Il Circus della F1 sbarca in Texas

La F1 dopo una settimana di stop ritorna ad Austin, sul Circuito delle Americhe, che è sicuramente una delle tappe più affascinanti del mondiale e quest’anno sarà probabilmente lo snodo cruciale per la lotta al titolo piloti 2025. Inoltre questo weekend si compierà l’anniversario dell’ultima vittoria di Charles Leclerc e anche dell’ultima doppietta Ferrari, nonostante il 2025 non sia stato un ottimo anno per la Scuderia di Maranello. Sarà l‘ennesima delusione per i Tifosi della Rossa o potrebbe arrivare una vittoria? 

Analisi tecnica

Il circuito delle Americhe di Austin, in Texas, è un circuito motoristico statunitense che ospita il Gran Premio degli Stati Uniti d’America di F1 dal 2012 ed è sempre stato teatro di feroci battaglie e incredibili sorpassi nonostante sia un circuito molto tecnico. Il tracciato è lungo 5.513 metri in cui si alternano curvoni veloci, forti frenate e curve che raggiungono quasi i 90°, per un totale di 20 curve.

Il COTA (Circuit of the Americas) è veramente unico perché ad ogni giro i piloti si ritrovano ad affrontare continui cambi di dislivello. Un’esempio lo si trova lungo il rettilineo principale dove percorrono una salita con un dislivello di 22 metri partendo dalla partenza e arrivando alla prima curva a sinistra.

Oltre ai continui dislivelli, un’altra caratteristica del circuito statunitense è rappresentata dalle sconnessioni dell’asfalto (denominate bump). 

Questo fenomeno compromette altamente le vetture a basso suolo, infatti nel 2023 sia la Ferrari di Leclerc che la Mercedes di Hamilton sono state squalificate a causa dell’eccessiva usura del Plank. Tuttavia, l’anno scorso il circuito è stato nuovamente asfaltato quindi i piloti e le vetture dovrebbero soffrire meno di questo problema.

Da un punto vista meccanico, se il circuito di Austin non è severo per l’impianto frenante lo è per la Power Unit. Infatti per più della meta del giro l’acceleratore rimane completamente schiacciato.

Infine, per quanto rigurada il carico aereodinamico, il tracciato ne richiede uno di livello medio. Questo perchè è necessario trovare il giusto compromesso tra velocità, trazione e carico. La velocità è fondamentale per non perdere troppo tempo nei due lunghi rettilinei, utile sia per difendersi che per attaccare. Il carico è invece indispensabile per affrontare il primo settore, perché caratterizzato da una veloce sequenza di curve ad S attraverso le quali i piloti si costruiscono l’intero giro.

McLaren a rischio?

“Sta tutto negli occhi”, scrive la pagina ufficiale della F1. Ma cosa si cela davvero dietro quello sguardo? La rivalità tra i piloti McLaren o l‘inizio dello sgretolamento del team?

Nonostante la vittoria schiacciante del titolo costruttori 2025 da parte del team di Woking, che ha asfaltato gli altri top team e ha raggiunto il traguardo con 6 gare di anticipo, i papaya non possono stare tranquilli perché lo scenario che riguarda il titolo piloti potrebbe complicarsi a causa degli equilibri interni e diventare interessante per gli avversari. 

Dopo la pausa estiva il Gran Premio d’Olanda aveva dimostrato la superiorità della McLaren ma da quella data il 31 agosto 2025, il vantaggio degli arancioni è sembrato sempre di più assottigliarsi. L’interrogativo è relativo al fatto se sia stata la McLaren a perdere performance o se siano stati gli avversari (in particolare Red Bull e Mercedes) ad aver fatto un passo in avanti.

Secondo Andrea Stella ci sono due elementi che hanno impattato sulla performance nelle ultime tre tappe di campionato:

Lo avevamo visto a Montreal e ne abbiamo avuto la conferma a Baku e Marina Bay. Quando ci sono frenate importati, quando troviamo asfalto irregolare e cordoli, non siamo la macchina migliore. Da un punto di vista tecnico non è una sorpresa totale. Quando a fare la differenza sono frenate e trazione, soffriamo di più, e sulle pista dove bisogna utilizzare la configurazione a basso carico aerodinamico, sono fattori che si sommano.

Sky Sport F1

Nonostante queste dichiarazioni, è però evidente il passo in avanti che è stato fatto dal team Red Bull Racing grazie agli aggiornamenti che sono stati portati ultimamente: una nuova ala anteriore a Singapore e il nuovo fondo a Monza. 

In merito al team di Milton Keynes, però, c’è anche un altro aspetto che ha contribuito alla comprensione della monoposto.

Helmut Marko ha associato la figura di Laurent Mekies, nuovo team principal della Red Bull, ad un cambiamento che ha subito dimostrato dei risultati. 

Infatti gli ultimi sviluppi hanno permesso alla RB21 di prendere vita potendosi concedere un setup che permetta alla monoposto di viaggiare più bassa e guadagnarne quindi diversi vantaggi.

In questo scenario la trasferta di Austin diventa significativa anche per la McLaren perché sarà importante comprendere quali saranno i valori in campo che animeranno il finale di stagione. 

Oscar Piastri è attualmente il leader del mondiale, con un distacco comunque abbastanza significativo nei confronti del compagno di squadra Lando Norris. Ma dopo lo scontro che c’è stato tra i due durante il Gran Premio di Singapore non c’è da escludere che qualcosa all’interno del team possa cambiare. 

Ferrari: è possibile puntare alla prima vittoria stagionale?

I due piloti della Ferrari lotteranno per una vittoria, un posto sul podio o per il solito 6°/7° posto?
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Il 2024 aveva riacceso le speranze dei Tifosi dato che la Rossa era riuscita a giocarsi il mondiale costruttori all’ultima gara (e ciò non succedeva dal 2012) ma il bilancio della performance della SF-25 fino ad oggi purtroppo è negativo. Infatti senz’ombra di dubbio il Cavallino Rampante ha ancora molto per cui lavorare se vuole tornare a lottare per un mondiale dato che l’obiettivo si è ridotto a vincere almeno una gara per evitare di concludere la stagione con un digiuno. Un traguardo che sembra davvero difficile da raggiungere al momento, visti i numerosi piazzamenti fuori dal podio.

Adesso però la Ferrari deve guardare ad Austin, una tappa che ha spesso portato bene alla Scuderia. Proprio lo scorso anno, qui Charles Leclerc ha regalato al team e ai tifosi una straordinaria vittoria, davanti al compagno di squadra Carlos Sainz. Una doppietta che nessuno si aspettava dato che i favoriti erano Verstappen e Norris. Ma la Rossa aveva dimostrato di saper tornare a ruggire rifilando 20 secondi a questo duo.

Quest’anno le sensazioni sono tutt’altro che buone e lo dice lo stesso Leclerc dopo il GP Singapore: 

Abbiamo preso 15 secondi da Mercedes negli ultimi giri che non sono rappresentativi, ma ho dovuto gestire i freni per tutta la gara e non è il massimo. Tutti devono gestirli su una pista così, ma noi forse era esagerato. E’ stata una gara molto difficile, dal primo all’ultimo giro.

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Più ottimista invece il compagno di squadra Lewis Hamilton che commenta con un post sui social la stagione del suo nuovo team: 

Sono grato. Ho ricevuto tanto sostegno, specie dopo la perdita di Roscoe. In pista guardo agli aspetti positivi, mi concentro su come reagiamo. Sono convinto che ce la faremo

Account Instagram di Hamilton

Bisogna quindi affermare che c’è sempre luce in fondo al tunnel. Ad Austin la qualifica non è così impattante rispetto alle ultime piste in cui si è corso però se si vuole raggiungere l’obiettivo della vittoria è necessario fare un weekend perfetto.

Da Singapore buone notizie per la Ferrari che è decisamente più competitiva sul passo gara che nel giro secco. Anche se, contro ogni aspettativa, Charles Leclerc è persino riuscito ad ottenere una pole in Ungheria.

Infine, c’è da dire che Lewis Hamilton è il pilota più vincente della storia di Austin: per lui cinque vittorie, tre pole position e nove podi. Perciò, nonostante le numerose problematiche, bisogna ancora credere in Ferrari e nei suoi due piloti.

Immagine in evidenza: paddocknews24.com

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