Il fenomeno del “dog whistle” è ben noto e utilizzato da decenni, eppure nell’ultima settimana è tornato improvvisamente in auge. Taylor Swift, la nota popstar americana, è infatti finita in una nuova bufera mediatica, accusata di appoggiare e promuovere la propaganda neo-nazista.
Tutte le parole pesano, ma su internet di più
Tutti sanno che di Internet non ci si può fidare, un po’ perchè è estremamente facile dissimulare le proprie vere intenzioni e un po’ perché protetti da uno schermo si diventa capaci di dire qualsiasi cosa. È anche vero però che nel corso del tempo il web ha avuto un ruolo cruciale nel rendere gli utenti e la società in generale più attenta e sensibile a certe tematiche.
Il fatto che on-line tutto possa venire distorto e manipolato rende necessaria una particolare attenzione alle parole che vengono utilizzate, e questo è vero sia per chi usa le piattaforme per scopi personali sia per chi invece raggiunge un pubblico molto più ampio.
Al giorno d’oggi ogni messaggio può essere interpretato in mille modi diversi in base alle persone che raggiunge. Chi comunica attraverso i social è consapevole di ciò, e spesso è in grado di usare questa particolarità a proprio favore. Non sempre però si riesce ad ottenere il risultato sperato e si rischia di cadere in spiacevoli equivoci. A volte invece sono proprio le intenzioni di partenza a non essere delle più oneste, e l’interpretazione sbagliata del pubblico diventa una facile scusa per dissimularle.
Il “Dog Whistle”
Il grande campo della propaganda politica è estremamente complesso, fatto di sfaccettature e sottigliezze incomprensibili e invisibili ai più. Tuttavia esistono delle tecniche conosciute che sono diventate identificabili ad un occhio esperto. Tra queste troviamo un particolare stratagemma di comunicazione a cui spesso ci si riferisce con il termine inglese di “dog whistle”, ovvero in italiano “fischio per cani”.
La parola stessa è estremamente eloquente: il suono utilizzato dagli addestratori per richiamare i cani ha frequenze molto elevate in modo che sia facilmente riconoscibile per l’udito canino ma assolutamente muto per quello umano. Allo stesso modo con “dog whistle” si intende la pratica di usare specifici codici decifrabili solo da un ristretto numero di persone. Il presupposto alla base è che solo le persone informate di un certo argomento o che condividono determinate idee riconoscono il vero significato delle parole usate, mentre chi è tagliato fuori da questa cerchia ne rimane totalmente all’oscuro.
Da dove è nato e cosa è diventato
Questo fenomeno è stato studiato per la prima volta nel 1988 da Richard Morin, direttore dei sondaggi per le elezioni americane presso il Washington Post. Nel corso degli anni il fenomeno ha perso la connotazione strettamente politica delle origini e oggi più che mai è diventato ricorrente nel dibattito mediatico, nonostante la maggior parte delle volte venga usato in modo improprio.
Proprio per la natura così ambigua del fenomeno, nella categoria di dog whistle può rientrare tutto e niente. Per esempio il The Guardian , ben più di un anno fa, denunciava l’estrema destra americana di aver appositamente manipolato il termine “DEI”, ovvero diversity, equity and inclusion (diversità, uguaglianza e inclusione). Il significato della sigla è infatti quello di supportare le minoranze nell’ambito lavorativo, ma nella retorica trumpiana veniva e viene spesso usata con una connotazione negativa. Allo stesso modo però possono essere considerate dog whistle le emoji della carota, della torta e della pizza, rivendicate dalla propaganda anti-vax.
Cosa c’entra Taylor Swift?
Taylor Swift ha alle spalle una carriera costruita sui messaggi subliminali. Fino a qualche tempo fa però si parlava di piccoli indizi disseminati tra i testi delle due canzoni e i rispettivi video clip. Piccoli “easter egg” che rivelavano date di pubblicazione future oppure legami tra diversi brani. Insomma, un gioco innocente tra l’artista e il suo publico più affiatato.
Tuttavia la figura della cantante nell’immaginario collettivo ha avuto un declino sempre più drastico e veloce negli ultimi anni a causa di diversi scandali riguardanti la sua persona. E come è solito quando il dibattito si inasprisce e una personalità pubblica diventa controversa, diventa sempre più difficile distinguere tra ciò che è reale e ciò che invece non lo è.
In particolare nell’ultima settimana a finire nel pieno della bufera mediatica è stata una collana rilasciata come merchandise del nuovo album, “The Life of a Showgirl”, uscito il 3 ottobre di quest’anno. Il gioiello è in realtà molto semplice: presenta una serie di 8 fulmini tempestati di brillanti con al centro una stella. Le accuse di dog whistle sono nate principalmente dalla forma dei fulmini, che secondo alcuni potrebbero ricordare il simbolo delle SS naziste. Inoltre il numero 8 è molto ricorrente nella propaganda di estrema destra, in quanto l’H è l’ottava lettera dell’alfabeto, e di conseguenza “88” è diventato un modo per inneggiare al dittatore nazista senza risultare troppo espliciti.

Taylor non è la prima vittima del fulmine
La stilizzazione del simbolo del fulmine è stata spesso controversa, anche in tempi più lontani. Esempio emblema sono le due esse del logo dei KISS, fortunato gruppo musicale formatosi nell’73. A causa del font utilizzato la somiglianza è davvero evidente, nonostante i membri abbiano sempre dichiarato che si sia trattato di una sfortunata coincidenza. Tuttavia la svista ha causato non pochi problemi alla band, che ha dovuto addirittura apportare delle modifiche ai propri prodotti per il pubblico tedesco.
Ad oggi Taylor Swift non ha voluto esporsi su questo argomento, anche se la collana non è più disponibile sul sito ufficiale dell’artista. Questo però non significa che sia stata ritirata dal mercato, poichè potrebbe essere semplicemente andata soldout. Tuttavia, dal momento che i membri dello staff non hanno rilasciato dichiarazioni espliciti, non c’è modo di sapere con certezza cosa sia successo.

Cosa si può ricavare da tutto ciò?
Certo, arrivare a formulare accuse così serie e importanti a partire da una collana può sembrare eccesivo, e in parte senza dubbio lo è. Tuttavia non si può ignorare che si sta parlando di una delle artisti più importanti dell’ultimo decennio. Taylor Swift è una miliardaria, in grado di far oscillare intere economie con le date dei suoi tour, e perciò niente è mai casuale. È un nome, una costruzione dietro cui lavorano centinaia di persone, e per questo è difficile pensare che un simbolo con allusioni così importanti sia passato inosservato.
Fa riflettere inoltre il fatto che non siano state rilasciate dichiarazioni e che quindi una smentita netta da parte della star non ci sia stata. È difficile sapere quali siano state le intenzioni originali dietro il nuovo gadget e solo il team della cantante ha la risposta definitiva. Certamente certi termini sono stati usati nel recente dibattito con poca cura nei confronti del loro profondo significato. Tuttavia bisogna riconoscere che è una scelta quantomeno inusuale non volersi allontanare con decisione dalle accuse che sono state mosse.
Immagine in evidenza: Genius.com
