Lucca Comics 2019 e i tre lungometraggi protagonisti

Ci sono alcuni giorni, durante l’anno, in cui noi appassionati di animazione, fumetti o videogiochi possiamo veramente sentirci liberi.

Liberi di vestirci, di comportarci e di condividere in tutto e per tutto i nostri più sfrenati interessi.
Si è da poco concluso il Lucca Comics&Games, occasione perfetta, per gli amanti del genere, per dar sfogo alla propria creatività.
A seguire, il resoconto di alcuni studenti IULM che hanno partecipato al festival.

Locandina dell’edizione 2019, realizzata da Barbara Bladi

Shinko e la magia millenaria: adattamento libero o letterale, conta davvero?

Alcuni giorni prima della fiera, la casa di produzione Yamato Video ha informato il pubblico della nuova edizione del lungometraggio di Sunao Katabuchi, Shinko e la magia millenaria (2009).
L’adattamento per questa nuova edizione è firmato Gualtierio Cannarsi, il quale è stato diverse volte coinvolto in numerose critiche per il suo stile legato eccessivamente alla fedeltà verso i testi giapponesi.

Shinko e la magia millenaria in anteprima al Lucca Comics&Games

La questione della fedeltà al testo originale esiste e viene approfondita anche nel campo dell’animazione giapponese. Quante volte ci è capitato di dover assistere a terribili adattamenti in tutti quegli anime trasmessi dalla Mediaset?
Come vi ho anche detto in radio (AnimeTime puntata “E’ quasi magia!“), sicuramente questo non solo è un argomento estremamente delicato ma anche difficile da affrontare, e certamente questa non è l’occasione per farlo. Eppure è incredibile come una situazione simile possa influenzare la presenza o meno degli spettatori in sala. In effetti, molti hanno preferito non fermarsi alla proiezione proprio a causa del nuovo adattamento.
Ma sarà una buona ragione, questa, per rinunciare alla visione di un film realizzato da un gran regista e da un famoso studio di produzione come la Madhouse?

Ciò che dobbiamo imparare a chiederci, è quanto la forma possa influenzare il contenuto e viceversa. Intendo dire semplicemente che ritengo che non ci sia risultato peggiore di questo, allontanare un pubblico che si sta espandendo a vista d’occhio.
Ci stiamo accorgendo o meno della quantità di persone che si sta avvicinando all’animazione giapponese? Basti guardare il numero di lungometraggi di cui sono stati acquistati i diritti solo quest’anno. Di certo non mi “schiererò” a favore o contro il nuovo lavoro di Cannarsi, ma penso che a volte si debba cercare di andare oltre la discussione e godersi ciò che di bello offre un festival come questo: la visione di Shinko e la magia millenaria su grande schermo a distanza di ben dieci anni.

Birthday Wonderland debutta a Lucca Comics&Games

Sicuramente il 2019 è un anno speciale proprio grazie all’acquisizione di numerosi titoli da parte di diverse case di distribuzione, tra cui Yamato Video e la Dynit. Questo ci fa comprendere come quella che si credeva essere una nicchia di appassionati, in realtà non fa che diffondersi e crescere.
In Italia, ormai non emergono più solo i grandi registi come Shinkai o Hosoda, ma anche nomi nuovi come Keichi Hara, al suo debutto a Lucca con il lungometraggio Birthday Wonderland (di cui abbiamo in breve discusso anche in radio, puntata “Il meraviglioso 2019“).

La protagonista di Birthday Wonderland e il logo Dynit

Hara è già conosciuto per due lungometraggi: Colorful (2010) e Miss Hokusai (2015), quest’ultimo realizzato con I.G. Production.
Birthday Wonderland si discosta dai due fondamentalmente per la realizzazione del character design, a cura dell’illustratore Ilya Kushinov, (il quale è nuovamente al lavoro per il tanto atteso quanto criticato Ghost in The Shell San 2045)
Il film è tratto dal romanzo di Sachiko Kashiwaba, The misterious Town Behind the Fog, che avrebbe ispirato anche Hayao Miyazaki per il meraviglioso La città incantata.

Michele Marinelli, studente IULM, avendo assistito alla proiezione, ha affermato di aver riscontrato similitudini con un’altro capolavoro di Miyazaki, Il castello errante di Howl specialmente nel passaggio tra i vari mondi e le varie ambientazioni.

I figli del mare: dal particolare al generale

Inaspettato il successo de I figli del mare, lungometraggio di Ayumu Watanabe, tratto dall’omonimo manga di Daisuke Igarashi (2005-2011), accompagnato dalle musiche del maestro Joe Hisaishi.

La locandina che sponsorizza I figli del mare, al cinema il 2,3 e 4 Dicembre.

Tra i fortunati spettatori dell’anteprima si trovava il collega Andrea Balena, che parla del film con grande entusiasmo.

Sicuramente mira a mostrare uno dei grandi temi storici che è quello della limitatezza delle condizioni umane rispetto alla Terra o all’intero universo. Attraverso la storia della protagonista (Ruka) e dei diversi personaggi che incontra, lentamente il punto focale della narrazione non riguarda più unicamente la sua storia, ma quella dell’umanità. Il mare diviene elemento misterioso e da scoprire, rapportandosi al cielo ma alla stessa vita dell’uomo che in confronto ai grandi mistero del mondo appare insignificante.
L’uomo è solo una frazione dell’universo ma anche solo del mondo animale. Il mare dal punto di vista letterario è sempre stato visto coma una frontiera incompresa rispetto allo spazio. C’è una sorta di comparazione tra cielo e mare che sono uno lo specchio dell’altro.

Andrea ha inoltre insistito sull’eccezionale connubio tra animazione in 2D e in CGI. Sappiamo come sia difficile, ancora oggi, farle combaciare per ottenere una forma armoniosa.
Non voglio dirvi altro, così sarete costretti ad andare al cinema il 2,3 e 4 Dicembre per rifarvi occhi e orecchie!

Grandi ospiti, come sempre, al Lucca Comics&Games: il grandissimo Hirohiko Araki, Andrzej Sapkowski.
Imperdibili i concerti di Cristina d’Avena e Giorgio Vanni.

Insomma, anche quest’anno il Lucca Comics&Games ci ha lasciato tanti bei ricordi, anche a chi come me, non vi ha preso parte. Solo l’idea che centinaia di persone fossero lì a riconoscere l’uno il cosplay dell’altro, o semplicemente a condividere e conoscere meglio questo nostro mondo colorato, non può che riempirci il cuore di gioia.

Ah vero, quasi dimenticavo, ma lo sapevate che… Dynit ha comprato i diritti per il primo lungometraggio dello Studio Trigger? Si è così, mi riferisco proprio a Promare!
See you space cowboy…