Una fra le divinità più famose, colei nata già adulta dalla fronte di Zeus (in altre versioni dal polpaccio) dopo che quest’ultimo aveva divorato la madre, Meti. Una dea indipendente, definita “Parthenos” (Vergine) per la sua castità e “Polias” (Protettrice della città) perché vista come custode di Atene e di altre città greche.
Ma Atena è solo una macchina da guerra o è molto di più? Cosa c’è dietro alla “Promachos”, ovvero la prima in battaglia? Sono Gabriella Silvestri, faccio parte del Centro Universitario Teatrale IULM da due anni e sono felice per questa settimana di darvi il benvenuto a “Voce al CUT”!
Sono venuta giù dal cielo per placare la tua ira: la dea Era mi ha mandata, che ti ama e ha cura di te. Su, smetti la contesa, non tirar fuori la spada.
(Iliade, Libro I)
La Sapienza nell’Antichità
Una delle dee per eccellenza, protettrice di città e consigliera dei giudici in tribunale. La Pallade Atena (nome assunto in segno di lutto dopo aver accidentalmente ucciso la compagna di giochi Pallade) è una dea dalla “doppia faccia”: come può essere una dea che protegge e consiglia, può anche andare in collera e diventare spietata. Si ricorda come protettrice dei Greci durante la guerra di Troia. Protettrice della città di Atene, le venne dedicato il Partenone (“della vergine”), la cui statua di culto fu opera di Fidia, per non parlare della statua bronzea di fronte ai Propilei, il cui bagliore era visibile dalle navi che giungevano al Pireo.
Essendo protettrice delle acropoli, aveva diversi santuari. In onore di Atena venne creato il Palladio, statuetta in legno e poi in metallo che simboleggiava l’inespugnabilità della città. Infatti, nell’invasione di Troia, Ulisse e Diomede si avventurarono per rubare il Palladio di Troia. I simboli sacri della dea, con i quali è sempre rappresentata, sono: la civetta, l’elmo, lo scudo, la lancia e l’Egida (un mantello indistruttibile, realizzato con la pelle della capra Amaltea che aveva protetto Zeus quando venne sottratto da Crono dalla madre, Rea). Atena, grazie alle sue capacità mediche, era adorata anche a Delfi ed Epidauro.
Diverse versioni
Ci sono diverse versioni sulla sua nascita: la più famosa narra di Zeus che, dopo aver consumato un rapporto con Meti (dea della prudenza e della saggezza), era preoccupato per delle profezie che dicevano che i figli di Meti sarebbero stati più potenti del padre. Per rimediare, convinse Meti a trasformarsi in goccia d’acqua (in altre versioni in una mosca o una cicala) e la ingurgitò. Ma la dea aveva già un bambino in grembo. Cominciò a costruire una veste ed un elmo per la figlia, provocando forti dolori a Zeus. Allora, Efesto, gli aprì il cranio di Zeus con un’ascia bipenne e Atena ne uscì fuori adulta e armata, compiendo una danza guerresca. Zeus ne uscì vivo. In dei frammenti di Sanconiatone, si dice che Atena sia figlia di Crono.
Nell’Iliade Atena sostiene attivamente i Greci. Dopo la caduta di Troia però loro non rispettano la sacralità del suo altare dove si era rifugiata Cassandra. Come punizione, Atena fece scatenare una tempesta da Poseidone che distrusse le navi greche che tornavano in patria.
La Sapienza in Scena
Nella rappresentazione “Iliade 1.0” della regia di Lara Franceschetti, Atena (interpretata da Chiara Lipari) assume un ruolo di narratrice, rivelando in un certo senso le tante verità rievocato da Creusa all’inizio dello spettacolo.
Assumendo questo ruolo “imparziale”, narra le azioni e le motivazioni dei personaggi maschili durante la storia. Andando dalle vere motivazioni della guerra di Troia fino al racconto del duello fra Achille ed Ettore dopo la morte di Patroclo.
È come se Atena non si andasse a schierare con una parte ben precisa, ma semplicemente fa da filo rosso per collegare le gesta degli eroi in guerra alle conseguenze provocate alle innocenti donne che raccontano le proprie disgrazie.
Per questa settimana è tutto, “Voce al CUT” vi aspetta domenica prossima!
-Gabriella Silvestri
Editor: Viola Pulvirenti
Immagine in evidenza: Archivio CUT
