Zohran Mamdani, candidato democratico radicale, è il 111esimo sindaco di New York. Con l’affluenza più alta dal 1969, il 34enne ha ottenuto il 50,4% delle preferenze con il 98% dei voti scrutinati nelle prime ore di oggi.
Chi è il nuovo sindaco di NYC?
Zohran Mamdani è stato eletto sindaco della città di New York: dopo la proclamazione ufficiale, giunta appena mezz’ora dopo la chiusura dei seggi, il candidato del Partito Democratico ha tenuto un discorso al Paramount Theatre di Brooklyn.
Classe 1991, Zohran Kwame Mamdani è nato in Uganda e cresciuto a New York City, della quale è ora il primo sindaco di fede musulmana. Mamdani, che è stato deputato statale da giugno 2020, rieletto nel 2022 e nel 2024, si definisce socialista democratico. Negli anni, ha condotto diverse iniziative a favore della classe lavoratrice, all’interno delle istituzioni e tramite attivismo civico.
Tra le sue iniziative più rilevanti si annoverano uno sciopero della fame al fianco dei tassisti, che ha portato a oltre 450 milioni di dollari in misure di sollievo dal debito, l’ottenimento di più di 100 milioni di dollari nel bilancio statale per il potenziamento del servizio metropolitano e l’avvio di un progetto pilota di autobus gratuiti.
Il programma elettorale
In campagna elettorale, Mamdani ha fatto propria la promessa di gestire la crisi abitativa newyorkese, in particolare tramite la costruzione di alloggi a prezzi accessibili. Congelare il prezzo degli affitti in una città che di affitto vive è tra i primi punti che Mamdani si ripropone di trattare. Ha inoltre dichiarato di voler coordinare l’applicazione di normative edilizie per responsabilizzare i locatari riguardo alle condizioni degli immobili, attualmente spesso disastrose.
Accanto alla volontà di imporre una tassa fissa del 2% all’1% dei cittadini e le aziende più abbienti della città, vi è la promessa di trasporti pubblici affidabili, universalmente accessibili e sicuri. Un tema caro al neo sindaco, quello della sicurezza: il Dipartimento per la Sicurezza della Comunità avrà l’obiettivo di prevenire la violenza tramite soluzioni comprovate.
Vi è infine l’intenzione di costruire una rete di supermercati municipali. L’obiettivo è quello di mantenere prezzi bassi in risposta all’aumento vertiginoso del costo di cibo e beni di prima necessità nell’ultimo periodo. Centrale sarà inoltre l’implementazione di programmi assistenziali per bambini dai 6 mesi ai 5 anni.
Gli avversari
L’affluenza alle elezioni comunali, la quale ha superato i due milioni di votanti, è considerata la più alta dal 1969. Con il 98% dei voti scrutinati, Mamdani ha ottenuto il 50,4% delle preferenze, seguito da Andrew Cuomo con il 41,6% e Curtis Sliwa con il 7,1%. Il risultato lo avvicina a superare il totale dei voti raccolti da tutti i candidati nelle elezioni del 2021.
Ex governatore dello Stato di New York, Cuomo era stato sconfitto da Mamdani già nelle primarie democratiche, ma aveva deciso di proseguire la corsa come indipendente. Il candidato repubblicano Curtis Sliwa ha riconosciuto immediatamente la sconfitta. Nel suo discorso ai sostenitori, ha promesso di vigilare affinché Mamdani mantenga la città sicura, in linea con una delle sue principali promesse elettorali.
Da “qualcun altro” alla notorietà da star
L’età e la relativa inesperienza politica di Zohran Mamdani sono state al centro degli attacchi da parte degli avversari, che ne hanno messo in discussione l’idoneità al ruolo. Questo accade in particolare in contrapposizione con Cuomo, strettamente legato all’establishment democratico, che ha ricoperto la carica di governatore dello Stato di New York dal 2011 al 2021, dimettendosi in seguito a accuse di molestie sessuali successivamente archiviate. Durante la campagna elettorale ha posto enfasi sulla propria esperienza, cercando di dipingere Mamdani come inadatto a gestire una città complessa come New York.
Come Mamdani ha più volte sottolineato, questa stessa inesperienza si è rivelata un punto di forza cruciale, compensato dall’integrità di carattere presentata. Il sindaco ha rivendicando di essere privo dell’«esperienza della corruzione, dello scandalo e delle infamie» che caratterizzano gran parte della ristagnante scena politica americana. Zohran Mamdani ha fatto propria una comunicazione particolarmente efficace, incentrata sull’impiego di immagini che rimandano a gioie e difficoltà quotidiane dell’elettorato. È così passato dall’essere pressoché sconosciuto, con appena l’1% di approvazione nei sondaggi (una percentuale che, come ha ironizzato più volte, equivale a quella attribuita al generico “qualcun altro”), a ricoprire in meno di un anno una carica politica di primo piano.
I DSA: cosa significa essere socialisti negli States
Zohran Mamdani si definisce socialista democratico, dicitura estremamente rara nel panorama politico statunitense. La storica contrapposizione con l’Unione Sovietica, unita a fattori culturali, ha sempre fatto sì che il socialismo fosse considerato con sospetto. I valori dell’iniziativa individuale e la proprietà privata sono il fondamento stesso della società statunitense. Lo spettro politico tende pertanto a slittare verso destra: la posizione di un candidato americano che si definisca socialista è più moderata del socialismo nelle sue forme storiche, o per come si manifesta in diversi stati europei.
Il modello socialista democratico, contrapposto al mono-partitismo storicamente associato al socialismo effettivo, si fonda sul rispetto delle libertà civili e politiche, nonché sulla tutela dei diritti umani e sociali. Negli Stati Uniti, questa è la posizione adottata dai Democratic Socialists of America, dei quali Mamdani fa parte:
Siamo un’organizzazione politica e attivista fondata nel 1982, non un partito. Attraverso sezioni locali presenti nei campus universitari e nelle comunità, come membri della DSA adottiamo una varietà di strategie per promuovere riforme a favore dei lavoratori. Rappresentiamo la più grande organizzazione socialista degli Stati Uniti, basata su una struttura di massa guidata dai propri iscritti stessi. Crediamo che i lavoratori debbano avere il controllo dell’economia e della società civile, e dimostriamo il nostro impegno verso questo principio con un’organizzazione composta da, per e al servizio della classe lavoratrice.
Una serie di vittorie per i Democratici
Lungo l’intera costa orientale, il Partito Democratico ha conseguito oggi un successo elettorale significativo, eleggendo candidati rappresentativi delle diverse sensibilità ideologiche interne alla propria compagine. In Virginia, l’ex deputata moderata Abigail Spanberger ha ottenuto una delle migliori affermazioni democratiche nella storia recente dello Stato, imponendosi con ampio margine. In New Jersey, la deputata Mikie Sherrill, moderata, ha disarticolato la coalizione elettorale repubblicana.
Resta da verificare se l’operato di queste ultime e di Mamdani si rivelerà efficace e in linea con quanto preannunciato. È tuttavia evidente che le recenti vittorie dei Democratici riflettano un diffuso malcontento della popolazione verso il Partito Repubblicano e la corrente Amministrazione. Ragione più che valida per accostare Zohran Mamdani, che ha fatto dell’iniziale del proprio nome un simbolo ricorrente in campagna elettorale, all’eroe Zorro.
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Immagine in evidenza: REUTERS/David ‘Dee’ Delgado, da Il Sole 24 Ore
