La scrittrice italiana Roberta Gabola si è prestata per un’intervista a Radio IULM volta ad approfondire il suo ultimo lavoro letterario. Il libro intitolato “Dove fioriscono i limoni”, edito da Graus Edizioni (gennaio 2025), ci permette di esplorare il suo vissuto familiare. L’autrice, classe 1963, nata a Salerno, ci catapulta indietro nel tempo, nel dopoguerra, e ci emoziona con una storia d’amore pronta a superare le barriere culturali e geografiche. Attraverso questo incontro indaghiamo il suo intento, le sfide di questa scrittura, la sua fonte d’ispirazione e ciò che vuole trasmettere ai suoi lettori.
La trama
Tra Italia e Germania, dal dopoguerra agli anni ’80, si dipana la storia d’amore tra Antonio, un giovane salernitano, e Mia, una ragazza della Renania. Le loro vite, come quelle delle loro famiglie e amici, fungono da istantanea perfetta dei sogni, delle aspirazioni e delle paure di una generazione segnata dai traumi del conflitto prima e dalle tensioni della guerra fredda poi. “Dove fioriscono i limoni” celebra la forza dell’amore e la capacità umana di superare barriere culturali e geografiche, dimostrando che i sentimenti più profondi parlano un linguaggio universale.
L’intervista a Roberta Gabola
Questo libro è stato tratto dal tuo vissuto personale, puoi dirci qualcosa di più?
Ho preso come spunto la storia dei miei genitori. Mia madre era tedesca e mio padre italiano. Ho immaginato come fosse la vita di due giovani nel dopoguerra, due giovani che si sono conosciuti in questo contesto storico particolare. Ho cercato di immaginarmi la loro vita e ho deciso di mischiare elementi reali a una componente fantastica.
La scelta dei temi principali è data quindi dalla tua esigenza di raccontare la storia della tua famiglia nella sua autenticità?
Esatto, pensavo da tanti anni di scrivere qualcosa del genere. Sono sempre stata in dubbio se scrivere o meno questo libro. Non volevo andare troppo sul personale della storia dei miei genitori. Ho messo come base le loro provenienze reali, i rispettivi luoghi di origine e i background culturali che hanno dato in gran parte voce ai protagonisti. Però, poi, il primo incontro di Antonio e Mia e il proseguire della storia, sono frutto della mia fantasia, perché non volevo entrare troppo nella loro sfera più intima.
Mi hai detto che ci hai pensato tanti anni prima di scrivere questo libro. Che cosa ti ha spinto a realizzarlo infine?
Ho pubblicato il mio primo romanzo due anni fa (Dentro e Fuori la Città – Gruppo Albatros Il Filo, gennaio 2023) ed è stato il punto di partenza per sciogliermi nello scrivere. Ho visto il riscontro positivo che ha avuto, anche se di un genere completamente diverso da “Dove Fioriscono I Limoni”, e allora ho pensato di essere pronta per scrivere quest’altra storia più personale.
Visto che questa è una sensazione che hai provato di recente, cosa consiglieresti a qualcuno che sogna di scrivere, ma ha paura di iniziare?
Bisogna provarci. Se si ha voglia, se si ha una storia interessante da raccontare, bisogna provarci. Io ci ho messo molto tempo: il mio primo romanzo l’ho scritto a 60 anni. Adesso ne ho 62, ma credo non sia mai troppo tardi nella vita per mettersi in gioco e provare a fare nuove esperienze. Poi, può andare bene o può andare male, ma lo scrivere stesso è qualcosa che dà tantissima soddisfazione. Poi, se lo stesso gusto lo provano anche i lettori, è un’emozione bellissima, ma a me piace scrivere a prescindere dal risultato. Se a qualcuno piace scrivere, ci deve provare.
Questo libro che soddisfazioni ti ha portato dal punto di vista emotivo?
È stato molto emozionante immedesimarsi in quel periodo storico, nella vita dei miei genitori. È stata un’emozione dentro l’emozione: è già un’emozione di per sé scrivere, ma lo è anche parlare della loro vita e cercare di immaginare le cose come sono andate, ripercorrere tutto. Ho fatto ricerche su quel periodo storico ed è stato per me molto interessante e formativo.
C’è un passaggio o una frase che speri resti nel cuore dei lettori?
Più che una frase o un passaggio, spero resti il fatto che i sentimenti, quelli veri e profondi, siano in grado di superare qualsiasi barriera, culturale o geografica che sia. Penso che in un periodo come questo, dove spesso si perdono di vista i sentimenti e le cose importanti della vita, sia necessario fare una considerazione interessante: bisogna tornare a dare valore ai sentimenti, alle cose belle e alle cose che valgono, perché la bellezza è l’arma più importante che abbiamo contro la barbarie, contro l’imbruttimento del genere umano.
Hai già in cantiere qualche nuovo progetto?
Ho un’idea, però non vorrei sbilanciarmi troppo. Adesso sono ancora molto concentrata su questo libro e non riesco a scrivere altro. Sono ancora molto coinvolta per le presentazioni che sto facendo. Sono stata a Mantova e più volte a Nocera, Napoli e Salerno. Diciamo che sono distratta, avevo un’idea ma mi ci vuole più tranquillità e concentrazione per portarla avanti.
Cosa ti aspetti di realizzare nel prossimo futuro?
Al momento c’è un progetto con la casa editrice, non è ancora una cosa certa, ma c’è l’idea di portare il libro in Germania e precisamente a Colonia. Sono stata da poco a Nocera, che è la casa di mio padre, e tra qualche mese potrei essere a Colonia, che è la casa di mia madre: sarebbe bellissimo. Se questo progetto andrà avanti, il mio libro sarà uno di quelli portati dalla casa editrice Graus a Colonia. Io, nel frattempo, lo sto traducendo in tedesco. La storia è già stata scritta, ma questo progetto mi sta dando la possibilità di rivivere tutte le emozioni ancora una volta dall’inizio.
Prima di concludere, c’è qualcos’altro che desideri aggiungere?
Vorrei che i lettori sapessero, prima di iniziare questo libro, che ci sono tanti riferimenti storici reali. Ci sono connessioni con fatti successi durante la guerra e nel dopoguerra e viene citata anche l’alluvione del 1954, che ha colpito Salerno. Ho parlato della Roma della Dolce Vita e della situazione di Berlino prima e dopo la costruzione del muro. Credo possa essere un libro che può fornire tante informazioni, sia geografiche che storiche, su un periodo che va dagli anni ’50 alla fine degli anni ’80. Ho fatto tante ricerche e mi sono documentata molto per essere il più precisa possibile.
Immagine in evidenza: grausedizioni.it
