Lo swap in Formula 1

Lo scambio di posizioni in Formula 1 è stato in passato ed è tuttora una delle strategie più utilizzate dai team e dai piloti. Spesso però, i team-orders hanno creato opinioni contrastanti. Ecco alcuni tra i più famosi swap fino ad oggi. 

Swap: prima

Uno degli swap più ricordati è quello del Gran Premio di Austria 2002, tra Michael Schumacher e Rubens Barrichello. I due erano al tempo compagni di squadra in Ferrari e il tedesco si trovava in testa al campionato con 38 punti di vantaggio sul brasiliano. A Barrichello, leader della gara, fu dato l’ordine dal muretto di far passare Michael. Dopo diversi team radio, all’ultima curva dell’ultimo giro, il leader della corsa rallentò, cedendo la vittoria a Michael. Questa decisione, tuttavia, non fu apprezzata dal pubblico e portò la Federazione a vietare ordini di questo tipo tra team e piloti. 

I team-orders furono reintrodotti solo a partire dal 2011, dopo un altro caso di swap: quello avvenuto in Germania nel 2010. Felipe Massa, in quel momento leader del Gran Premio, ricevette il messaggio da parte della Ferrari: “Fernando is faster than you”. Massa rallentò, cedendo la posizione ad Alonso e violando così il regolamento. La scuderia fu multata a seguito di questo episodio e dopo poco tempo furono nuovamente approvati gli scambi di posizione. 

Non sempre, però, le scelte dei team sono state rispettate dai piloti: uno tra gli esempi più famosi è stato quello tra Sebastian Vettel e Mark Webber nel 2013. Nel Gran Premio della Malesia, Red Bull diede l’ordine ai piloti di mantenere le posizioni, ma Vettel decise di ignorare questo messaggio e superare il compagno di squadra. Col senno di poi, quella decisione si rivelò giusta e consentì al tedesco di vincere il campionato. 

La Formula 1: prima, da pixabay

Swap: adesso

Anche nella Formula 1 attuale, gli swap hanno suscitato disapprovazione da parte di alcuni.

Durante il Gran Premio del Messico, il 26 ottobre 2025, ne abbiamo visto un esempio con George Russell e Kimi Antonelli. L’inglese aveva, infatti, richiesto al team (più volte) lo scambio di posizioni per raggiungere Ollie Bearman, ritenendo di avere più ritmo rispetto al compagno di squadra. Tuttavia, non ci è riuscito e verso fine gara ha restituito la posizione a Kimi. Molti hanno parlato di una gestione sbagliata da parte di Mercedes, che ha concluso la gara in sesta e settima posizione.

Un altro caso è lo swap avvenuto nel Gran Premio di Monza, il 7 settembre 2025. In quest’occasione, è stato chiesto a Oscar Piastri di cedere la posizione al compagno di squadra (dopo un errore del team nel pit stop di Lando Norris). L’inglese, che era leader della corsa, aveva, infatti, accettato di fermarsi dopo il suo compagno di squadra per permettergli di difendersi da Charles Leclerc. Dopo il pit stop sbagliato, perciò, Oscar ha lasciato passare Lando. L’ordine di scuderia ha, tuttavia, sollevato molte critiche. Max Verstappen in un team radio, durante la corsa, ha commentato in modo ironico la scelta di Mclaren: “Ha! Solo perché ha avuto un pit stop lento?”.

Questi episodi iconici, dimostrano la presenza dello scambio di posizioni fin dalla nascita dello sport automobilistico. Lo swap rimane, comunque, una strategia molto controversa e complessa: dettata dal fatto il vincitore del campionato piloti è uno solo.

La Formula 1: adesso, da pixabay

Immagine in evidenza: pixabay

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