Uno spaventoso compleanno: 20 anni dall’uscita di Saw II

Cade oggi, 28 ottobre 2025, il ventesimo anniversario dell’uscita al cinema nelle sale statunitensi del sequel di uno degli horror più famosi della storia: Saw II.

Ecco una spaventosa panoramica della pellicola e della storia che accompagna la saga horror creata da James Wan e Leigh Whannell. 

Una saga prolifica 

Saw è, indubbiamente, una delle saghe più famose e lunghe della storia del cinema. Arrivando a contare sino a ben dieci film ufficiali (per ora) nell’arco di diciannove anni, questo capostipite del genere horror è sicuramente stato, almeno una volta, sulla bocca di tutti. Anche chi non ne ha mai visto uno conosce, bene o male, la storia e l’inquietudine che accompagnano questi lungometraggi.

Il primissimo Saw fa il suo esordio nelle sale nordamericane a inizio 2004, lasciando sgomenti non pochi spettatori. Si tratta di un psicologico caratterizzato da forti elementi di orrore e mistero. È qui che il pubblico conosce per la prima volta Jigsaw, l’Enigmista. Colui che sarà, lungo tutta la serie, più o meno direttamente, l’artefice degli eventi, il motore dei dilemmi psicologici che i protagonisti dovranno affrontare.

Filo conduttore resterà sempre la ricerca del valore della vita attraverso la sofferenza e la scelta, assieme alla degenerazione di questa filosofia, dettata dall’antagonista, nelle mani di chi la eredita.

La filosofia dell’Enigmista

Giocando molto sull’auto-dichiarato ruolo di non colpevolezza di John Kramer (vero nome di Jigsaw), al termine di ogni pellicola il pubblico si chiede chi sia l’effettivo assassino. Lo scopo dei film è proprio quello di turbare gli spettatori non soltanto nel mentre che le scene si susseguono, ma anche una volta che queste sono giunte a una fine. Ciò che probabilmente ha reso Saw una delle saghe horror più conosciute è proprio questa capacità di non abbandonare la nostra mente anche una volta che abbiamo spento la tv, stuzzicando il nostro senso di giustizia e la nostra moralità. 

Ed è proprio questo che diverte l’Enigmista, come se si trattasse di un gioco. Celeberrima infatti la frase pronunciata dalla sua raccapricciante marionetta “I want to play a game”. Billy (creato con semplici materiali dagli stessi registi durante le riprese del primo Saw) è un bambolotto, spesso figurato in sella a un triciclo, divenuto icona dell’intera saga, oltre che simbolo visivo del gioco che viene portato avanti. Il ruolo che ricopre è quello di tramite tra Kramer e le sue vittime prescelte, in modo da non condurre mai ad una comunicazione diretta fra essi. Si tratta di uno strumento attraverso il quale il vero colpevole riesce a meglio veicolare la propria filosofia. 

Fondamentale considerare anche lo sviluppo della dottrina stessa, che a partire dal quarto film verrà infatti utilizzata anche da altri, seguaci della spaventosa teoria professata dall’Enigmista. 

Fondamentale è la definitiva e sempre maggiore presa di coscienza dell’antagonista, che, sebbene si riveli in maniera parziale e molto misteriosa già nel primo capitolo, in Saw II decide finalmente di presentarsi senza filtri. È qui che scopriamo il triste background che porterà Jigsaw a prendere le pazze decisioni a cui assisteremo e che ha forgiato i suoi dettami. Permettendo al colpevole di diventare un vero e proprio personaggio a tutto tondo, il lungometraggio del 2004 dona all’Enigmista delle motivazioni, utili al pubblico per comprendere il perché dei suoi atti così spietati. Malato terminale di cancro, John Kramer porta avanti il dettame che l’unico modo per far comprendere alle persone il vero valore della vita senza che la sprechino sia attraverso il dolore, la sofferenza e la scelta.

Saw II – La soluzione dell’Enigma

Diretto dal regista Darren Lynn Bousman, questo sequel di un’ora e mezza nasconde delle particolarità non indifferenti, di cui forse non tutti sono al corrente. 

Per cominciare, sicuramente non in molti sapranno che questa celebre opera è il risultato di un lavoro di riprese durato solamente venticinque giorni! Un ritmo incredibilmente rapido per un film di questa scala e considerato, dai fans e dalla critica, uno dei meglio riusciti all’interno della saga. 

Toronto è stata la città che ha visto compiersi questo piccolo miracolo di rapidità cinematografica, all’insegna del risparmio; sebbene infatti 4 milioni possano sembrare una grande cifra, non lo sono affatto per il budget di un film di questa portata. Specialmente se si considera il guadagno negli incassi al botteghino, pari a ben 140 milioni; più del triplo. 

Un altro dettaglio affascinante è che la pellicola non sia stata pensata sin da subito come sequel di Saw, bensì come una sceneggiatura indipendente. Il titolo originale “The Desperate” è stato infatti cambiato per volontà della compagnia di intrattenimento statunitense Lions Gate, che, dopo la lettura dello sceneggiato, decise di riadattarlo e inserirlo nel mondo dell’Enigmista come sequel. Bastò semplicemente cambiare alcuni personaggi, oltre che, ovviamente, aggiungere la figura di Jigsaw, per dar vita a quelle che sarebbe stata la struttura portante dei film a venire. 

Caratterizzato da un ritmo serrato, Saw II è il modo perfetto per far comprendere meglio agli spettatori ed espandere la scuola di pensiero di Kramer. L’intero film è una vera e propria lotta contro il tempo, dove il bene e il male giocano a rincorrersi, uno sempre un passo avanti rispetto all’altro.

La tensione palpabile è mantenuta anche dalla consapevolezza che una delle vittime di questo gioco è l’unica superstite del primo film, e dunque l’unica a capire veramente a cosa stiano andando incontro lei e gli altri poveri sventurati, tutti incredibilmente collegati da un segreto all’apparenza irrilevante. 

Insomma, Saw II – La soluzione dell’Enigma pare essere diventato un vero capolavoro del suo tempo, e quale periodo migliore se non quello di Halloween per riguardarlo o scoprirlo per la prima volta?

Immagine di copertina: Wikipedia – Creative Commons

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