Continua il viaggio della Fiamma Olimpica attraverso l’Italia che si concluderà il 6 febbraio con l’inizio delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Vediamo insieme le ultime tappe tra Basilicata, Puglia, Molise, Abruzzo e Marche.
Basilicata
Tappa 21: Potenza
Terminato il giro della Campania, la Fiamma Olimpica il 28 dicembre arriva in Basilicata. Qui si ferma a Potenza.
Potenza sorge a più di 800 metri, rendendola il capoluogo più elevato d’Italia e dandole il nome di “città verticale”. Collegata da innumerevoli scale storiche, in tempi recenti ha inaugurato un sistema di scale mobili che si estende per ben 1,3 km, il più lungo d’Europa e secondo al mondo solo dopo Tokyo. Il tratto principale è Santa Lucia di 600 metri.
In Basilicata il viaggio continua a Matera, una delle città più antiche e affascinanti del mondo. I Sassi di Matera, Patrimonio UNESCO dal 1993, sono due quartieri della città caratterizzati da edifici scavati nella pietra. Curioso come negli anni ’50 Matera fosse conosciuta come “vergogna nazionale” per le povere condizioni di vita e il sovraffollamento nei Sassi. Ma nel 1952 fu imposto agli abitanti di trasferirsi nei quartieri nuovi, a cui seguì decenni dopo il restauro. Così, lentamente è diventata una delle mete più attraenti del paese per il turismo e persino per il cinema da Pasolini a James Bond con il suo fascino arcaico, ruvido e senza tempo.

Puglia
Tappa 22: Taranto
La Fiamma attraversa poi le Murge. Questo altopiano si estende tra la Basilicata e la Puglia passando da Altamura, la “città del pane”, a Gioia del Colle fino ad arrivare verso le province di Taranto.
Proprio a Taranto il 29 dicembre, la Fiamma si ferma per la notte. Affacciata sullo Ionio, è stata fondata dagli Spartani nel 700 a.C. diventando la città più ricca e potente della Magna Grecia. Ad oggi nel borgo antico rimangono visibili i resti del Tempio di Poseidone ed è possibile visitare a poca distanza il MArTa – Museo Archeologico Nazionale di Taranto.
Simbolo della città è anche il Castello Aragonese, una delle fortezze bizantine meglio conservate del Sud Italia. Oggi gestito dalla Marina Militare, il castello è aperto al pubblico tramite visite guidate.
Tappa 23: Lecce
Si prosegue nel Salento. Passando da Nardò, Gallipoli, Presicce e Otranto, la Fiamma arriva a Lecce.
Lecce è una città ricca di storia, arte e eleganza. Nel cuore, in Piazza Sant’Oronzo sorge un Anfiteatro Romano la quale gran parte è ancora sepolta, a testimonianza degli strati della società che hanno attraversato la città.
A Lecce si è sviluppato intorno al XVIesimo secolo il barocco leccese, una forma artistica e architettonica che sembra ricamata. Questo è reso possibile dalla pietra leccese, un calcare tenero e facile da scolpire che assume nel tempo un colore dorato. Tra gli edifici che più spiccano per questo stile, si trova la Basilica di Santa Croce con le sue dense decorazioni scolpite, la cui facciata ha richiesto circa 150 anni per essere completata tra il 1549 e il 1695. Altro capolavoro dell’urbanistica barocca leccese è la Piazza del Duomo, una piazza “chiusa” in quanto si può accedere solo da un ingresso. Si pensi che fino alla fine dell’800, infatti, la Piazza è stata una cittadella fortificata separata dal resto della città, un’area autonoma dove si svolgevano cerimonie e fiere. Come per Santa Croce, al tramonto la pietra è come se mutasse colore, assorbendo la luce del sole e propagando per l’intera piazza una luce miele e rosa.

Tappa 24: Bari
In seguito, la Fiamma Olimpica continua nella costa Adriatica verso la Valle d’Itria, tra Brindisi e Bari. Qui si vive la “vera” esperienza pugliese tra mare cristallino e i bizzarri trulli. Ad Alberobello, la “capitale dei trulli”, la Fiamma passa per le strette e favolesche strade dei Rioni storici dove si trovano la maggior parte dei trulli in perfette condizioni. Non si è sicuri della loro origine, ma la più certa e documentata risale al 15esimo secolo, quando il Regno di Napoli impose dei tassamenti sui nuovi insediamenti urbani. I feudatari locali trovarono perciò un escamotage: ordinarono ai contadini di costruire le loro abitazioni senza malta o cemento e in modo che potessero essere facilmente smantellate, così da essere considerate temporanee. Una necessità fiscale diventata oggi il simbolo della Puglia.
Passando poi dalla suggestiva Polignano a Mare, un’antica città su uno strapiombo, si arriva al capoluogo della regione: Bari. Molto affascinante è il quartiere di San Nicola, la Bari Vecchia composta da un labirinto di vicoli all’interno delle antiche mura. Tra i monumenti più importanti la Basilica di San Nicola e la Cattedrale di San Sabino. Imperdibile anche la cosiddetta “strada delle orecchiette” in Via Arco Basso di fronte al Castello Normanno-Svevo. Qui le donne baresi fuori dalle loro case stendono un tavoliere e producono a mano migliaia di orecchiette, strascinati e cavatelli. Un modo per tramandare la tradizione e renderla nota in tutto il mondo.
Molise
Tappa 25: Campobasso
Per iniziare l’anno 2026, il 1° gennaio la Fiamma Olimpica raggiunge la decima regione del suo viaggio in Italia: il Molise.
Arriva a Campobasso, una città affascinante divisa tra un antico borgo medievale arrampicato su un colle e una parte moderna ottocentesca, concepita come “città giardino”. Dominata dal maestoso Castello Monforte, eretto nel XV secolo su strutture normanne e longobarde, offre panorami mozzafiato sui Monti del Sannio e del Matese. Passeggiando nel centro storico, con vicoli tortuosi, scalinate e chiese romaniche come San Giorgio (la più antica) e San Bartolomeo, si respira un’atmosfera autentica.
Imperdibili la Cattedrale della Santissima Trinità in stile neoclassico e il Museo Sannitico, che custodisce reperti archeologici dal periodo sannita all’epoca romana. Da nominare anche il Museo dei Misteri, dedicato alla famosa processione del Corpus Domini con “ingegni” settecenteschi. Campobasso è una perla poco turistica, ideale per scoprire tradizioni genuine e paesaggi appenninici.
Abruzzo
Tappa 26: Pescara
La Fiamma continua a percorrere l’Appennino stavolta in Abruzzo. Qui attraversa i monti per la prima volta portata da tedofori in scii passando da Roccaraso, una delle principali località sciistiche della zona.
Poi la sera arriva a Pescara. In antichità romana conosciuta come Aternum, era un importante porto fluviale alla foce del fiume Pescara. Nel Medioevo si sviluppò come fortezza (Piscaria), ma la città moderna nacque nel 1927 dall’unione di Pescara (sulla sponda sud) e Castellamare Adriatico (a nord), dopo secoli di divisioni e distruzioni. Gravemente bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale, fu ricostruita in stile razionalista, diventando una vivace città balneare con ampio lungomare e spiagge sabbiose.
Simbolo contemporaneo è il Ponte del Mare, spettacolare passerella ciclopedonale curva che unisce le due rive. Da visitare la Casa natale di Gabriele D’Annunzio, museo dedicato al Vate, il Museo delle Genti d’Abruzzo per la storia regionale, Piazza della Rinascita (detta “Salotto”) e l’ex sede della distilleria del liquore Aurum, oggi centro culturale.
Pescara è una città dinamica, tra mare, cultura e tradizione enogastronomica abruzzese.
Tappa 27: L’Aquila
Segue L’Aquila, capoluogo dell’Abruzzo. Fondata nel XIII secolo, secondo la leggenda, da 99 castelli circostanti simboleggiati dalla celebre Fontana delle 99 Cannelle, monumento medievale unico con le sue maschere che gettano acqua. Città d’arte ricca di storia, fu gravemente colpita dal terremoto del 2009, ma oggi il centro storico è in gran parte restaurato, con panorami mozzafiato sul Gran Sasso, il massiccio montuoso più alto degli Appennini.
Da visitare la Basilica di Santa Maria di Collemaggio, gioiello romanico-gotico con facciata rosata, sede della Perdonanza Celestiniana (Patrimonio UNESCO). Imperdibili anche la Basilica di San Bernardino, rinascimentale con mausoleo del santo, il maestoso Forte Spagnolo (Museo Nazionale d’Abruzzo) e la moderna Fontana Luminosa. L’Aquila è una destinazione autentica, tra arte, spiritualità e natura appenninica.
Marche
Tappa 28: Ancona
Il 4 gennaio la Fiamma arriva nelle Marche. Immergendosi nel territorio marchigiano passa da Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto, Macerata e per fermarsi infine ad Ancona.
Capoluogo delle Marche, fu fondata dai Greci siracusani nel IV secolo a.C. come colonia dorica, con il nome che deriva dalla forma del promontorio a “gomito”. Divenne un importante porto romano, testimoniato dall’Arco di Traiano (II secolo d.C.), uno dei meglio conservati d’Italia. Nel Medioevo fu Repubblica Marinara, rivale di Venezia, per poi passare sotto lo Stato Pontificio. Oggi è un vivace porto adriatico con traghetti per Grecia e Croazia. Da visitare il Duomo di San Ciriaco, capolavoro romanico-bizantino sul colle Guasco con vista mozzafiato. Imperdibili la Mole Vanvitelliana, pentagono settecentesco sul mare oggi spazio culturale, Piazza del Plebiscito con statue e palazzi, e il Teatro delle Muse neoclassico. Nelle vicinanze, si trova il Parco del Conero per natura e spiagge.

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Immagine in evidenza: Gemini

1 Commento
Anonimo
Bellissimo il viaggio attraverso il paese