I circuiti dimenticati della F1

Nella storia della Formula 1, ci sono stati diversi circuiti considerati simbolici anche se ad oggi non sono più utilizzati (nella massima categoria). Ecco dunque, alcuni dei circuiti storici della F1: le loro caratteristiche e gli eventi legati ad essi. 

Nurburgring Nordschleife (Germania)

Il circuito nasce nel 1927 e fu adottato come tappa del calendario di Formula 1 nel 1951. A causa della sua estrema pericolosità, il vecchio layout ha subito numerose modifiche. La prima avvenuta nel 1967, poi nel 1970 (grazie anche all’intervento di Jackie Stewart) e infine dopo lo spaventoso incidente del 1976 di Niki Lauda. In seguito al tragico episodio, dunque, il Gran Premio di Germania fu spostato ad Hockenheim, dove si svolge ancora oggi. 

Il tracciato (modificato dopo questi avvenimenti) è ancora oggi utilizzato. Qui si tiene annualmente la 24 ore del Nurburgring, si effettuano test ed è aperto a chi desidera visitarlo. Non si può dire, dunque, che il Nurburgring sia stato completamente dimenticato, dal momento che ha segnato la storia dell’automobilismo. Tuttavia, la Formula 1 non utilizza più questo circuito, ritenuto ormai troppo pericoloso per le sue caratteristiche. 

Watkins Glen, Phoenix Street Circuit e Indianapolis (USA)

 Negli USA ricordiamo tre vecchi layout in particolare. 

Il circuito di Watkins Glen, situato nello Stato di New York, che ha ospitato venti edizioni del Gran Premio di F1 (dal 1961 al 1980). Non fu più inserito nel calendario, ma è stato sede di altre gare automobilistiche per oltre 50 anni. Il tracciato è stato purtroppo scenario anche di due incidenti mortali. Quello di François Cevert nel 1973 e quello di Helmuth Koinigg nel 1974, eventi drammatici che sconvolsero il mondo della Formula 1. 

Anche il Phoenix Street Circuit è entrato a far parte della storia del motorsport, a partire dal 1989. Su questa pista si sono svolte, infatti, tre edizioni del Gran Premio degli Stati Uniti, fino al 1991. Tra i motivi per i quali questa pista fu abbandonata, però, ci sono le temperature eccessive e la scarsa partecipazione del pubblico americano. 

Infine, uno dei circuiti più antichi degli Stati Uniti e in tutto il mondo (costruito nel 1909), è Indianapolis. Dal 2000 al 2007 si sono disputati otto Gran Premi della massima categoria e sempre qui si sono svolte otto edizioni del Motomondiale. Nonostante questo tracciato non sia più nel calendario della F1, resta uno dei luoghi più iconici per il mondo automobilistico. Ancora adesso si corrono alcune tra le più grandi competizioni in questo ambito, tra le quali spicca la 500 Miglia di Indianapolis: evento sportivo annuale, (nato nel 1911). La Indy 500, insieme alla 24 ore di Le Mans e il GP di Monaco costituiscono la “Triple Crown”, che riuscì a portare a termine solo Graham Hill

Adelaide Street Circuit (Australia)

Ci spostiamo in Australia, dove si trova un altro tra i circuiti “dimenticati”: l’Adelaide Street Circuit, palcoscenico di undici edizioni del Gran Premio di Formula 1 (dal 1985 al 1995). 

La pista è ancora oggi famosa per la più breve gara di sempre nel 1991 (della durata di 24 minuti) a causa di cattive condizioni meteo. Alcuni importanti nomi legati alla storia di questo tracciato sono poi: Michael Schumacher e Damon Hill, che nell’edizione 1994 erano in lotta per il titolo. Nel 1995, infine, Mika Hakkinen ebbe sul tracciato australiano un pericoloso incidente, che riuscì a tornare a correre l’anno seguente (dopo un periodo di ripresa non certo facile).  

Imola: non più parte del calendario di F1 dal 2026

A partire dal 2026, inoltre, Imola lascerà il calendario della Formula 1 ed entrerà tra le tappe il circuito di Madrid.

Il circuito ha ospitato ben ventisei edizioni del Gran Premio di San Marino (e quella del Gran Premio d’Italia del 1980). L’apertura e l’inaugurazione avvengono nel 1953, ma il vecchio layout non è quello che conosciamo oggi. Infatti, dopo l’anno 1994 (anno degli incidenti mortali di Roland Ratzenberger e Ayrton Senna) sono state apportate numerose modifiche: in particolare al Tamburello

Il circuito di Imola continuerà ad essere attivo per tutte le altre categorie e insieme agli altri tracciati citati, resterà per sempre uno dei luoghi simbolo del motorsport. 

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