Una pentola in ebollizione. Giannino racconta l’Italia e il giornalismo

Oscar Giannino è ospite del primo degli appuntamenti di “Radio IULM incontra“.

Il giornalista di Radio24, intervistato dai conduttori di Zizzania, ha espresso la sua visione con estrema trasparenza: l’Italia è una pentola in ebollizione che sta per far saltare la valvola di compensazione. È un paese smarrito, senza più punti di riferimento, in cui l’informazione è un mestolo che gira in quest’acqua che ribolle.

Oscar Giannino con i conduttori di Zizzania (foto di Gaia Giardina)

Saper rischiare

“Più mi attengo alla separazione tra ciò che è e ciò che pretende di essere, più tento di svolgere meglio il mio mestiere.”

Il giornalista è, innanzitutto, a servizio delle persone. Giannino lo ripete più volte, ricordando che il compito del giornalismo economico-finanziario è quello di fornire degli strumenti per comprendere meglio il mercato. Il fare informazione assume lo scopo di “combattere l’asimmetria informativa”.

Ciò che importa non sono i discorsi dei politici, quelli alla gente non interessano. Alla mano bisogna avere fatti e numeri, orientandosi verso un’informazione che sia capace di rischiare. Non si pente dell’articolo che gli è costato un pignoramento da 144 mila euro. Tuttavia, proprio per questo, ritiene necessari degli schemi collettivi di tutela della libertà. “Ognuno ha il diritto di sbagliare e ciò non può costare”.

Il futuro del giornalismo

Parlando dell’evoluzione del giornalismo, Giannino rievoca gli anni in cui nulla era a tempo reale e per produrre una notizia si spendevano molte risorse. Oggi i costi sono pari a zero. Come sarà il modello d’impresa editoriale del futuro? Il giornalista descrive un flusso di notizie informatizzato, che non necessita più della mediazione umana.

La chiave della trasformazione del modo di concepire cos’è una notizia ha un solo nome: profilazione. Sono proprio i dati degli utenti ad essere portatori di valore più di qualunque altra cosa nella società odierna. Il confronto con coloro che possiedono queste informazioni, i “giganti dalla profilazione”, è attuabile solamente se alla base di tutto c’è la libertà.

Uno sguardo alla situazione italiana

Oscar Giannino (foto di Gaia Giardina)

“Ci sono delle cose di fondo che hanno cambiato l’idea di comunità: le trasformazioni tecnologiche degli stili di consumo e di espressione, di autopercezione di sé e della relazione”. La società cambia, ma c’è chi guarda a questo fatto come da un acquario, con un vetro che lo separa dal resto del mondo: i gruppi dirigenti. Gli editori vedono la transizione al digitale con sospetto e si sono dimostrati incapaci di starci al passo.

Quelli in cui viviamo sono anni difficili, ma rappresentano al contempo un’occasione per rendersi conto di ciò che sta accadendo e pensare come si potrebbe agire. L’Italia è un paese dalle grandi potenzialità, nel 2017 ha infatti effettuato il record dell’export. Ha i clienti, i prodotti e il capitale per crescere. La volontà degli italiani deve però mettersi in opposizione alla logica della bassa produttività, che oggi gode di grande popolarità.

In tempi in cui il problema principale pare l’immigrazione, Giannino mette in guardia nei confronti di un fenomeno molto più preoccupante, ovvero l’emigrazione. La curva demografica è piatta, rappresenta una tendenza che cancella qualsiasi futuro possibile. Questi dati non possono e non devono essere ignorati.

In questo ribollente panorama che è la realtà italiana, i giovani paiono altrove. Freddi, indifferenti, irraggiungibili. Il giornalista caldeggia un rifiuto della resa e della rassegnazione. La rabbia può essere esternata in tante modalità senza dover ricorrere alla violenza, ma deve farsi sentire.

Oscar Giannino intervistato da Zizzania per “Radio IULM incontra”

Imparando da Oscar

Oscar Giannino è l’esempio di un’umanità che ancora si interroga, mette in discussione se stessa e ciò che la circonda. Oggi abbiamo bisogno di queste personalità. Più che risposte ritenute perfette e inattaccabili, sono le domande giuste che mettono in moto e possono essere portatrici di trasformazioni.