La preda silenziosa, colei che non parla mai direttamente all’interno delle righe omeriche ma che ha un impatto importante. La figlia del sacerdote di Apollo, colei che ha scatenato l’ira di Achille. Definita “la rosata guancia” (o “dalle belle guance”) per risaltare la sua bellezza e giovinezza, rendendola un oggetto di contesa fra Agamennone ed il padre Crise.
Ma Criseide è davvero una semplice ragazza in balia degli eventi? È solo colei “dalle belle guance” o è molto di più? Sono Gabriella Silvestri, faccio parte del Centro Universitario Teatrale IULM da due anni e sono entusiasta per questa settimana di darvi il benvenuto a “Voce al CUT”!
“La condussero sulla riva del mare sacro, la posero sulla nave riccamente adornata…”
(Iliade, Libro I)
L’Epiteto della Bellezza
Criseide, in realtà, è un patronimico utilizzato da Omero nell’Iliade per parlare della figlia del sacerdote di Apollo, Crise. Il vero nome della fanciulla è in realtà Astinome. È cugina di secondo grado di Paride, Ettore ed il resto dei figli e delle figlie di Priamo ed Ecuba. Nel primo libro dell’Iliade, Criseide viene rapita e diventa schiava di Agamennone. Crise, suo padre, richiede che la figlia venga restituita ma Agamennone si rifiuta. Apollo, di cui Crise è sacerdote, scatena una pestilenza sull’esercito greco. Agamennone è costretto a rinunciare a Criseide, ma in cambio si prende Briseide, schiava di Achille. Il semidio, offeso, si rifiuta di combattere.
Secondo una leggenda greca, nelle Fabulae di Iginio, Criseide ebbe un figlio da Agamennone e lo chiamò Crise, come il padre. Criseide ebbe anche una breve relazione con Achille prima della morte di quest’ultimo. Si afferma che Crise la mandò a Lirnesso, o per tenerla al sicuro, o per farla partecipare ai festeggiamenti in onore di Artemide. Nella letteratura medievale, Criseide si trasforma in Cressida, protagonista dell’opera shakespeariana Troilo e Cressida (The Tragedy of Troilus and Cressida).
Il Silenzio della Tragedia
All’interno della produzione teatrale “Iliade 1.0”, nella regia di Lara Franceschetti, Criseide (interpretato da Carlotta Crippa) può finalmente usare la sua voce e raccontare la sua storia. Grazie ad una introduzione da parte di Atena, in cui narra i veri motivi della guerra di Troia, Criseide prende la parola e narra la sua cattura durante il saccheggio di Tebe.
Come già sappiamo, suo padre Crise cerca di riaverla ma Agamennone lo manda via brutalmente. Crise, messo alle strette, è costretto ad andarsene e, a causa dell’offesa fatta al sacerdote di Apollo, il dio lancia una pestilenza sull’accampamento di Agamennone. È Calcante, indovino e profeta, a far “ragionare” Agamennone. Il guerriero restituisce la ragazza, ma ruba Briseide ad Achille, provocando l’ira ed il rifiuto di lottare in quest’ultimo.
Criseide, su uno sfondo di donne che dimostrano il dolore del rapimento, narra il suo essere preda innocente in quella guerra, ma dimostra anche di essere un tassello importante non solo nella vicenda della guerra, ma particolarmente nella storia del Pelide Achille.
Per questa settimana è tutto, “Voce al CUT” vi aspetta domenica prossima!
Gabriella Silvestri
Editor: Viola Pulvirenti
