Creusa: l’ombra di Troia e la luce del palcoscenico

Anche se Creusa non appare all’interno dell’Iliade, ma bensì nel secondo libro dell’Eneide di Virgilio, non è assolutamente un personaggio da sottovalutare o da vedere come una dei tanti figli di Priamo, re di Troia. “Dilecta Creusa” (l’amata Creusa) e “Nurus Veneris” (nuora di Venere), è così che Virgilio la descrive, dandole un ruolo di guida e consolatrice del marito.

Ma che ruolo ha Creusa nel mito e nella produzione teatrale del CUT “Iliade 1.0”? È solo un ombra consolatrice o è un personaggio chiave? Sono Gabriella Silvestri, faccio parte del Centro Universitario Teatrale IULM da un anno e sono contenta per questa settimana di darvi il benvenuto a “Voce al CUT”!

Smetti di piangere per la tua amata Creusa.

Non vedrò più le superbe case dei Mirmidoni o dei Dolopi,

né andrò a servire donne greche:

io sono una Dardania, nuora della dea Venere.

La grande madre degli dèi mi trattiene su queste sponde.

Addio, e custodisci l’amore per il figlio che ci unisce.

(Virgilio, Eneide, Libro II, versi 785–789)

Creusa: l’ombra di Troia

Nella narrazione di Virgilio, Creusa è figlia di Priamo ed Ecuba, quindi sorella di Ettore, Paride, Laodice, Cassandra e Polissena. Da giovane, ebbe come nutrice una donna dal nome Caieta, da cui prese il nome la città di Gaeta. Si sposò con Enea e diedero alla luce Ascanio. La sua storia ha un finale tragico ma non dettagliato: durante la caduta di Troia, Enea scappa con il figlio Ascanio ed il padre Anchise ma non si accorge che sua moglie, Creusa, è rimasta indietro. Dopo essersene reso conto, torna indietro a cercarla ma la ritrova sotto forma di fantasma e ascolta da lei il suo futuro per poi dirle addio.

Le cause della morte non sono del tutto chiare, ma la sua scomparsa sembra rifarsi ad un volere divino. Si narra che, durante la fuga da Troia, gli dèi avevano voluto che Creusa non seguisse Enea ma fecero in modo che essa fosse assunta in cielo per servire Cibele (antica divinità anatolica, venerata come Grande Madre, dea della natura e degli animali) che la rapì. Creusa, in un ultimo atto d’amore, ripose nel cuore d’Enea l’amore per il figlio Ascanio, in questo modo Enea potrà sposare Lavinia, figlia del re Latino e di Amata. A Creusa è stato intitolato uno dei crateri di Dione (una delle lune di Saturno).

Creusa: la luce del palcoscenico

Per quanto Creusa non si trovi all’interno del poema omerico, nella produzione teatrale del CUT 24/25 “Iliade 1.0” con la regia di Lara Franceschetti, ella assume un ruolo centrale e rappresentativo assieme a tutte le altre donne nello spettacolo.

Nell’adattamento teatrale, il personaggio di Creusa (interpretato dalla sottoscritta, Gabriella Silvestri) si mostra delusa ed amareggiata dalla poca attenzione del marito nei suoi confronti durante la fuga da Troia. In particolare, abbiamo a che fare con un sacrificio in favore della verità. Creusa si sacrifica sull’altare di Apollo per tutte le donne, in modo che le loro tragiche storie possano venire a galla ed essere raccontate a dovere.

Si dimostra che, a causa della cieca avidità di uomini spietati ed indifferenti, si è arrivati alla morte e alla distruzione di vite innocenti, come quelle delle donne la cui unica colpa è stata quella di essere nate a Troia.

Per questa settimana è tutto, “Voce al CUT” vi aspetta domenica prossima!

-Gabriella Silvestri

Editor: Viola Pulvirenti

Autori

  • Studentessa al 2° anno di Lingue, Cultura e Comunicazione Digitale.
    Mi trovate sempre a leggere un copione teatrale o un mito sconosciuto!

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  • Studentessa al 1° anno di Televisione, cinema e new media e laureata in Comunicazione, Media e Pubblicità, sempre tra un palco e l’altro. Adoro il teatro, la TV e tutto ciò che è spettacolo. Tra giornalismo e critica, il mio sogno è raccontare la magia della cultura e dell’entertainment!

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