50 giri di lotte, incidenti, sorpassi e penalità a Las Vegas. Ancora una volta questa tappa americana regala ai tifosi dello sport più veloce al mondo uno spettacolo entusiasmante, sia in pista che non. Doveva essere vittoria facile per Norris che però è stato nuovamente divorato dal talento del leone Max Verstappen.
Prove libere 1
Las Vegas inizia con il botto perché già le FP1 vedono una top 3 insolita: Leclerc, Albon e Tsunoda.
Charles Leclerc si posiziona davanti a tutti dopo una sessione dominata da lui perché giro dopo giro è riuscito a prendere un vantaggio importante nei confronti dei rivali. Una pista le cui caratteristiche combaciano con quelle della Ferrari: la velocità sui rettilinei, la fermezza in frenata e la stabilità sui cordoli. Sicuramente però i tifosi della Rossa non possono lasciarsi andare al puro entusiasmo perché comunque gli altri top team hanno seguito piani differenti quindi non si è a conoscenza della loro vera prestazione .
Dietro di lui Alex Albon e Yuki Tsunoda, che con il quarto tempo di Verstappen e il quinto di Sainz, dimostrano come la RedBull e la Williams siano state subito molto competitive soprattutto in queste prime prove libere (anche se lo spagnolo perdeva quasi 4 decimi nei confronti della Ferrari di Leclerc in prima posizione).
Necessario comunque citare l’importante difficoltà della McLaren sia nel giro secco, in quanto Lando Norris non riusciva a terminare un giro a causa della difficoltà nel frenare perché continuava a bloccare, sia nel passo gara a causa del pesante graining che li ha colpiti.
Prove libere 2
Da come erano finite le Fp1 nessuno si aspettava che ad essere davanti fosse una McLaren ma la top 3 dice ben altro: Norris, Antonelli e Leclerc.
La classifica però non è sicuramente veritiera in quanto le Fp2 sono state interrotte da 2 bandiere rosse (causate da un tombino insidioso in curva 17) proprio verso la fine della sessione, quando tutti i piloti erano pronti a lanciarsi per il loro giro veloce.
Dalle Fp1 è cambiata anche la competitività tra le varie squadre perché, nonostante la Ferrari si sia dimostrata ancora molto veloce, è stata raggiunta soprattutto da Mercedes ma anche la RedBull è nella partita.
Purtroppo le bandiere rosse hanno congelato i tempi ma non le emozioni, anche se negative, per un grande protagonista del venerdì di Las Vegas, Charles Leclerc, che ha avuto un problema al volante che non gli ha permesso di concludere l’ultimo giro.
Prove libere 3
Le terze libere vanno al vincitore del 2024: George Russel con la sua Mercedes. Davanti ad un incontenibile Verstappen e ad Alexander Albon che per la seconda volta nelle prove libere a Las Vegas si trova nella top 3.
È stata una sessione condizionata anche dall’umidità che ha ricoperto tutta la pista e rendendo difficoltoso ai piloti il completamento di giri veloci competitivi. Tra questi non rientra Lewis Hamilton che si è dimostrato affamato di dimostrare quanto fosse veloce soprattutto in condizioni del genere
Un team che nuovamente ha sorpreso negativamente in questa pista è stata la McLaren: Piastri e Norris si sono classificati rispettivamente penultimo e ultimo.
Qualifiche
Per la prima volta a Las Vegas si tengono delle qualifiche sotto l’acqua e a celebrarle è proprio la sedicesima pole position di Lando Norris. Nonostante le preoccupazioni della vigilia il pilota britannico riesce ad occupare di 3 decimi la prima posizione su Max Verstappen.
Il pilota olandese sperava di essere davanti a tutti ma alla fine non gli è andata così male considerando che, quando due anni fa partiva secondo, ha vinto lo stesso.
Uno strepitoso Carlos Sainz dietro i due contendenti al titolo. Nonostante l’ottima prestazione di Alexander Albon durante le prove libere è lo spagnolo a portare in Q3 la sua Williams, che sul giro secco si è dimostrata molto veloce. All’inizio si era pure posizionato in pole position, e tutti speravano nell’impresa, ma comunque Sainz non ha niente da recriminarsi.
Da una McLaren in pole si passa all’altra: soltanto quinto Piastri che non ha trovato la stessa competitività che aveva dimostrato invece sia in Q1 che in Q1 con le gomme full wet ( pneumatici da bagnato estremo).
Delusioni e sorprese
Ferrari è una delle delusioni di queste qualifiche perché Lewis Hamilton per la prima volta nella sua carriera (escludendo problemi tecnici) partirà ultimo.
Non sono riuscito ad accendere le gomme.
Queste le parole di un sette volte campione del mondo che da quando guida per la Ferrari non ha ottenuto ancora un podio che non sia della sprint. Lewis aveva a disposizione però un ultimo giro disperato per qualificarsi, ma è stato beffato dai semafori rossi che si sono accessi per indicare la fine della sessione.
Nonostante le parole di incitamento di Riccardo Adami, suo ingegnere di pista, Hamilton era convinto che fosse inutile completare quel giro: altro errore clamoroso da parte del britannico. L’occasione non sfruttata dall’inglese dimostra ancora come abbia perso la fame di vincere che lo distingueva.
Anche Kimi Antonelli non ha passato il Q1 e si ritrova a partire diciassettesimo. Si può definire più scusato l’italiano dato che era la prima volta che girava in questa pista e lo ha fatto con delle condizioni davvero assurde e rischiose. Sicuramente però, considerando che George Russel partirà quarto, vorrà fare del suo meglio per raggiungere lui e i rivali davanti.
Le Racing Bulls invece sono sicuramente le sorprese della giornata dato che entrambi i piloti si sono qualificati in Q3: Lawson sesto e Hadjar ottavo (separati solo dall’Aston Martin di Alonso)
Ad aggiungersi c’è uno straordinario Pierre Gasly, che nonostante abbia una macchina che per tutta la stagione sembrava appartenere ad una sottocategoria, con delle condizioni così precarie è riuscito a qualificarsi decimo (Colapinto invece soltanto quindicesimo)
Gara
Per il terzo anno Las Vegas regala ancora emozioni: Verstappen vince di 20 secondi su Lando Norris che però, insieme a Oscar Piastri, viene squalificato per usura del plank. Sale in seconda posizione George Russel e ritorna sul podio uno straordinario Kimi Antonelli dopo una rimonta pazzesca dalle 17º posizione.
Verstappen domina Las Vegas
Max Verstappen ricorda a tutto il mondo perché proprio qui ha vinto il suo quarto titolo mondiale. Fin dalla partenza si è dimostrato freddo, perché nonostante l’attacco di Norris, è rimasto lucido e alla fine già alla prima curva gli era davanti.
Ha poi mantenuto un passo costante e davvero veloce girando a inizio gara sempre sul 36 e iniziando poi a scendere facilmente con i tempi.
Ha subito degli attacchi da George Russel dopo il pit stop, ma alla fine è riuscito ad allontanarsi e a creare un gap importante: ha concluso la gara davanti a Norris di 20 secondi.
Squalifica McLaren: errore del team che riaccende le speranze del mondiale
La McLaren era partita male già in partenza perché Norris, dopo aver chiuso aggressivamente Verstappen, è andato lungo perdendo la posizione anche su Russel. La sua gara però, dopo una serie di giri veloci e un ottimo pitstop, migliora infatti si ritrova quasi subito dietro gli scarichi della Mercedes 63 senza alcun problema.
Norris supera facilmente Russel e va a caccia di Max: inizialmente i due sono separati solo da 6 secondi. Verstappen però tira fuori gli artigli e prende un distacco importante (20 secondi) infatti Norris sembra essersi accontentato dei 18 punti. In realtà poi si scoprirà che Norris ha dovuto rallentare per paura di non avere benzina a sufficienza.
Piastri invece a inizio gara viene tamponato da Lawson e quando procede a superare Hadjar commette un errore e viene superato da Leclerc. Dopo una Virtual Safety Car però l’australiano recupera la posizione sulla Racing Bull e poi la recupererà anche sulla Ferrari. Al 39° giro Piastri tenta il sorpasso su Antonelli (con una gomma di 36 giri), ma nonostante la differenza di vita della gomma, rimarrà dietro l’italiano fino alla fine della gara.
Il GP di Las Vegas termina alle 6:35 e alle 8:35 vengono investigate entrambe le vetture di Norris e Piastri per non conformità del skid. I piloti sarebbero così a rischio squalifica per fondo non regolare. Alle 10:50 arriva il comunicato ufficiale che conferma la doppia squalificazione delle vetture 4 e 81 che riapre il mondiale: Norris leader a 390 punti ma dietro di lui ci sono Piastri e Verstappen a -24 punti.
Mercedes la candidata più valida per il secondo posto costruttori
Nonostante la squalifica delle McLaren, la Mercedes si è dimostrata comunque molto veloce: George Russell partito quarto termina secondo ma soprattutto Andrea Kimi Antonelli partito 17° è arrivato terzo.
Russell fin dal primo giro ha lottato per le prime posizioni, infatti dopo l’errore di Lando era già secondo. Probabilmente la strategia che il muretto gli ha consigliato non è stata delle migliori perché al 18° giro era già entrato in pitlane, ma Las Vegas non è un circuito che facilita l’undercut.
A fine gara aveva le gomme distrutte dal graining e infatti si è fatto superare da Norris senza lottare troppo e ha cercato di gestire le gomme il più possibile.
Antonelli finisce però a 2 secondi da lui e nonostante possa sembrare normale non lo è: l’italiano conclude la gara con delle hard durate 47 giri.
La capacità di gestire la gomma, ma anche la pressione negli ultimi giri a causa di Piastri, non ha demoralizzato o impaurito Antonelli che ha completato una delle sue gare migliori.
Questo è sicuramente un ulteriore step nella crescita di Kimi che gli sarà utile per il futuro: infatti c’è un certo Max Verstappen che dopo la gara, appena lo ha incontrato e ha saputo della prestazione, è rimasto senza parole e chissà se perché si rivede proprio nel pilota bolognese.
Ferrari: bene ma non benissimo
La Ferrari sicuramente lascia la qualifica con l’amaro in bocca però c’é speranza per la gara dato il cambio condizioni: entrambe le vetture hanno un assetto molto scarico per evitare di soffrire di graining. Alla partenza entrambe le monoposto vengono colpite ma fortunatamente non subiscono danni.
Dopo la prima Virtual Safety Car, Hamilton si trova in dodicesima posizione invece Leclerc è ottavo. Il monegasco compie diversi sorpassi infatti già al 14° giro si trova quarto; diverso per il britannico che dopo essere arrivato ad Ocon rimane bloccato dietro di lui fino al ventesimo giro.
Quando arriva il pitstop per entrambi i piloti le cose cambiano: Leclerc a causa della strategia viene superato da Piastri e gli rimarrà incollato fino al termine dei giri; invece Hamilton, dopo il cambio gomme, non ha saputo più rimontare altre posizioni e concluderà decimo.
Nemmeno la squalifica delle McLaren riporta Leclerc sul podio perché, a causa del graining che si è aperto nell’ultimo giro, ha perso la posizione anche su Antonelli (nonostante la penalità di 5 secondi).
Conclusioni
La prossima settimana si vola in Qatar: una pista sulla carta favorevole alla McLaren, che però lo scorso anno non concluse con nessuno dei suoi piloti sul podio, mentre a trionfare fu ancora una volta il re, Max Verstappen.
