In Viaggio con la Fiamma Olimpica: da Rimini a Novara

La Fiamma Olimpica prosegue il suo viaggio alla scoperta dell’Italia in occasione della staffetta olimpica che precede le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Scopriamo le ultime tappe tra Emilia-Romagna, Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta.

Emilia-Romagna

Tappa 29: Rimini

Venendo dalle Marche, la Fiamma giunge in Emilia-Romagna sulla Riviera con le sue lunghe e larghe spiaggi. Qui passa prima da Riccione, la località balneare del divertimento, per arrivare a Rimini accompagnata da Marco Bezzecchi, pilota di Moto GP.

Rimini è conosciuta soprattutto per la sua lunga costa che si estende per oltre 15 km e i tanti “bagni” che ospitano migliaia di turisti d’estate, ma ha molto di più da offrire. Oltre alle sue origini romane, epoca in cui è stata tra le città più importanti dell’Impero, Rimini è diventata un riferimento cinematografico grazie al suo legame con Federico Fellini. Il grande regista italiano, nato a Rimini nel 1920, ha ambientato “Amarcord” (1973) nella sua città natale, nonostante in realtà ricreata negli studi di Cinecittà di Roma. Il titolo viene dal dialetto romagnolo “a m’arcord”, cioè “io mi ricordo”, che grazie a Fellini è diventato un termine della lingua italiana, ad indicare un sentimento di nostalgia. E anche Rimini non ha dimenticato Fellini, dedicandogli il Museo Fellini, un polo museale diffuso fra Castel Sismondo, Palazzo del Fulgor e Piazza Malatesta per immergersi nella poetica felliniana. Un altro imperdibile pilastro della settima arte di Rimini è il Cinema Fulgor, un maestoso cinema “da film” ricamato di rosso e oro nel cuore del centro storico in cui il regista vide da bambino i suoi primi film. Un luogo che ha marcato l’inizio della sua carriera e ha influenzato il cinema. Tanto che il Comune ha istituito il Premio Fellini (lo scorso dicembre consegnato al regista Alfonso Cuarón), un riconoscimento a lui dedicato per celebrare come il genio felliniano trovi nuova vita e declinazioni nelle espressioni artistiche contemporanee.

Tappa 30: Bologna

La notte tra il 5 e il 6 gennaio, la Befana non ha portato solo carbone in Emilia-Romagna, ma anche altri due eventi unici: il passaggio della Fiamma Olimpica e una straordinaria nevicata che ha coperto la regione di bianco, fenomeno che non si vedeva da anni!

Così tra i fiocchi di neve, il fuoco ha continuato a fiammeggiare prima a Cesena, poi a Forlì e a Imola. Qui ha visitato lo storico circuito automobilistico Autodromo Enzo e Dino Ferrari con le sue piste completamente innevate.

Arriva poi a Bologna, il capoluogo emiliano. Qui la Fiamma ha illuminato i famosi portici, uno degli elementi più caratteristici della città estendendosi per oltre 60 km. Altra caratteristica peculiare della città sono le sue torri medievali che le hanno dato il nome di “la Turrita”. Costruite tra il 1100 e il 1200, erano simbolo della ricchezza delle famiglie oltre ad avere funzione di difesa. Si stima fossero più di 100, nonostante ad oggi ne rimangano una ventina. Le più famose sono la Torre degli Asinelli, con i suoi 97 metri di altezza, e la Torre Garisenda, celebre per essere spaventosamente inclinata. Bologna è città d’arte, gastronomia (tra tortelli in brodo, lasagne, tagliatelle al ragù e mortadella) e anche di vita universitaria. Infatti qui si trova la più antica università d’Europa fondata nel 1088, la rinnomata Università di Bologna. Ancora oggi ospita migliaia di studenti nel suo campus diffuso per il centro storico, che la rende parte integrante della città stessa.
Tra i tedofori anche Marco Belinelli, il cestista italiano che ha giocato sia nella Seria A italiana che nell’NBA statunitense, originario della provincia di Bologna. E anche Marco Divaio, direttore sportivo della squadra di calcio del Bologna.

Bologna dall’alto, da pixabay
Tappa 31: Ferrara

Continua l’immersione romagnola con la Fiamma che arriva prima al Delta del Po, dove il fiume più lungo d’Italia divide il suo corso principale per diramarsi e sfociare nel Mare Adriatico, e poi a Ravenna. Qui si trova la tomba di Dante. Infatti, fu proprio a Ravenna che il poeta morì nel 1321 dopo essere stato esiliato da Firenze. Ancora oggi sono moltissimi i visitatori che vengono a fargli omaggio. E Ravenna tiene tanto a questa vicenda, tanto da aver instaurato una Zona dantesca del silenzio attorno al tempio dove è vietato il traffico e dove è richiesto un tono di voce basso.

La sera, invece, la Fiamma illumina Ferrara portata, tra gli altri, dalla ginnasta Alessia Maurelli, capitana della Squadra nazionale di ginnastica ritmica dell’Italia. Ferrara è stata una delle città più importanti per la nascita del Rinascimento italiano, governata dalla dinastia degli Este che la trasformò in un centro artistico a livello europeo. Il centro è consigliabile visitarlo in bicicletta (in quanto la città detiene il primato nazionale per l’uso di biciclette). Percorrendo gli oltre 9 km di antiche mura che delineano la città si può poi andare verso il cuore di Ferrara: il Castello Estense, una classica fortezza con tutt’ora un fossato pieno d’acqua attraversabile con i ponti levatoi.

Castello Estense di Ferrara, da wikipedia
Tappa 32: Parma

Dopo l’autodromo Ferrari, la Fiamma arriva nella casa della Ferrari stessa: Maranello dove dal 1943 ha seda la storica impresa. Proseguendo questo viaggio automobilistico sportivo, la Fiamma fa tappa anche a Modena e nello specifico agli Headquarters della Maserati.

Segue un breve passaggio a Reggio Emilia, accompagnata dal tedoforo Stefano Baldini, maratoneta campione olimpico ad Atene 2004. E infine arriva a Parma. Nominata nel 2015 Città Creativa per la Gastronomia dall’UNESCO, è la patria di prodotti come il Parmigiano Reggiano e il Prosciutto di Parma. Ma oltre al cibo, la città è conosciuta anche per il suo legame con la musica classica lirica grazie a Giuseppe Verdi e Arturo Toscanini. Il maestoso Teatro Regio di Parma fondato nel 1829 è diventato un simbolo nell’ambito della lirica mondiale, in quanto il suo pubblico è considerato altamente esigente. Continuando per le vie della città, molto affascinante è Piazza Duomo dove si trova la cupola affrescata dal Correggio, un’apertura di cielo all’interno della chiesa, e il Battistero gotico-romantico in marmo rosa.

Liguria

Tappa 32: Genova

La Fiamma torna brevemente in Toscana a Massa-Carrara, dove attraversa le celebri Cave di Marmo incastonate nelle Alpi Apuane. Qui Michelangelo nel 16esimo secolo scelse personalmente i blocchi di marmo per le sue opere come il “David” e la “Pietà”. Oggi l’estrazione è diventata molto più semplice, utilizzando del filo diamantato che taglia la roccia quasi come fosse burro. Nonostante gli ampi profitti, questo sfruttamento rimane un discorso controverso da un punto di vista ambientale. Si tratta di una devastazione paesaggistica causata dall’essere umano che, tuttavia, mantiene un fascino peculiare, nonché una certa inquietudine nella sua monumentalità.

A seguire, la Fiamma arriva in Liguria attraversando le Cinque Terre, i cinque antichi borghi costruiti a picco delle scogliere dai colori pastello vivaci. Dopo aver percorso la Via dell’Amore, il sentiero lastricato a picco sul mare che collega i borghi di Riomaggiore e Manarola, la Fiamma si dirige verso Portofino. Continua a costeggiare la Riviera di Levante e arriva a Genova.

Il capoluogo ligure è un po’ come un labirinto che si arrampica tra la costa e l’Appennino sviluppandosi verso l’alto. Ha un centro storico molto caratteristico che unisce stretti vicoli medievali detti “caruggi” a palazzi nobili, i Palazzi dei Rolli che in epoca rinascimentale ospitavano re e principi. Genova è una città fortemente legata alla cultura e alla storia marittima. Il Porto Antico è stato riqualificato dall’architetto Renzo Piano nel 1992 rendendolo il cuore pulsante e turistico della città con una grande piazza che è come fosse una terrazza che affaccia sul Mar Mediterraneo. Qui si trova il famoso Acquario, tra i più grandi e antichi d’Europa, che riproduce ecosistemi marini da tutto il mondo. Sempre al porto si può trovare l’ascensore panoramico e “La Bolla”, una biosfera tropicale che galleggia sull’acqua. Nelle vicinanze si trova la passeggiata di Corso Italia che costeggia la costa e i bagni fino ad arrivare a Boccadasse, un quartiere caratterizzato da case color pastello nello stile delle Cinque Terre.

Piazza De Ferrari di Genova

Piemonte

Tappa 33: Cuneo

Dopo Genova, il 10 gennaio la Fiamma Olimpica attraversa la Riviera Ponente ligure da Savona, Imperia, Sanremo fino al confine francese a Ventimiglia. Poi prosegue a Nord verso Dolceacqua e arriva nella prossima regione: il Piemonte. Qui si ferma inizialmente a Cuneo, per ripartire il giorno dopo.

Cuneo sorge su un altopiano a forma di cuneo, incastonato tra il fiume Stura e il torrente Gesso. Il cuore pulsante è Piazza Galimberti, una delle piazze porticate più grandi d’Europa, da cui si diparte la splendida Via Roma, interamente coperta da lunghi portici che proteggono dal sole estivo e dalla neve invernale. La città respira aria di montagna: verde ovunque, con il Parco Fluviale Gesso e Stura e il Viale degli Angeli che regalano viste mozzafiato sulle Alpi. Cuneo è anche capitale del gusto: qui nascono i celebri cuneesi al rhum di Arione, i formaggi d’alpeggio e i vini delle Langhe vicine. Porta d’ingresso verso sei splendide vallate alpine e vicina alla Francia, è una città discreta ma sorprendente, dove storia, natura e buona tavola si fondono in perfetta armonia.

Tappa 34: Torino

La Fiamma Olimpica riprende il suo viaggio passando tra le colline delle Langhe, Bra, La Morra e Alba. Prosegue verso Asti e Moncalieri per poi ritornare dopo ormai 20 anni nel capoluogo della regione, Torino. Infatti, nel 2006 la città ha vissuto il suo momento di gloria internazionale ospitando le XX Olimpiadi Invernali.

Torino è una città dal fascino regale e barocco, nata come fortezza sabauda nel 1563. La dinastia dei Savoia la trasformò in un gioiello architettonico, con piazze eleganti, palazzi sontuosi e una pianta a scacchiera che ancora oggi la rende unica. Grazie alle Olimpiadi del 2006, la città si è rinnovata profondamente: nuove infrastrutture, il recupero di aree industriali e un’immagine moderna proiettata verso le Alpi hanno lasciato un’eredità duratura, rendendola più vivace e accogliente.

Cosa visitare? Imperdibili sono Piazza San Carlo (il “salotto” della città), la mitica Mole Antonelliana (simbolo della Torino contemporanea con il Museo del Cinema), il Palazzo Reale e i Musei Reali, la Cattedrale di San Giovanni con la Sacra Sindone e il suggestivo Quadrilatero Romano. Non dimenticate una passeggiata lungo il Po, magari fino alla collina di Superga per una vista spettacolare sulla città incorniciata dalle Alpi.

Torino vista dal Monte dei Cappuccini, da wikipedia

Valle d’Aosta

Tappa 35: Aosta

Per arrivare nella regione della Valle D’Aosta, la Fiamma Olimpica attraversa le cime del maestosissimo Monte Bianco, la montagna più alta d’Europa con i suoi 4800 metri, che anticipa il passaggio a Chatillon, per arrivare infine ad Aosta.

Aosta è una delle città più antiche d’Italia, fondata nel 25 a.C. dai Romani con il nome di Augusta Praetoria Salassorum. Nacque come colonia militare per controllare i Salassi, popolazione celtica locale, e per custodire i valichi alpini verso Gallia e Elvezia. Oggi è una piccola città bilingue (italiano e francese) circondata dalle Alpi più alte d’Europa. Non puoi perderti assolutamente l’Arco di Augusto, eretto in onore dell’imperatore. Prosegui con la maestosa Porta Praetoria, il Teatro Romano (ancora suggestivo con la sua cavea), il Criptoportico forense e la Cattedrale di Santa Maria Assunta, con affreschi medievali preziosi. Da non dimenticare anche la Collegiata di Sant’Orso e il suo chiostro romanico. Il centro storico si gira comodamente a piedi, immersi in un’atmosfera unica tra storia millenaria e montagne.

(Tappa 37: Novara)

Il 13 gennaio, accompagnata dalle guide alpine valdostane, la Fiamma Olimpica arriva nel punto più alto del suo viaggio. Scala la mattina presto il Monte Rosa raggiungendo la Punta Gniffetti a 4554 metri. Tornata in Piemonte passa da Biella, Vercelli e Casale Monferrato per poi raggiungere Novara.

Novara ha origini antiche: fondata probabilmente come insediamento celtico-ligure (Aria), divenne municipium romano nel I secolo a.C. con il nome di Novaria. La sua storia è segnata dalla famosa Battaglia di Novara del 1849 (Bicocca), dove la sconfitta piemontese portò all’abdicazione di Carlo Alberto in favore di Vittorio Emanuele II. Imperdibile la Basilica di San Gaudenzio, con la sua cupole alta ben 121 metri, la cui salita offre viste spettacolari su pianura, sulle Alpi e persino su Milano. Prosegui con il Broletto in Piazza delle Erbe, cuore medievale con palazzi storici e cortile suggestivo. Non perdete il Castello Visconteo-Sforzesco, con rocchetta e sotterranei, il Duomo con battistero romanico e i portici eleganti del centro. Immersa tra risaie e vicina a Milano e al Lago Maggiore, Novara regala un mix unico di storia, arte e sapori autentici.

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Immagine in evidenza: Gemini

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1 Commento

  • Pubblicato il 14 Gennaio 2026 18:59 0Likes
    Anonimo

    Bellissima viaggiare insieme alla fiamma olimpica

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