Storie di campioni: Mauro Icardi

Direi di partire da una frase del celebre scrittore argentino Jorge Luis Borges: “ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per strada, lì ricomincia la storia del calcio”.

E quasi un secolo più tardi, a circa 280 km da Buenos Aires (dove nacque lo scrittore), più precisamente nelle strade della zona nord di Rosario, un ragazzino alla sola età di 5 anni veniva iscritto da mamma Analia e papà Juan nel Club Infantil Sarratea.

Maurito ha qualcosa di speciale. Non solo in campo ma anche fuori. All’età di 9 anni, con tutta la famiglia è costretto a rifugiarsi nel vecchio continente per sfuggire alla grande crisi economica argentina di fine secolo. Qui continua a tirare calci al pallone, così come faceva a Rosario, e inizia a giocare per la squadra della città in cui la famiglia si è trasferita (il Vecindario, Canarie).

Da qui in poi, inizia a fare una cosa che nel calcio tende a contare, ovvero segna. Segna tanto. A vagonate. Tanto che gli addetti ai lavori iniziano a rifilargli il soprannome “el nino del partido” (l’uomo della partita).

Sono qualcosa come 350 reti nel giro di sei anni con il Vecindario. Circa 40 in due anni, nelle giovanili del Barcellona. Circa 120 (and count) tra Sampdoria e Inter nel giro di 7 anni.

I numeri non bastano per descrivere a pieno quel ragazzo. Perché, se a soli 22 anni, Roberto Mancini (allora allenatore dell’Inter) decide di dargli la fascia di capitano di una delle squadre più prestigiose in Italia e in Europa, vuol dire che non sei solo uno che butta un pallone in una rete, ma che hai anche una personalità e degli attributi grossi come le big ball dell’uomo da San Giovanni in Persiceto (aka Marco Belinelli).

Sarebbe stato facile scrivere qualcosa su quel “ragazzino” di Rosario qualche mese fa, quando segnava pure i punti della partita a scopa tra me e mia nonna. Ora, dopo tutto il polverone mediatico che si è alzato nelle ultime settimane, bisognerebbe lasciare da parte tutti quegli aspetti extra calcistici e pensare solamente a quello che accade in quel rettangolo di gioco 105×68.