Il 29 ottobre l’Università IULM ha ospitato una giornata di studi dedicata alle “Rappresentazioni e rappresentanze di genere per costruire l’equità”. Un programma coordinato dalla Professoressa Alessia Forciniti e dal Professor Stefano Locati, incentrato sul progetto SAFE, acronimo di “Support and Awareness For Empowerment”.
Rivelazione del progetto SAFE e collaborazione con Reveal
SAFE consiste nella raccolta, analisi e comprensione di dati connessi alle violenze di genere. L’obiettivo è quello di creare una piattaforma che offra supporto alle potenziali vittime di violenza. Il progetto è sponsorizzato da Reveal, azienda con cui l’Università IULM ha collaborato per sviluppare uno strumento di elaborazione e categorizzazione dei dati basato sull’intelligenza artificiale. Ne è risultata una piattaforma attraverso la quale le persone possono confrontare la loro esperienza con quella di altri, permettendo un’incrementata consapevolezza su temi che non sempre conosciamo fino in fondo. Il secondo step offerto dal sito è quello di un chat bot, con il quale l’utente può interagire condividendo la sua storia; è affidato all’intelligenza artificiale il compito di categorizzare il livello di pericolo percepito dai racconti e, se necessario, guidare l’utente verso i centri antiviolenza più vicini.
Tavola rotonda: “Immagini, stereotipi e narrazioni di genere”
È seguita una tavola rotonda, moderata da Marta Lucia Zanichelli, coordinatrice del Master in Giornalismo IULM, che ha visto gli ospiti trattare di stereotipi di genere attraverso svariate discipline. Tra questi, Alessia Forciniti ha offerto un punto di vista legato alla data science, spiegando come il progetto SAFE voglia spostarsi dalla morbosità mediatica, analizzando dati quantitativi che possano aiutare nel concreto le persone prima ancora che diventino vittime, e confermando la spinta verso la prevenzione. Al suo fianco sedeva Emma Zavarrone, coordinatrice del progetto VI.VA. che ha seguito le riflessioni tecniche della Professoressa Forciniti rimarcando l’ancora rilevante presenza del patriarcato e di stereotipi di genere che pensavamo di aver lasciato in un passato lontano.

È stata Maria Angela Polesana, delegata delle pari opportunità dell’Università, ad offrire un’analisi critica delle rappresentazioni di genere nei media, dove il male gaze regna ancora sovrano. La seguiva Luca Barnabè, critico cinematografico, che ha proposto una ricostruzione storica degli stereotipi nel cinema, ancora perduranti nelle rappresentazioni odierne.
Era presente anche una voce artistica, quella dell’attrice Romina Mondello, conosciuta per aver interpretato donne forti; ha parlato di teatro e cinema come strumenti normativi e di potere, esplicitando l’importanza di spazi sicuri e studiati per la rappresentazione di personaggi liberi.

Il resto della giornata
Il programma della giornata è proseguito con una seconda tavola rotonda su “Rappresentanza e leadership nel mercato del lavoro”. La discussione si è sviluppata attraverso esperti di design, cinema, fotografia e televisione. Hanno seguito due focus talk: “Narrazione femminista e immaginari cibernetici” e “Gender & AI: algoritmi, bias e inclusione digitale”. Gli ospiti provenivano da alcune delle università italiane di maggior rilievo: IULM, Università Bicocca, Università Cattolica, Università di Trieste.
Complessivamente la giornata ha offerto delle riflessioni interdisciplinari sulle rappresentazioni di genere, mostrando uno slancio positivo verso il futuro: il nostro approccio deve cambiare, ma la speranza non è persa.
Immagine in evidenza: Giorgia Cerretini
