“Blue Monday” dei New Order: ritorno al futuro

Nel 1983 l’uomo scoprì lo straordinario mondo di Internet. Sempre nel 1983, i New Order pubblicarono un singolo che avrebbe modificato per sempre le regole nelle piste dei night club, dando una grande spinta alla neonata musica elettronica. Blue Monday fu una delle prime risposte all’enigma: si può creare musica con un computer?

Da allora abbiamo percorso molta strada, tanto da poter fare musica anche senza strumenti. Ma le origini di tutto ciò che ascoltiamo oggi le dobbiamo cercare proprio in questo primo periodo di sperimentazione. Oggi su Unplugged ne analizziamo una delle pietre miliari, che con i suoi 7 minuti e mezzo ha decisamente cambiato le carte in tavola.

Un nuovo inizio

I New Order sono la rinascita dopo una tragedia. Il 18 maggio 1980, la morte di Ian Curtis, a soli 23 anni, sconvolse il mondo della musica ed i suoi compagni di band, i Joy Division, dei quale era la voce. Il gruppo si era da poco preso un pezzo della scena post-punk inglese, e stava per esordire negli Stati Uniti. Dopo la drammatica vicenda, i membri restanti decisero di sciogliersi. Si erano promessi di abbandonare il nome Joy Division nel caso in cui non fossero più stati presenti tutti e quattro. Nonostante ciò, sempre nel 1980, Peter Hook, Stephen Morris e Bernard Sumner, si riunirono sotto un nuovo nome, appunto New Order, con l’aggiunta della tastierista Gillian Gilbert.

Musicalmente, i New Order si avventurano gradualmente lungo tracciati molto diversi dal passato punk, e si avvicinano sempre di più alla musica dance e pop. Si accostano specialmente al mondo della musica elettronica, che stava prendendo piede proprio in quegli anni, e cominciano sperimentazioni con sintetizzatori e campionatori. Il loro sound si può considerare per molti versi un antenato della musica techno.

Blue Monday rimane il singolo che incapsula meglio la loro essenza ed il loro più grande successo commerciale: ancora oggi, è il 33 giri con più copie vendute nel Regno Unito di sempre. Venne pubblicato il 7 marzo 1983, solo come estratto, non comparendo nella tracklist dell’album Power, Corruption & Lies, che uscirà parallelamente lo stesso anno. Tra gli altri successi ricordiamo The Perfect Kiss, Bizarre Love Triangle e Shellshock, tutte pubblicate tra l’85 e l’86, sempre seguendo la linea sintetica e ballabile di Blue Monday.

Nel 1990 pubblicano World in Motion, inno ufficiale della nazionale inglese ai mondiali di calcio del 1990. Ad oggi, i New Order, dopo essersi presi diverse pause, sono ancora attivi ed hanno da poco concluso il loro ultimo tour, all’inizio del 2025.

I New Order, da last.fm

Principi di elettronica

La musica elettronica si evolve in modo discontinuo, ed i suoi cambiamenti sono sempre simultanei ai progressi della tecnologia e alla raffinatezza delle strumentazioni. I primi esemplari di strumenti musicali elettronici risalgono già all’inizio del secolo scorso (ad esempio il theremin, nato nel 1919). Ma per arrivare a parlare di elettronica vera e propria dobbiamo aspettare la diffusione dei sintetizzatori, che avvenne durante il corso degli anni ‘60. Blue Monday si inserisce in un filone nato alla fine degli anni ‘70 e che si era già consolidato, con diverse influenze e sottogeneri. Di questo filone facevano parte i Kraftwerk, gruppo tedesco che fu pioniere del genere e di grande ispirazione per i New Order (il coro di Blue Monday è un sample della loro canzone Uranium). Altri esempi importanti sono i Pet Shop Boys, con i quali i New Order collaboreranno, ed anche il compositore italiano Giorgio Moroder.

Blue Monday venne realizzata prima dell’avvento della tecnologia MIDI, protocollo fondamentale per i produttori. Utilizzarono un mix tra sintetizzatori, drum machine ed un campionatore, programmati attraverso il codice binario e sincronizzati in un circuito. Durante il mixaggio, fu commesso un errore che sfasó il ritmo del brano, ma la band decise di mantenerlo.

Lunedì triste

L’affermazione Blue Monday fa riferimento al tipico senso di rassegnazione e tristezza che ci pervade il lunedì mattina. Recentemente, il terzo lunedì di gennaio è soprannominato Blue Monday, in quanto considerato “il giorno più triste dell’anno”. Il testo del brano è un insieme di emozioni negative e frustrazione, associate ad una relazione instabile. Per alcuni critici, la canzone sarebbe una metafora della dipendenza dalla droga. Per Peter Hook, bassista del gruppo, invece, non ci sarebbe un significato ben preciso dietro alle parole.

How does it feel to treat me like you do?
When you’ve laid your hands upon me
And told me who you are

NEW ORDER

Comunque, le parole non sono certo il punto focale del brano, del quale occupano una parte piuttosto esigua. Canzone decisamente più lunga degli standard, Blue Monday si concentra soprattutto sul continuo cambio di ritmo e melodia, che si fanno sempre più incalzanti. Si segue un’armonia di basso e suoni robotici, che si spingono verso un crescendo continuo.

Con il suo enorme successo, soprattutto nelle discoteche, Blue Monday ha gettato le basi per molti dei generi che pervadono le classifiche oggi, come la dubstep e l’hyperpop.

L’artwork

La controparte visiva del progetto venne affidata al designer Peter Saville, che aveva già lavorato con New Order e Joy Division, ed è piuttosto curiosa. Realizzó per il singolo una copertina ispirata ai floppy disc, per evidenziare il legame del brano con l’elettronica. Sul retro, era inciso un codice di colori da decifrare, la cui soluzione risultava nel titolo del brano. Questa incisione era così costosa, poichè conteneva parti in argento, che ogni disco venduto provocava una perdita e non un’entrata.

Retro della cover di Blue Monday (1983), da radiox

Esistono due videoclip del brano, uno per la versione originale, e uno per il remix, più breve, che uscì nel 1988.

Blue Monday non sembra appartenere alla sua epoca, né a quelle precedenti o successive. È come se fosse una visione del futuro, ma immaginata dal passato.

Immagine in evidenza: spotify

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