Da quando i mass media dell’era attuale – TV, social e Cinema – sono diventati fondamentali per l’ampliamento della cultura generale e del linguaggio espressivo nell’uomo contemporaneo, anche le locuzioni della lingua italiana hanno preso una nuova piega: le massime citazoni televisive come “perchè sei falsa Simona!”, “ehm…Gelato?” e “Io non ti ho fatto nessuna domanda, Mariagrazia!” sono diventate espressioni riconosciute ufficialmente in tutta la nazione italiana. Ma una su tutte culminò in un vero e proprio fenomeno sociale e culturale italiano: “So Lillo“, eterna citazione dell’autore, comico e attore Pasquale Petrolo – detto anche “Lillo“, detto anche “Posaman” – nel progamma “LOL – chi ride è fuori“. Ma cos’hanno in comune Posaman e Winston Smith di “1984“?
Il caso “LOL”
Il programma – di origine nipponica – targato Amazon Prime Video “LOL – chi ride è fuori” è diventato un vero e proprio fenomeno culturale e sociale in Italia, uscito alla ribalta con la prima stagione nel 2021 – quindi ancora in pieno periodo Covid-19 con annesse restrizioni varie – e pochi giorni fa è stato annunciato il cast completo della sesta stagione, in uscita nel 2026.
“Lol – chi ride è fuori” non è il solito “comedy show” diretto, è un vero e proprio esperimento sociale: oggettivamente può non piacere a tutti – dalla sua prima uscita, ci sono stati molti amanti del genere comedy che si sono scagliati contro il suo contenuto, reputandolo a loro impressione “banale” e “poco o non divertente”- ma una buona parte del pubblico “streaming” continua ad apprezzarlo per le improvvisazioni e le reazioni dei concorrenti, quali provocano poi svago e spensieratezza collettiva . Ma questo articolo non è stato ideato per parlare del programma e del suo impatto…
La tortura e il controllo… della risata
“LOL” è anche un programma che rappresenta una determinata forma di “oppressione” e persino “pressione psicologica” in maniera sottintesa, dietro ad un gioco che può sembrare facile e banale ma non lo è per niente. La “tortura psicologica” è garantita, ma non ovviamente in forma violenta: un’unica stanza in cui stare, cibo in abbondanza (soprattutto cetrioli, per coloro che hanno visto la quinta) e sei ore di tempo per sopravvivere o per fare fuori i tuoi colleghi – molti non si conoscono neanche e non sanno i loro punti deboli, la pressione è costante e l’isolamento si sente addosso.
Nel corso del programma, migliaia di effetti psicologici si sono succeduti: chi si veste da “Gioconda“, chi usa un oggetto verde che fa rumori strani, chi mette le mani nel pane e crea “Edward mani di pane“, chi fa dissing contro gli avversari, chi imita Marina Abramovich che imita le mosse di Totò, chi balla “The Rocky Horror Picture Show” – che quest’anno compie cinquant’anni – in parrucca e tante altre forme di follia collettiva, follia ma che sa comunque stupire e scatenare riso nell’altrui. Non finisce qui, all’interno della stanza vengono mandati improvvisamente i “disturbatori” – comici della scena, che possono aver giocato in passato all’interno del programma e non – che sono chiamati apposta per “provocare” e “mettere in difficoltà” i vari concorrenti. un solo enorme divieto: non ridere e non mostrare alcuna espressione di felicità, solo serietà
“LOL” mostra una forma di “controllo sistemico”: tutti i concorrenti sono controllati da due soggetti chiave ,i conduttori, nella loro control room: essi ti guardano attraverso diversi schermi, ogni tua azione e reazioni – e se sorridi, vieni “censurato” con l’eliminazione.
“1984”: tra dittatura e psicologia
Cosa non lega codesta piattaforma streaming e la letteratura…se non proprio il marchio? – “Amazon” nasce infatti come il primo sito online di vendita di libri.
“1984” è un caposaldo e un classico della letteratura mondiale, scritto da George Orwell nel 1948: è stata una vera e propria denuncia poetica contro ogni forma di dittatura, dal fascismo al nazismo allo stanlinismo, all’epoca una triste realtà collettiva. nello stesso 1984 – quarantaquattro anni più tardi – è stato di ispirazione per lo spot del Macintosh della Apple.
se in “LOL” c’è un fantastico personaggio – letteralmente è un vero e proprio super eroe – di nome “Posaman” a fare da supereroe icona di libertà, in “1984” il semi-eroe con le sue debolezze umane è Winston Smith, impiegato nel ministero dell’isolato stato totalitario di “Oceania“, governato dall’oscuro e ignoto “Grande Fratello” (non VIP e non condotto dall’Alessia Marcuzzi“) – altro che il misterioso “Fulvio Zilantra” di Massimo Bagnato in “LOL 5″.
in “1984” ogni tipo di emozione e sentimento viene proibito e censurato dalla psicopolizia come in “LOL – chi ride è fuori“, ogni tuo passo viene controllato e intercettato da maxi schermi guidati da “conduttori”, ogni volta che ti ribelli mostrando un’emozione naturale e sciolta dopo ore di sacrificio – un sorriso – vieni squalificato (dopo due volte).
La grandezza dell’esperimento sulla psiche
Ma quindi, che cos’hanno in comune ?
“LOL – chi ride è fuori” e “1984” sono due prodotti totalmente differenti in contenuto, un programma d’intrattenimento e un classico della letteratura contemporanea, ma entrambi ci fanno capire alla perfezione gli effetti di quando sperimenti una forma di regime e proibizione – in uno violenta e nell’altro non forzatamente violenta – sulla psiche umana, di come lo privi della sua unicità e del suo essere – in “LOL – chi ride è fuori”, più di un comico si è sentito fuori rispetto agli altri concorrenti e fuori nel provare il proprio modo di fare comicità – in un contesto di massa.
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