Come le api, insetti così minuscoli, incapaci di parola ma con grandi capacità comunicative, possono insegnarci la vera cooperazione e collaborazione tra individui, prendendo come esempio cardine gli ultimi fatti di politica estera: le dimissioni di Sébastien Lecornu.
Lecornu e ” le condizoni impossibili”
L’oramai ex primo ministro Sébastien Lecornu ha rassegnato definitavamente le proprie dimissioni, dopo le 48 ore “bonus” concesse dal Presidente Macron per compiere l’impossibile: ideare un piano per salvaguardare la stabilità del Paese. Lecornu, il 6 ottobre evidenziò senza mezzi termini, durante il suo ultimo discorso, gli ostacoli che ha dovuto affrontare durante il suo breve mandato: “una mancanza di umiltà e certi ego”, come riportato dalla CNN, hanno ostacolato il processo; in un Parlamento in cui “ognuno si comporta come se avesse raggiunto la maggioranza (alle elezioni parlamentari)” dove “semplicemente non ci sono le condizioni per lavorare”. Pessima comunicazione, ego smisurati, impossibilità di scendere a compromessi, politici con complessi da primadonna: questa è la situazione frammentaria del Parlamento francese di queste ultime settimane. Qui entrano in scena le api: piccolissimi insetti con abilità comunicative e organizzative invidiabili, da cui noi umani avremmo solo da imparare.
L’alveare simile alla nostra società
L’alveare, come la nostra società, è un super organismo, formato da circa 50.000 api. L’ape, come dice l’apicoltore da tre generazioni, Massimiliano Fasoli, è una “cellula” che coesiste e coopera con le sue sorelle. Mi spiega così come ogni ape operaia rivesta un mestiere diverso a seconda della propria età: ci sono le api “ceraiole”, che sigillano le celle dell’alveare per creare un ambiente favorevole alla crescita delle larve; le api “spazzine”, che tengono pulito l’alveare; le api “nutrici”, che si occupano di nutrire le larve (e producono la pappa reale destinata alle future api regine); e poi le “cuoche”, le “ventilatrici”, le “bottinatrici” che instancabili ricercano nettare, polline e acqua per l’intero alveare, ed infine le “guardiane” che lo proteggono. Le api devolvono la propria vita al benessere e alla salvaguardia di quest’ultimo, pungono (ma poi muoiono) solo quando percepiscono una minaccia per la comunità, e cooperano per mantenere l’alveare in salute. Così come nella nostra società ognuno di noi è fondamentale ma sostituibile, così funziona similmente nell’alveare.
Come si comunica senza parlare? Danzando!
Le api hanno tre modalità di comunicazione: comunicano (inconsciamente) all’uomo il proprio stato d’animo, variando il battito delle proprie ali: sono molto silenzione e tranquille durante periodi di benessere, oppure, rumorose e in agitazione durante periodi di stress, come quando rimangono orfane, in assenza dell’ape regina, “piangono”. Comunicano con le colleghe bottinatrici, indicando le coordinate precise, attraverso “la danza dell’otto” in cui riferiscono direzione, distanza e quantità di fiori presenti in quell’area. Infine, s’impartiscono ordini e condividono continui feedback attraverso i feromoni: ormoni olfattivi fondamentali per la comunicazione tra le api, con le larve, ma anche con l’ape regina. Infatti, l’ape regina per esssere efficiente, deve saper organizzare e coordinare l’alveare, ma soprattutto deve accogliere le informazioni provenienti dalle api, dar priorità al benessere della comunità e adattarsi (un po’ come i politici, no?)

L’ape regina inefficiente viene sostituita
Macron, non ha molti ammiratori rimasti, da quando nel giugno 2024 decise di anticipare le elezioni nazionali, dopo la vittoria alle elezioni europee del partito di estrema destra, guidato da Le Pen. Sciolse il parlamento per crearne uno nuovo, constatando dopo il primo round che la fiducia dei propri connazionali si stava rivolgendo a destra. Si coalizzò con il partito socialista, ottenendo una vittoria di Pirro: gli elettori scoraggiati e stanchi di non essere presi in considerazione, organizzarono proteste e manifestazioni, segnando il declino del secondo mandato macroniano. Ogni leader, ogni ape regina ha il dovere di porre il benessere della propria comunità al primo posto, ma le api, il “popolo”, hanno il dovere di sostituirla se si rivela inefficiente e perciò inutile, ma macron non sembra incline ad anticipare le urne, almeno per oggi.
Nuovo premier entro fine giornata
Il Presidente francese, ha convocato per questo pomeriggio i leader all’Eliseo, escludendo quelli di Rassemblement National e di La France Insoumise, promettendo un nuovo primo ministro entro fine giornata, mentre la legge di bilancio 2026 deve essere presentata entro lunedì per essere adottata dal 31 dicembre.

Lezioni di vita volanti
In conclusione, i valori che possiamo traslare alla vita di tutti i giorni lasciandoci ispirare dalle api, sono sicuramente l’altruismo, la coesione, la cooperazione, ma soprattutto la capacità di mettere da parte l’ego e i nostri obiettivi personali per raggiungere insieme il fine ultimo: il benessere della nostra società.
Fonti:
https://tg24.sky.it/mondo/2025/10/10/francia-macron-crisi-governo-ultime-notizie
https://edition.cnn.com/2025/10/06/europe/france-prime-minister-sebastien-lecornu-resigns-intl
Preziosissimo aiuto dell’apicoltore Massimiliano Fasoli.
Immagine in evidenza da Nano Banana https://gemini.google/overview/image-generation/
