Dal mare alla scena: il doppio volto di Teti tra mito e teatro

La madre del celebre eroe omerico, colei che l’ha reso quasi del tutto immortale. Ninfa marina, vittima di un matrimonio infelice.
Ma Teti è solamente conosciuta per aver dato alla luce Achille o c’è dell’altro? Sono Gabriella Silvestri, faccio parte del Centro Universitario Teatrale IULM da due anni e sono felice per questa settimana di darvi il benvenuto a “Voce al CUT”!

«Figlio mio, perché piangi? Quale dolore ti ha colto nel cuore?

Parla, non tenerlo nascosto, perché sappiamo entrambi bene le pene che Zeus ci manda.»

(Iliade – Libro I)

Dal mare…

Teti, anche definita «ἀργυρόπεζα» (dai piedi d’argento), era una delle 50 figlie di Nereo, divinità del mare. La bella ninfa venne promessa in sposa al mortale Peleo a causa di una profezia della dea Temi che allontanò due suoi pretendenti: Zeus e Poseidone! La profezia narrava che il figlio che avrebbe generato Teti sarebbe stato più forte ed ambizioso del padre. Zeus venne a conoscenza della profezia da Prometeo, in cambio della sua liberazione. Il re degli dèi, allora, informò Poseidone ed entrambi decisero di farsi da parte e combinare Teti con un mortale, così che il figlio generato dalla ninfa non avrebbe superato nessuno dei due.

Peleo, re di Ftia, fece di tutto per conquistare la ninfa marina, arrivando a chiedere l’aiuto di Chirone dato che Teti si trasformava in bestie feroci per sfuggire al matrimonio. Peleo, però, riuscì nel suo intento e la sposò. Il loro matrimonio fu molto importante, data l’ira della dea Eris per il mancato invito; infatti, ella portò una mela d’oro a Paride, facendogli scegliere la dea più bella. Questo evento contribuì all’inizio della guerra di Troia. Ma tornando ai novelli sposi, dalla loro unione nacque Achille, reso quasi immortale dalla madre che lo immerse, tenendolo per il tallone, nel fiume Stige.

La madre cercò anche, invano, di salvare il figlio dalla guerra, travestendolo da donna e nascondendolo a Sciro, tra le figlie di Licomede. Nella guerra, aiutò il figlio con armi fabbricate da Efesto per vendicare l’amato Patroclo. Alcune versioni che narrano ciò che accadde dopo la guerra dipingono Teti come una madre vendicativa, che arrivò ad uccidere Elena mentre tornava a Sparta con Menelao.

…alla Scena

Nell’opera teatrale “Iliade 1.0” per la regia di Lara Franceschetti, Teti (interpretata da Emma Cereda) ha un ruolo di narratrice come tutti i personaggi femminili che calcano il palco.

In particolar modo, è colei che ci narra uno dei momenti più struggenti, assieme ad Atena, della guerra di Troia: la morte di Patroclo. Ella narra la sofferenza del figlio e la sete di vendetta che verrà alimentata dall’aiuto materno; infatti, la ninfa porterà in dono ad Achille un’armatura splendente costruita da Efesto stesso.

Ci ricorda che prima di essere una narratrice per gli spettatori, è la madre del suo caro figlio.

Per questa settimana è tutto, “Voce al CUT” vi aspetta domenica prossima!

Gabriella Silvestri

Editor: Viola Pulvirenti

Autori

  • Studentessa al 2° anno di Lingue, Cultura e Comunicazione Digitale.
    Mi trovate sempre a leggere un copione teatrale o un mito sconosciuto!

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  • Studentessa al 1° anno di Televisione, cinema e new media e laureata in Comunicazione, Media e Pubblicità, sempre tra un palco e l’altro. Adoro il teatro, la TV e tutto ciò che è spettacolo. Tra giornalismo e critica, il mio sogno è raccontare la magia della cultura e dell’entertainment!

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