L’oroscopo nel corso della Storia

Da dove hanno origine i segni zodiacali? Quando sono nati? Come sono stati accolti e/o modificati dalle altre culture? In quanti ci credono ancora? In cosa consiste davvero l’astrologia?

Per secoli, i segni zodiacali hanno accompagnato l’evolversi di civiltà sparse in tutto il mondo. E oggi come allora, in molti trovano conforto nella consapevolezza di potersi affidare alle stelle per conoscere cosa li attenda.

Il seguente articolo si propone di rispondere a queste e a molte altre domande riguardanti ciò che per molti è pura fantasia, ma che per molti altri è tanto di più. 

Le origini più antiche

Nati nel secondo millennio a.C., i segni zodiacali sono il prodotto dell’astrologia babilonese, che divise in dodici segmenti da 30° ciascuno lo zodiaco, affidando poi ad ognuno un segno (che da qui prese il nome specifico di “zodiacale”). Nella città di Babilonia infatti, i sacerdoti utilizzavano Luna e stelle come mezzo per venire a conoscenza del volere degli dei. Dei dodici simboli mesopotamici, solo alcuni sono però riusciti ad arrivare alla cultura occidentale.
“Zodiaco” deriva però dalla frase greca ζῳδιακός [κύκλος], che significa “cerchio degli animali”. Furono infatti gli ellenici che affidarono a ciascuno di questi segni astronomici una costellazione e che li collegarono a date specifiche in base al loro allineamento con l’orbita solare. Ciò nonostante, la loro diffusione non fu ampia nell’antica Grecia; ancora una volta le stelle venivano preferite per entrare in contatto con le divinità.
Col passare del tempo, l’astrologia babilonese – solita all’interpretazione degli eventi celesti – e le pratiche divinatorie greche si fusero, portando allo sviluppo di oroscopi più personalizzati, simili a quelli moderni.
Fu Claudio Tolomeo, astrologo e astronomo di Alessandria d’Egitto, nel suo testo Tetrabiblos, a gettare le basi per l’astrologia occidentale, ossia per una lettura più individuale delle stelle, non più destinate soltanto alle divinità.

Fra Medioevo e Rinascimento

L’astrologia influenzò notevolmente anche le giornate medievali e le loro decisioni. Non si trattava di un’arte soltanto scientifica, ma anche – se non soprattutto – di un tassello fondamentale per lo sviluppo dell’alchimia, un’antica disciplina filosofica esoterica mirata alla trasformazione della materia e al perfezionamento spirituale dell’individuo (il precursore proto-scientifico della chimica).

Furono in particolare i monarchi a sfruttare i servigi degli astrologi presso le proprie corti, così da ricevere letture dell’oroscopo personalizzate. Si trattava di una pratica alquanto diffusa tra i reali, al punto che Carlo V re di Francia commissionò la traduzione di tutti i testi inerenti l’argomento. 

Non va dimenticato però che il Medioevo fu anche il tempo delle inquisizioni, della caccia alle streghe. E questo certamente incise sulla reputazione dell’astrologia, nel corso degli anni. Durante il corso del XV secolo, in Inghilterra, quest’arte fu sempre di più associata al misticismo, al paganesimo, alla stregoneria. Insomma, l’astrologia iniziò ad essere malvista e allontanata, specialmente da corte. 

Soltanto con l’avvento del Rinascimento possiamo vedere una ripresa nell’interesse della lettura delle stelle, sia a livello filosofico che personale, nata dalla commistione e dalla reinterpretazione di scienze naturali e credenze cristiane. Nacquero così carte e calendari astrologici, che contribuirono all’eliminazione di quelle barriere culturali, educative, linguistiche e cariche di pregiudizi, che avevano deformato fino a quel momento l’immagine dell’astrologia

Nel 1575 Leonhard Thurneisser, noto astrologo europeo e consigliere del principe tedesco della sua epoca, diede alle stampe l’opera pop-up Astrolabium, che permetteva di costruire oroscopi individuali tramite particolari grafici rotanti, anche noti come volvelle.

Pagina dall’Astrolabium di Thurneisser (My Modern Met)

Tempi più moderni

La Rivoluzione Scientifica e il successivo Secolo dei Lumi furono però d’intralcio a un maggiore sviluppo della scienza celeste, ormai raramente praticata alla fine del XVII secolo. Gli strumenti scientifici diventarono sempre più precisi (telescopi, misuratori, barometri…), rafforzando la legittimità della “scienza naturale” rispetto a pratiche come l’astrologia.

Nel tardo XVIII secolo, scienze come astronomia, fisica e chimica si svilupparono con rigore e istituzioni. Nacquero accademie, osservatori, riviste scientifiche che consolidarono una cultura della misurazione e della precisione. Questo processo collocò l’astrologia su un piano sempre più marginale rispetto alla scienza ufficiale dell’epoca: non aveva lo stesso tipo di istituzionalizzazione né il favore degli accademici “moderni”.

Fu soltanto con l’avvento del XX secolo che l’interesse per l’astrologia tornò in auge grazie alle rubriche su giornali e riviste.

Alan Leo fu una delle figure cruciali in questo senso, al punto da venire spesso considerato il padre dell’astrologia moderna. Il suo fu uno dei primi approcci ad integrare concetti teosofici e a porre meno l’accento sulla predizione rigida, prediligendo un’astrologia più spirituale e centrata sulla persona.

Nel 1938, poi, gli Stati Uniti decisero di di promuovere lo studio, la ricerca e l’ideale di una pratica astrologica “rispettabile” con la fondazione dell’American Federation of Astrologers (AFA).

A seguire, in Gran Bretagna, dieci anni dopo, nacque la Faculty of Astrological Studies, scuola il cui obiettivo (e risultato) fu quello di diffondere una tradizione astrologica più strutturata.

Anche se lo zodiaco occidentale è ad oggi il più noto, molte altre culture ebbero l’occasione di sviluppare le proprie forme di astrologia. In India, la tradizione vedica intreccia antiche credenze induiste con pratiche interpretative particolari, offrendo una lettura originale delle influenze celesti. In Cina, invece, l’astrologia legata al pensiero taoista assegna un animale a ogni anno di nascita, modellando da secoli usi, rituali e credenze sociali.

L’influenza sulla psicologia

Molti astrologi cominciarono poi a fondere astrologia e psicologia. Il famoso psicologo Carl Jung, noto per i suoi studi sui simboli archetipici dell’astrologia e sul loro impatto sulla psiche umana, fu tra i primi a suggerire che questa scienza fornisse un linguaggio per comprendere i modelli universali dell’esperienza umana. Attraverso la sua teoria degli archetipi, la dottrina astrologica si trasformò in uno strumento per l’auto-conoscenza, piuttosto che unicamente come forza predittiva.
Al di là dunque delle origini astronomiche, secondo gli esperti questa scienza celeste può favorire un senso di comunità e di coesione sociale, diffuso soprattutto fra Millennials e Gen Z – i maggiori lettori di oroscopi, ad oggi.

Come funziona in breve

Ma quindi, come funziona davvero un oroscopo? E che cos’è una carta astrale?

È bene tenere a mente che quando parliamo di oroscopo parliamo di un’interpretazione simbolica delle posizioni degli astri in un determinato momento. Il primo passaggio per portare avanti suddetta interpretazione è proprio la lettura della carta astrale (anche detta natale). 

In generale, le carte natali, o temi natali, utilizzano la data, l’ora e il luogo di nascita per creare un’istantanea del cielo nel momento stesso in cui si è nati. L’analisi della carta fornisce indicazioni sui tratti, sulla personalità e sul percorso di vita di una persona.

Esempio di una carta astrale (Astrologia Della Vita Quotidiana)

Gli oroscopi dei giornali utilizzano dunque un metodo semplificato, basandosi quasi solo sul segno solare (la posizione del Sole nel giorno di nascita). In questo modo gli è possibile generalizzare, perché non viene considerata l’intera carta natale.

Fondamentale sono anche le case astrologiche, che simboleggiano i diversi ambiti della vita di un individuo: identità, relazioni, lavoro, famiglia, creatività… Un pianeta influisce su un’area specifica quando si trova all’interno della casa corrispondente. Per esempio, un transito nella decima casa può essere interpretato come un periodo significativo per la carriera, mentre la presenza di un pianeta nella settima casa può mettere in evidenza le relazioni e i rapporti con gli altri.

Altrettanto rilevanti sono le relazioni geometriche che si formano tra i pianeti, ovvero sia gli aspetti. Parliamo di congiunzioni, quadrature, trigoni, opposizioni… insomma, di angoli che descrivono come le energie planetarie interagiscono tra loro. Certi aspetti, quelli considerati più armonici, si ritiene favoriscano fluidità e collaborazione, mentre altri, più rigidi, introducono momenti di sfida o tensione.

Per concludere, l’astrologia previsionale si basa soprattutto sui transiti. Si tratta del movimento che il pianeta compie nel momento in cui viene effettuata la lettura, rispetto alla posizione dello stesso il giorno della nascita dell’individuo a cui si sta preparando l’oroscopo. In questo modo, non otterremo certezze e verità inconfutabili, ma piuttosto tendenze, energie predominanti, possibili direzioni evolutive che offrono una cornice simbolica per leggere il momento presente.

I 12 segni

Ecco le principali caratteristiche di ogni segno e le rispettive date. 

  • Ariete, 21 marzo – 19 aprile: dall’animo fanciullesco, contraddistinto per energia, ardore e dinamismo;
  • Toro, 20 aprile – 20 maggio: seppur dotato di sensualità innata, pragmatico e dalle idee chiare, tende a non concentrarsi sui piccoli piaceri della vita;
  • Gemelli, 21 maggio – 20 giugno: chiacchierone, socievole e versatile, può risultare superficiale o indeciso poichè amante del cambiamento;
  • Cancro, 21 giugno – 22 luglio: emotivo, protettivo, vulnerabile e (troppo) sensibile, ha un forte senso della cura e della famiglia;
  • Leone, 23 luglio – 23 agosto: vivace, teatrale, passionale, oltre che orgoglioso, testardo e spesso esigente;
  • Vergine, 24 agosto – 22 settembre: perfezionista, pratico, carico di un grande senso del dovere e spesso critico verso sè stesso e gli altri;
  • Bilancia, 23 settembre – 22 ottobre: amante dell’equilibrio, della giustizia, dell’armoia, ma a volte timido e a disagio quando al centro dell’attenzione;
  • Scorpione, 23 ottobre – 21 novembre: audace e determinato, la gelosia e la possessività convivono con un grande senso di lealtà;
  • Sagittario, 22 novembre – 21 dicembre: un avventuroso e ottimista amante della conoscenza, schietto e impaziente nella sua curiosità;
  • Capricorno, 22 dicembre – 19 gennaio: le parole chiave sono duro lavoro e disciplina per raggiungere i propri obiettivi, non accetta di avere torto;
  • Acquario, 20 gennaio – 19 febbraio: artista, spirito libero ribelle e indipendente, tende a trascurare chi gli dimostra amore e sostegno incondizionati;
  • Pesci, 20 febbraio – 20 marzo: grande sognatore sempre perso nella propria immaginazione, spesso drammatico ma anche compassionevole ed emotivo. 

E l’Ofiuco? Proposto già negli anni ‘70, questo “nuovo” segno zodiacale è diventato noto circa cinque anni fa, quando la NASA ha deciso di riconoscerlo ufficialmente. L’idea suggerita si basava sulla constatazione che l’Ofiuco fosse una costellazione attraversata dall’eclittica e che il Sole la attraversasse per un periodo di tempo. Ad oggi, comunque, il sistema astrologico tradizionale continua a basarsi sui dodici segni. Volendolo tenere in considerazione, andrebbe inserito fra lo Scorpione e il Sagittario, ossia fra il 30 novembre e il 17 dicembre.

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