Ti conviene correre, correre, correre via. In occasione della notte più mostruosa dell’anno, la nostra protagonista di oggi è Psycho Killer, canzone del 1977 della band americana Talking Heads. Identikit musicale di un serial killer, il brano gode ancora di una grandissima fama nonostante i suoi quasi 50 anni d’età. Ma chi sarà mai questo psicopatico assassino?
Bentornati su Unplugged. La notte di Halloween è arrivata, e per festeggiare parliamo di un brano divertente ed inquietante al punto giusto. Ma…l’avete sentito anche voi questo rumore? Qu’est-ce que c’est?
Teste calde
I Talking Heads si sono formati quasi per caso, non sono mai appartenuti a niente e si sono autocostruiti e decostruiti. Il nome, letteralmente “teste parlanti”, è una critica diretta ai “parlatori” della TV, figure colpevoli di incantare il pubblico, senza alcuno spessore culturale. Tutto è cominciato verso la metá degli anni ‘70, nel campus di una universitá, la Rhode Island School of Design. Qui David Byrne, colui che sarebbe diventato l’eccentrico frontman della band, incontra una coppia di musicisti: Chris Frantz, batterista, e Tina Weymouth, bassista. I tre decidono di trasferirsi a New York in unico appartamento e di formare una band, con il nome provvisorio di The Artistics. La New York degli anni ‘70 è schizofrenica e piena di contraddizioni, pervasa da crimini continui ma anche cuore pulsante dell’arte.
Al gruppo manca però un chitarrista, che trovano in Jerry Harrison, e la band prende definitivamente il nome di Talking Heads. Inizialmente, il gruppo si fará conoscere nella già stabilita scena punk newyorkese, esibendosi regolarmente nel leggendario locale CBGB e collaborando con i ben noti Ramones. Ma presto i Talking Heads si staccheranno completamente dal punk, almeno musicalmente, e sperimenteranno numerosi generi diversi senza appartenere a nessuno di essi. Pubblicheranno in tutto 8 album, fino al loro scioglimento nel 1991, dovuto a presunti diverbi nel gruppo, soprattutto tra Byrne e gli altri membri.
Tra genio e pazzia
Un po’ pop, un po’ rock, un po’ funk, ma soprattutto mai prevedibile. Molto spesso folle. Così la maggior parte dei critici musicali descrive la discografia dei Talking Heads, un groviglio di suoni diversi e di testi che parlano spesso di paranoie, ansie ed ossessioni, ma in modo leggero e coinvolgente. Vengono anche associati alla scena new wave, ovvero la nuova ondata di musica nata dopo lo spegnimento delle correnti degli anni ‘70 (altri esempi celebri di new wave sono i Blondie e i New Order).
La canzone Psycho Killer è una delle più celebri del gruppo ed è tratta dall’album di debutto Talking Heads: 77, uscito appunto nel 1977 e ancora caratterizzato da influenze punk. Il disco attirerà le attenzioni del produttore Brian Eno, con il quale si aprirà una lunga collaborazione.

In seguito il sound dei Talking Heads attingerà a sempre più nuove correnti musicali, ispirandosi anche alla musica tradizionale africana e sudamericana. Tra i più grandi successi troviamo Life During Wartime, tratta dall’album Fear of Music del 1979, famosa per la sua versione live, durante la quale la band suonava correndo durante tutti i 6 minuti del brano. Once in a Lifetime uscì l’anno successivo con l’album Remain in Light e viene considerato il miglior pezzo di sempre dei Talking Heads: il suo testo rappresenta le paranoie di una vita monotona e alienante, ed è accompagnato da un video musicale simile ad un’allucinazione.

Possiamo ancora citare Burning Down the House, il più grande successo commerciale della band, con il quale raggiunsero la decima posizione in classifica negli Stati Uniti, e Road to Nowhere, brano che scherza sul senso incerto della vita. I Talking Heads erano noti anche per le loro performance particolarmente stravaganti, delle quali ci rimane una prova visiva: nel 1984 è uscito nei cinema Stop Making Sense, un film concerto, nel quale David Byrne indossa la famosa big suit, un abito di molte taglie più grande.
Pensieri di un serial killer
In molti si sono interrogati su chi fosse l’assassino protagonista di Psycho Killer. Nell’agosto del 1977, a New York, era stato arrestato il criminale seriale David Berkowitz, soprannominato dalla stampa Son of Sam, che si era macchiato di 6 omicidi e sembrava essere legato al satanismo. La canzone venne spesso associata a questi fatti di cronaca, poichè uscita a breve distanza, ma Byrne stesso dichiarò che testo e melodia di Psycho Killer erano stati scritti anni prima della pubblicazione, e che il brano si riferisce più che altro a personaggi di fantasia, come Joker o Norman Bates di Psycho.
Il pezzo è scritto in prima persona, immedesimandosi nella psiche di un killer, descritto come erratico e nervoso. Il protagonista soffre di insonnia, è irascibile, infastidito da ciò che ha intorno. Una delle particolarità del testo è la presenza, nel ritornello e nel bridge, di numerosi versi in francese, che rappresentano un po’ la doppia personalitá dell’assassino.
Ce que j’ai fait ce soir-là
TALKING HEADS
Ce qu’elle a dit ce soir-là
Réalisant mon espoir
Je me lance vers la gloire
Musicalmente, il brano è caratterizzato specialmente dalle linee di basso di Tina Weymouth, semplici ed efficaci, e ormai iconiche.
Brano evergreen
Psycho Killer è senza tempo, tanto da essere in grado di diventare virale anche oggi, a quasi 50 anni dalla sua uscita. A tenere viva la canzone, sono le numerosissime cover realizzate in questi anni, oltre agli utilizzi nelle colonne sonore di film e serie TV. Per esempio, tra gli altri, ne hanno incisa una versione i Duran Duran e Miley Cyrus ed il brano è presente anche nella colonna sonora di Stranger Things.
E proprio quest’anno, il 5 giugno 2025, in occasione del cinquantesimo anniversario della loro prima esibizione dal vivo, i Talking Heads hanno pubblicato su YouTube un videoclip per Psycho Killer (che non ne aveva ancora uno ufficiale) con l’attrice irlandese Saoirse Ronan come protagonista.
Se siete arrivati fino a qui, vuol dire che questo Psycho Killer non vi ha fatto poi cosí paura. Anzi, forse ora avete una canzone in piú da aggiungere alla vostra playlist per questa sera. Buon Halloween, e a settimana prossima!
Immagine in evidenza: wikipedia
