Dopo un inizio di stagione disastroso la Juventus decide di esonerare Igor Tudor, che non ha portato i risultati sperati nonostante il suo rinnovo avvenuto lo scorso giugno fino al 2027 con opzione per il 2028. Luciano Spalletti da giovedì 30 ottobre è il nuovo allenatore, dopo aver lasciato la Nazionale proprio nel mese del rinnovo dell’ex allenatore dei bianconeri. Cosa cambia ora e come possono i bianconeri tornare in corsa per lo scudetto?
Situazione attuale
La Juventus con Tudor da inizio stagione ha totalizzato 3 vittorie, 5 pareggi e 3 sconfitte prima dell’ultima partita vinta contro l’Udinese con Brambilla, tecnico della Juventus Next Gen, in panchina ad interim. Troppo poco da parte dell’allenatore croato per guadagnarsi la fiducia della società e dei tifosi e per poter continuare l’avventura in uno dei più grandi club in Italia e in Europa.
In campo i bianconeri sembrano irriconoscibili: 0 gol fatti nelle ultime 4 partite giocate sotto la guida di Tudor. Ultima vittoria con lui risale al Derby d’Italia contro l’Inter in un 4-3 quasi rocambolesco giocatosi il 13 settembre. Tutti i giocatori in rosa sembra che giochino al di sotto delle loro possibilità e potenzialità. In attacco ben 3 punte per un solo posto, schierate con un’alternanza che non può che nuocere ai giocatori stessi che non hanno la possibilità di rendere al massimo. Troppi gol subiti e una difesa traballante complice anche l’infortunio di Bremer: ben 15 in tutte le competizioni.
Tudor è, però, solo la punta dell’iceberg. Il problema della Juventus parte dalle radici: dall’addio di Agnelli all’inizio del 2023 la società non risulta più solida e determinata come un tempo. Ne è dimostrazione l’ultimo periodo dopo l’uscita di Cristiano Giuntoli, in cui la società si è trovata senza un Direttore Sportivo cercando di colmarne l’assenza con le nomine di Damien Comolli come figura centrale e Francois Modesto come Direttore Tecnico. Ora l’obiettivo per poter rimediare sembra essere Marco Ottolini, DS in uscita dal Genoa. Il che sembra paradossale: il DS appena scaricato dalla squadra ultima in classifica viene contattato dalla Juventus per assumersi grande responsabilità nel suo ruolo in un momento così delicato.
Ora la musica può cambiare, almeno sul rettangolo di gioco, con l’arrivo di Luciano Spalletti che dovrà lavorare molto per poter invertire la rotta negativa. Sarà importante il lavoro sul campo ma anche e soprattutto quello mentale affinché i giocatori possano tornare a rendere come un tempo. E in un certo senso il lavoro è già iniziato con le sue parole in conferenza che riportano sulla via dello scudetto.

Le parole di Spalletti in conferenza
Il nuovo allenatore bianconero si è detto entusiasta di iniziare una nuova avventura in un grande club con elevate aspettative. Nella conferenza si sono toccati molti aspetti tra cui quello dello scudetto:
“Se possiamo rientrare nella corsa? Sì, io spero di rientrare anche nel giro scudetto, perché no? Anzi è un po’ quello che si commentava ieri coi calciatori nello spogliatoio: le intenzioni devono essere al massimo e il massimo è rientrare nel giro scudetto. Sono state giocate solo 9 partite, ne mancano tante”.
Si è parlato anche del suo ricordo di Napoli e della scelta che fa discutere di indossare la tuta di una squadra rivale come la Juventus. Nessuna polemica e ha messo le cose in chiaro fin da subito:
“A Napoli è venuta fuori una cosa superiore per il calcio fatto e per quello che abbiamo portato a casa, uno scudetto bellissimo e importante. Ho instaurato un rapporto particolare, rimarrà così e tutto intatto da parte mia”. E ancora: “Napoli mi rimarrà sempre nel cuore al di là delle scelte professionali. Però estrapolare quello che io ho detto su Napoli e sulla fine del rapporto dicendo che non avrei messo una tuta di un’altra squadra, riguardava quella stagione lì”. (fonte sosfanta)
Conferenza completa qui sotto:
Cosa cambia a livello tattico
Con l’arrivo dell’allenatore toscano si passerà presumibilmente alla difesa a 4 abbandonando la difesa a 3 proposta da Tudor nonostante anche Spalletti l’abbia utilizzata nella sua esperienza in nazionale per caratteristiche della rosa a disposizione. Saranno 4-3-3 e 4-2-3-1 dunque i moduli di partenza, che segneranno uno spartiacque con la gestione tattica precedente. Anche se inizialmente si potrebbe pensare ad una continuità della difesa a 3 in un periodo di adattamento da parte dell’allenatore in attesa di conoscere a fondo le caratteristiche dei giocatori a disposizione, con una transizione graduale verso quella a 4.
Anche l’attacco ha bisogno di ritrovarsi. Gli interpreti hanno inciso poco in questo inizio di stagione. Sarà compito di Luciano, dunque, valorizzare i due acquisti David e Openda insieme a Vlahovic, che si trova, tuttavia, in una situazione contrattuale complicata. I 3 centravanti della Juve non stanno segnando. Il che è paradossale se si pensa che siano tutti nella top 10 dei marcatori nati dopo il 2000. La classifica completa è: 1. Haaland 305 gol, 2. David 183 gol, 3. Alvarez 133 gol, 4. Vinicius Junior 132 gol, 5. Vlahovic 127 gol, 6. Openda 107 gol, 7. Sesko 106 gol, 8. Foden 104 gol, 9. Szoboszlai 93 gol, 10. Ferran Torres 93 gol (dati calciomercato.com)
Sia David che Openda sono abituati a giocare in un sistema a due punte, in cui hanno reso al massimo rispettivamente al Lille e al Lipsia. La loro valorizzazione potrebbe passare proprio dall’attuazione di questo sistema da parte di Spalletti, che allo stesso tempo dovrà cercare di rispolverare il vecchio Koopmeiners visto all’Atalanta. Già nella prima conferenza ha speso parole incoraggianti su di lui, con l’intenzione di metterlo al centro del progetto. “Lo conosco bene, lo abbiamo seguito anche nelle squadre precedenti. Poi costava tanto e non abbiamo potuto prenderlo. Mi piaceva, avevo tentato di convincerlo nonostante le possibilità economiche. Rimane quell’idea lì per me. Per me è un mediano/mezzala, lo dice anche la sua storia, spesso ha giocato anche centrale di difesa”.
Sarà, dunque, uno schieramento con diverse soluzioni anche in attacco e a centrocampo, nel tentativo di valorizzare la rosa a disposizione. Coppie d’attacco interscambiabili con interpreti presi dal trio dinamico David–Openda–Vlahovic. Possibilità di vedere Yildiz largo alla Kvaratskhelia oppure più accentrato da trequartista. Valorizzazione dell’altro esterno alto nel ballottaggio Conceicao–Zhegrova. Koopmeiners più alto oppure a coprire in una mediana a 2 con Thuram. Cambiaso è l’altro giocatore da rispolverare: già allenato da Luciano in Nazionale deve ora dare prova della sua qualità sia in una difesa a 4 che in una difesa a 5 con importanti compiti di costruzione e imbucata per i compagni. Sarà una Juve diversa, ma ci vorrà tempo affinché Spalletti si possa adattare alle caratteristiche dei giocatori in rosa, e loro a lui.
Cosa aspettarsi dalle prossime partite
Oggi alle 20.45 la prima di Spalletti allo Zini contro una Cremonese in forma e da non sottovalutare. Poi lo Sporting in Champions e il Derby della Mole con il Toro prima della sosta nazionali, che darà respiro e tempo di adattamento al nuovo tecnico.
Sarà presumibilmente una Juve con un entusiasmo diverso, con la voglia di dimostrare la vera identità da parte dei giocatori. Stasera si pensa ad un 3-5-2 iniziale senza stravolgere il lavoro di Tudor con la difesa a 3. Complicano la trasferta le assenze pesanti di Kelly e Yildiz, che tolgono opzioni a Spalletti, ma che dovrebbero tornare a disposizione per la prossima. Thuram, inoltre, ha appena recuperato da un fastidio muscolare e difficilmente verrà rischiato dal primo minuto, più probabile un suo utilizzo a gara in corso. In ballottaggio sulla corsia destra Conceicao e Kostic per un posto, così come si contendono due maglie Vlahovic, Openda e David, con i primi due inizialmente in vantaggio.
11 probabile a Cremona: Di Gregorio; Gatti, Rugani, Kalulu; Conceicao/Kostic, Mckennie/Thuram, Locatelli, Koopmeiners, Cambiaso; Vlahovic/David, Openda/David. (fonte sport.sky.it)
Importante martedì 4 novembre sarà anche la sfida di Champions. Arriva lo Sporting allo Stadium e non sono permessi passi falsi dopo aver conquistato solamente 2 punti in 3 partite. Con Yildiz che sarà a disposizione cambierà ancora presumibilmente lo schieramento bianconero, aggiungendo più imprevedibilità e fantasia nell’ultimo quarto di campo.
Il Derby contro il Torino chiuderà il filotto di partite prima della sosta. La Juventus non perde una partita contro i granata dalla giornata 32 di Serie A della stagione 2014/15, quando i gol di Darmian e Quagliarella piegarono per 2-1 i bianconeri, a segno con Pirlo. Da quel match 16 vittorie e 6 pareggi. Spalletti vorrà sicuramente continuare la striscia positiva e dobbiamo aspettarci una gara intensa da parte dei suoi.
Cremo–Sporting–Toro, un inizio non scontato per il tecnico toscano per poter tornare dopo anni in corsa scudetto.
Immagine in evidenza: heute.at
