Dimentica le biblioteche grigie e i cappotti invernali. Immagina l’Erasmus come un’estate infinita, dove le lezioni finiscono con un tuffo nell’Atlantico e le serate si allungano su lungomare animati. Las Palmas de Gran Canaria offre tutto questo, e molto di più. Ma come si vive, si studia e ci si diverte in questo crocevia atlantico? Nessuno può saperlo meglio di chi sta imparando a chiamare casa quest’isola. Saranno quindi le esperienze degli studenti Erasmus a svelare come l’Università e l’Oceano si fondono in un’avventura da vivere.
Quando vi troverete davanti al modulo per l’Erasmus, la lista delle mete sembrerà infinita. Se la destinazione di Las Palmas comparirà fra le vostre opzioni e vi farà incuriosire, questo è il momento di approfondire.
Questa non è solo una meta balneare, ma l’unica città europea dove l’Università incontra l’Oceano Atlantico, in un clima di eterna primavera. Un vero paradiso di opportunità per formarsi e trascorrere piacevolmente il proprio tempo libero.
Saranno proprio gli studenti internazionali che stanno vivendo la loro esperienza qui, a raccontare l’isola attraverso le loro risposte. La speranza è quella che le testimonianze riportate in questa intervista corale, possano rendere più chiaro se questa destinazione merita la prima posizione nella lista di preferenze.
Cosa ti ha spinto a scegliere proprio Las Palmas come destinazione Erasmus?
Greta, 20 anni, Italia (Genova), 9 mesi, Studentessa IULM di Comunicazione, Media e Pubblicità, Erasmus per lo studio
Onestamente non ricordo esattamente l’ordine con cui avevo compilato la lista delle mie mete Erasmus. Infatti, quel giorno ero di fretta e ho selezionato le destinazioni più per intuito che per pianificazione. Ricordo però che avevo un’idea chiara: volevo approfittare del fatto di conoscere una lingua diversa dal solito inglese, e volevo vivere un’esperienza in un contesto culturale più “caldo” e autentico. Così, ho deciso di inserire nella mia lista solo mete di lingua spagnola. Ero convinta che questa scelta mi avrebbe permesso di migliorare davvero la lingua e allo stesso tempo conoscere una cultura ricca di energia, colore e calore umano. Alla fine, Las Palmas è diventata la mia casa per questo periodo. Una meta che forse non avevo previsto come “prima scelta”, ma che oggi sceglierei di nuovo senza esitazioni.
Joseph, 19 anni, Germania (Zittau), 4 mesi, Studente di Cultura e Management, Erasmus per lo studio
Las Palmas era la mia prima scelta per la lingua, il clima molto diverso da quello a cui sono abituato in Germania e per il racconto di un caro amico che aveva già svolto il suo Erasmus qui.
Korina, 19 anni, Austria (Vienna), 5 mesi, Studentessa di Lingua e Letteratura Spagnola, Erasmus per lo studio
Si trattava della mia prima scelta. Ho scelto questa destinazione principalmente per il bel tempo e perché avevo sempre pensato all’isola di Gran Canaria come destinazione di un possibile viaggio. Inoltre, ero interessata ad una destinazione spagnola, perché conoscevo già la lingua e volevo migliorare il mio livello. Ero anche interessata ad immergermi nella cultura spagnola.
Qual era la tua conoscenza della lingua prima di partire?
Non sono mai stata una persona che si vanta delle proprie capacità linguistiche, ma posso dire che avevo già una buona base di spagnolo. Al liceo linguistico avevo conseguito la certificazione DELE, dopo un soggiorno a Siviglia organizzato tramite il progetto PCTO. Quell’esperienza mi aveva insegnato molto: non solo dal punto di vista linguistico, ma anche umano. Ero riuscita a cavarmela da sola in un contesto completamente nuovo, e questo mi aveva dato sicurezza. Per questo motivo, non ero particolarmente preoccupata per la lingua. Anzi, ero curiosa di mettermi alla prova e di migliorare giorno dopo giorno. Il mio consiglio, per chi si trova nella stessa situazione, è semplice: non aver paura di sbagliare e parla con tutti. La chiave per imparare davvero è immergersi nella lingua. Fai conversazione con chiunque. Anche se all’inizio mancano le parole, riuscirai comunque a farti capire, e nel frattempo assimilerai un lessico vivo, quotidiano, che nessun libro può insegnarti. È proprio in questi piccoli momenti che si cresce davvero. (Greta)
Non ero preoccupato perché al primo anno di Università avevo seguito dei corsi di spagnolo. Inoltre, sapevo che avrei avuto l’occasione di migliorare la mia conoscenza della lingua, una volta arrivato a destinazione. Ero emozionato all’idea di mettermi in gioco: non vedevo l’ora di mettere in pratica ciò che già conoscevo e migliorare. (Joseph)
Conoscevo già la lingua molto bene, quindi non ero molto preoccupata. In ogni caso, penso che qualsiasi sia il tuo livello, è normale che all’inizio ci sia qualche difficoltà. Per esempio, per me all’inizio è stato difficile abituarmi all’accento locale. Quindi anche se parli già molto bene la lingua, è normale tu possa sentire un po’ di pressione. Credo sia fondamentale ricordarsi che la maggior parte delle persone non ti giudicherà perché non parli la lingua perfettamente e credo che sia importante passare il proprio tempo con chi è paziente con te e apprezza i tuoi sforzi. Per chi non conosce assolutamente la lingua, invece, consiglio di iniziare a impararla una volta arrivati a destinazione, perché in questo modo avrai un’esperienza molto più autentica. (Korina)
Quali sono gli aspetti migliori di Las Palmas?
Le cose migliori di Las Palmas sono innumerevoli, ma se dovessi sceglierne due direi il clima e le persone. Il sole è praticamente costante, e questo incide tantissimo sull’umore: ci si sveglia ogni giorno con più energia e positività. Le persone, poi, sono incredibilmente accoglienti, sempre pronte a scambiare due parole, a sorridere, a far sentire a casa anche chi viene da lontano. (Greta)
Gli aspetti migliori sono il clima, la dimensione contenuta dell’isola e l’oceano. Apprezzo molto che nonostante sia Novembre e il clima dovrebbe essere quello invernale, qui ci sono ancora 24 gradi. È bellissimo come la temperatura permetta ancora di nuotare e fare surf, così come di fare dei tour molto piacevoli in giro per l’isola. (Joseph)
È la destinazione perfetta se cerchi un clima caldo anche in inverno e se ti piace andare in spiaggia. Le persone sono molto tranquille e gentili, e questo rende la vita di tutti i giorni molto più calma e rilassata. C’è sempre qualcosa da fare: le possibilità di annoiarsi sono praticamente inesistenti. (Korina)
Quali sono invece gli aspetti peggiori?
L’unico aspetto negativo, se così possiamo chiamarlo, è l’inefficienza dei mezzi pubblici. Abituata a Milano, dove la metropolitana passa ogni minuto, qui ho trovato un ritmo molto più lento. Gli autobus non sempre rispettano gli orari e le procedure di abbonamento per gli studenti stranieri non sono semplicissime. Tuttavia, con un po’ di pazienza ci si abitua, e in fondo anche questo fa parte del “ritmo canario”: più rilassato, più umano, più lontano dalla frenesia. (Greta)
L’aspetto peggiore è probabilmente La Calima: una nuvola di polvere finissima, invisibile a occhio nudo, che viene trasportata dal vento direttamente dal Sahara. Questa polvere incide sulla salute: sia io che molti altri studenti abbiamo notato un indebolimento del sistema immunitario, che si traduce in frequenti episodi di febbre o raffreddore. (Joseph)
La burocrazia che richiede molto tempo e i trasporti pubblici che non funzionano benissimo. (Korina)
Qual è un aspetto che hai scoperto della cultura spagnola?
Ci sono molti piccoli aspetti curiosi della vita quotidiana, ma uno che mi ha colpita fin da subito è il fatto che tutti girano con enormi bottiglie d’acqua da 8 litri. Portano queste bottiglie con loro ovunque, quasi come un’estensione di sé! È buffo, ma anche affascinante, perché riflette il loro modo pratico e spontaneo di vivere. Un’altra cosa che mi ha fatto sorridere è la loro difficoltà con l’inglese: spesso sono goffi e si agitano nel tentativo di parlarlo, il che crea situazioni esilaranti. In quei momenti, mi sono resa conto che noi italiani siamo visti quasi con ammirazione, perché di solito riusciamo a esprimerci decentemente in almeno due lingue. È un piccolo motivo d’orgoglio nazionale. (Greta)
Quando ho imparato lo spagnolo in Germania, ci siamo esercitati molto sulla pronuncia. Quando sono arrivato però il dialetto dell’isola mi confondeva, in particolare l’omissione della “s” alla fine delle parole. Per esempio, “Gracias” diventa “Gracia” o “Nosotros” diventa “Nosotro”. Tralasciando poi le parole che sono completamente diverse rispetto allo spagnolo che avevo imparato. Insomma, ho trovato tutto questo un po’ strano all’inizio. (Joseph)
Per me, come credo per tutte le persone che vengono da paesi nordici, è strano vedere le strade affollate, soprattutto la sera e la notte. Il ritmo della vita spagnola è molto diverso. Si cena molto tardi e la città si anima di più durante la notte, momento in cui nel mio paese stanno già tutti dormendo. (Korina)
Come hai trovato il tuo alloggio? Che consigli daresti a chi cerca un alloggio a Las Palmas?
Per trovare alloggio ho utilizzato dei gruppi sui social media dedicati agli studenti Erasmus. Dopo qualche ricerca ho avuto la fortuna di incontrare una famiglia ospitante italiana meravigliosa. Prima di accettare ho voluto conoscere bene le persone. Ho organizzato alcune videochiamate con loro insieme ai miei genitori, per assicurarmi che fossero affidabili e che ci fosse affinità. Consiglio a tutti di prendersi il tempo necessario per valutare, non avere fretta e, se possibile, vedere sempre la casa tramite una videochiamata prima di partire. Questo evita brutte sorprese e ti fa partire più sereno. (Greta)
Ho cercato una stanza per due mesi su una piattaforma immobiliare, ma tutte le stanze erano troppo al di sopra del mio budget. Consiglierei di cercare su piattaforme immobiliari come ho fatto io, magari soprattutto spagnole. Successivamente, ho trovato un ottimo sito grazie alla mia Università, dove erano presenti diverse opzioni. Solitamente molte Università offrono qualcosa di simile, quindi consiglio di informarsi guardando il sito della propria Università o scrivendo una mail. Infine, anche la mia Università tedesca si era offerta di aiutarmi. (Joseph)
Ero molto preoccupata all’idea di dover trovare un alloggio, perché mi era stato detto che ci sono molte truffe a Las Palmas, oltre al fatto che la situazione abitativa non è delle migliori. Alla fine, sono riuscita a trovare il mio alloggio grazie al sito della mia Università, ma so che la maggior parte delle persone ha trovato il proprio alloggio attraverso piattaforme immobiliari. Consiglio di controllare sempre se la propria Università offre degli alloggi. Se invece cercate alloggio attraverso piattaforme immobiliari, consiglio di iniziare a cercare abbastanza presto, così da non doversi stressare facendo tutto all’ultimo minuto. (Korina)
Quali sono le differenze tra la tua Università e quella di Las Palmas?
Le differenze tra la mia Università in Italia e quella di accoglienza sono notevoli. Le classi sono molto più piccole, e questo favorisce un rapporto diretto con i professori. In alcuni corsi siamo solo nove studenti, di cui tre Erasmus, e l’atmosfera è davvero internazionale. I docenti applicano spesso la metodologia della “classe rovesciata”, che richiede agli studenti di arrivare preparati e di partecipare attivamente alla lezione. C’è molto dialogo, confronto e spirito di gruppo. Inoltre, vengono organizzati numerosi lavori di gruppo, che non solo rendono le lezioni più dinamiche, ma contribuiscono anche al voto finale. In generale, è un approccio più pratico e collaborativo rispetto a quello italiano, dove spesso prevale una dimensione più teorica. (Greta)
La mia Università in Germania è relativamente piccola, per questo il concetto di un grande campus mi era estraneo. Ho più o meno la stessa quantità di lezioni rispetto alla mia agenza in Germania, ma ho più compiti. A casa, le mie lezioni hanno tutte la stessa durata, mentre qui sono tutte di durata differente. (Joseph)
La differenza principale è che l’Università spagnola assomiglia molto di più alla scuola superiore austriaca. Qui gli studenti hanno un’agenda fissa di lezioni, i professori prendono la presenza e si seguono le lezioni sempre con le stesse persone. Nella mia Università austriaca, invece, gli studenti hanno molta più libertà nella scelta dei singoli corsi da seguire. Per questo si è molto più autonomi e sempre con persone diverse in classe. Inoltre, per la maggior parte dei corsi si può scegliere se frequentare oppure no. Penso che l’impegno necessario sia comunque più o meno lo stesso in entrambe le Università. (Korina)
Cosa diresti a chi sta pensando di trascorrere l’Erasmus a Las Palmas?
Il mio consiglio è di organizzarsi bene prima della partenza. Controllate con attenzione che i vostri documenti non siano in scadenza, pianificate con calma la valigia e portate soprattutto abiti leggeri, pratici e tanti costumi da bagno! A Las Palmas la vita si svolge principalmente all’aperto, tra mare, passeggiate e serate all’insegna del relax. Non servono tanti vestiti eleganti: basta portare con sé un sorriso e tanta curiosità. (Greta)
Cerca di essere aperto alla nuova cultura e alle sue differenze. Il periodo di studio all’estero è un’opportunità meravigliosa per conoscere nuove persone, conoscere il mondo, abbandonare la propria zona di comfort e scoprire nuovi hobby. Prova cose nuove, è l’unico modo di vivere appieno l’esperienza. Partecipa agli eventi organizzati per gli studenti Erasmus o dalla tua Università. Prova cose che non potresti fare nella tua città o che non hai mai fatto. Buttati in questa avventura con la mente aperta e pronto ad accogliere ciò che questi mesi all’estero hanno in serbo per te. (Joseph)
Direi di pianificare tutto ciò che vogliono fare. Siccome ci sono così tante cose che si possono fare, è facile perdersi via: il tempo vola! Quindi consiglio di avere un’idea abbastanza chiara su ciò che si vuole fare e vedere, così da assicurarsi di non tralasciare o perdersi nulla. (Korina)
Che cosa rimpiangi di non aver messo in valigia?
Senza dubbio, più vestiti! Ho portato solo una valigia da 23 kg, e per una ragazza a cui piace cambiare outfit è stata dura. Ogni tanto avrei voluto avere qualche capo in più per sentirmi più “me stessa”. Per fortuna, però, esiste una convenzione tra Ryanair e gli studenti Erasmus che permette di viaggiare con bagagli extra senza costi aggiuntivi: una scoperta che avrei voluto fare prima di partire! (Greta)
Ho portato tutto ciò che mi serviva, perché non volevo dover comprare troppe cose qua. Consiglio di non pensare solo a ciò che può servire nella vita di tutti i giorni. È infatti utile pensare anche a occasioni speciali e ciò che di più particolare potrebbe servire. Controlla ciò che il tuo alloggio fornisce, così che tu sappia cosa puoi evitare di portare. (Joseph)
Più costumi da bagno perché non c’è un giorno in cui io non vada in spiaggia! (Korina)
Se potessi tornare indietro e dire qualcosa a te stesso prima della partenza, che cosa diresti?
Se potessi tornare indietro, direi a me stessa di non lasciarsi bloccare dai sensi di colpa. All’inizio avevo paura di lasciare la mia famiglia, temevo di mancare a qualcosa o a qualcuno. Ma ho capito che i sensi di colpa sarebbero rimasti anche se fossi rimasta a casa. Partire è stato un atto d’amore verso me stessa: ho scelto di ascoltare il mio cuore, di aprirmi al mondo, di crescere. Oggi posso dire che questa esperienza mi ha cambiata profondamente. Mi ha insegnato a essere indipendente, a fidarmi delle mie capacità, e soprattutto ad apprezzare la bellezza dell’incontro con l’altro. Un saluto da Las Palmas de Gran Canaria e un grande grazie a Radio IULM per avermi dato l’opportunità di raccontare la mia avventura Erasmus.(Greta)
Preparati mentalmente e fisicamente per un’esperienza memorabile. Saranno attimi indimenticabili, anche stancanti, ma che ti porterai dentro per sempre. Sarà occasione di crescita personale. (Joseph)
Direi a me stessa di non preoccuparsi troppo e di lasciarsi andare di più. Le direi che sarà un’esperienza unica nella sua vita, un’esperienza che dovrebbe godersi così come viene (e che ci saranno molte sorprese nel corso del suo viaggio). (Korina)
Immagine in evidenza: Greta Gallo
