Oggi, 31 Ottobre, si festeggia Halloween: “la notte più spaventosa dell’anno”. Così mi sono chiesta: quali sono le origini di questa tradizione? Come si è sviluppata negli ultimi anni? Ma soprattutto, come festeggiare oggi?
Perchè “Halloween”?
Il termine “Halloween” deriva da “All Hallow Eve“: la vigilia di tutti i santi. Tale celebrazione trae origine dalle tradizioni pre-cristiane dell’Europa celtica, in particolare da quelle delle Isole Britanniche, dove il capodanno celtico, il Samhain, rappresentava anche il momento in cui, dalla sera e per tutta la notte, le anime dei morti tornavano sulla terra, accompagnandosi a streghe, demoni e fantasmi (Treccani, FocusJunior).
L’onnipresenza del cibo
Fondamentale era l’abitudine di lasciare cibo sul tavolo prima di andare a letto, per prevenire dispetti dalle anime di passaggio sulla terra. L’utilizzo del cibo come dono o elemento da condividere con i defunti non è presente solo nella tradizione Nord Europea, ma è interessante vedere come sia nata in diverse parti del globo. Per esempio, in Austria dove la sera si lasciano sul tavolo pietanze pronte; in Polonia dove il cibo veniva barattato con delle preghiere ai defunti; in Cambogia è abitudine offrire ai monaci cibo per una settimana; in Messico, durante El dìa de los muertos, si costruiscono veri e propri altarini con foto, bevande, pietanze e doni per i defunti. Riguardo al cibo come costante, basti pensare a quante ricette regionali abbiamo noi in Italia: le fave dei morti, le ossa dei morti, la frutta di Martorana…
Perché s’intagliano le zucche
Tra le attività principali di Halloween, intagliare la zucca è un must, ma da dove proviene questa usanza? No, non dagli Stati Uniti, ma dall’Irlanda dove nacque il mito di Stingy Jack: un uomo malvagio che vendette l’anima al diavolo e fu costretto a vagare per l’eternità tra il Paradiso e l’Inferno. La leggenda narra che Jack si orientò solo grazie ad una rapa, intagliata e illuminata con carbone ardente proveniente direttamente dall’Inferno. Nel mondo occidentale (sopratutto negli Stati Uniti, dopo l’imponente migrazione di irlandesi durante la grande carestia irlandese) si ricorda Jack e lo si tiene a debita distanza esponendo zucche illuminate ed intagliate in ghigni spaventosi.
Streghe, fanstami, mostri, vampiri…
Perchè ci si traveste? Beh, poichè era credenza che durante il Samhain, il confine tra il mondo dei vivi e quello dei defunti si assottigliasse, travestirsi serviva a confondersi con i morti e non subirne gli scherzi. Tra le diverse ipotesi, si pensava che l’usanza di indossare pelli di animali e maschere mostruose potesse addirittura spaventare gli spiriti maligni, salvaguardando i villaggi. Con il passare del tempo, le storie su fantasmi, streghe, vampiri e creature fantastiche si sono moltiplicate, grazie anche alla cinematografia, dettando ogni anno nuovi trend, aggiungendo dettagli e sviluppando versioni diverse dei miti tradizionali.
…Harry Styles, Kylie Jenner, Lizzo
In questi ultimi anni, i costumi sono leggermente cambiati, le vibes non sono più quelle spooky, semplici ma efficaci (il lenzuolo bianco stile “Casper”, i trucchi fatti in casa, i cappelli da streghe, ….). Se prima il fine era creare costumi di creature spaventose in linea con la festa, ore sembra che l’obiettivo sia essere cool, rendendo omaggio alle icone pop. Vedesi Harry Styles nel 2018 acconciato come Elton John; Lizzo nel 2019 da Baby Yoda; Winnie Harlow (2025) che impersona Whitney Huston ai BET Awards del 2001.

Cosa fare a Milano questo weekend?
Grazie a Yes Milano, posso fornirvi una breve guida su cosa fare questo fine settimana. Per le famiglie ci sono molte opzioni tra cui l’ingresso al Castello Sforzesco, per scoprire quali misteriose presenze aleggiano nel castello. Una visita mostruosa al Duomo, tra statue e racconti di santi (per la giornata di Ognissanti), alla scoperta del nostro patrimonio artistico da un punto di vista differente. Per i più grandi: la serata di jazzMI con il sound inconfondibile della band hip hop Arrested Development oppure, al teatro Gaber con gli speaker di “Non aprite quella podcast” per un intrattenimento ironico ed esplosivo.
Immagine in evidenza creata con AI Nana banana
