale la pena perdersi tra i “calli” meno frequentati di Cannaregio o visitare le isole della laguna: Murano, celebre per il vetro soffiato, e Burano, famosa per i merletti e le case variopinte. Venezia non è solo un museo a cielo aperto, ma un fragile capolavoro che continua a incantare il mondo intero.
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Immagine in evidenza: Gemini
