Io che ho servito la mediocrità, Giorgia Piccirilli. Parte 3/3

Al primo piano vive Cristina, italiana, cinquantenne single e in carriera che si occupa di profumi. È un naso. Un naso piuttosto famoso e ricercato.

Cristina ha studiato a Parigi, in una famosa accademia, ha vissuto lì per un po’ e lavorato con i brand di lusso più famosi. Intorno ai quarantacinque anni si è trasferita qui. È una freelance, collabora con i vari brand per creare nuovi profumi. Solo brand extra lusso, ovviamente. È un disastro nelle relazioni, i genitori sono orgogliosi di lei, ha poche amiche perché pensa che tutte la invidino quando in realtà è lei che si vuole sempre sentire al centro dell’attenzione. Passa il sabato sera sul divano a guardare vecchi film in bianco e nero e a mangiare caramelle. Il resto della settimana segue una dieta ferrea, va dall’estetista almeno quattro volte al mese e ha il bagno più meraviglioso che abbia mai visto. Centinaia di profumi, creme e trucchi.

Ben vive al terzo piano con la moglie e il figlio (entrambi non degni di nota). Ha un matrimonio felice, un figlio che adora alla follia e una cerchia di amici alquanto interessante. Ben fa il regista, ha diretto svariati film, di cui più della metà veri e propri capolavori premiati dalla critica e vincitori ai vari festival. Sta lavorando a una nuova serie televisiva che dovrebbe uscire a breve. Ho trovato il copione e sono rimasta piacevolmente colpita. Ben è un feticista per i capelli delle donne.

Mary Katerina è una paleontologa. Viaggia per il mondo alla ricerca di fossili. La sua specialità sono i dinosauri. Ha ricevuto un qualche riconoscimento per aver scoperto una specie di dinosauro sino ad allora sconosciuta. Il suo appartamento sembra un museo misto a una biblioteca. Enciclopedie ovunque, modellini di dinosauri, foto dei vari viaggi e premi culturali in bella vista. Credo sia omosessuale, ma non ne sono del tutto certa.

Di fronte a Mary Katerina vive Grace. Alta, snella, bionda e con problemi alimentari. Prima ballerina del Royal Ballet a soli diciannove anni, si è presa un periodo di pausa per un lieve infortunio. La casa è spoglia, il frigorifero sempre vuoto e ovunque sono sparse punte di gesso. Credo proprio che la dirimpettaia paleontologa abbia un debole per lei. Ma Grace è solo ed esclusivamente dedita alla danza. Esce a correre ogni mattina per circa tre ore, mangia, poi vomita e torna a correre nella campagna circostante. Che dedizione.

Ci sono poi: uno scrittore di libri horror in pensione che vive rintanato con il suo fedele ma ineducato setter inglese che lascia sempre qualche regalino nel giardino; un ex galeotto che parecchi anni fa è riuscito a fare un colpo in banca ma è poi stato preso la notte stessa perché così ubriaco in un bar ed euforico da vantarsi dell’impresa con degli sconosciuti che hanno subito avvisato la polizia; la nipote di un’ereditiera che ama comprare e restaurare ville abbandonate; un hacker dal passato turbolento che usa la sua dote innata non solo per guadagnare soldi a palate ma anche per rivelare informazioni tenute nascoste ai cittadini e una medium che collabora frequentemente con la polizia irlandese nei casi di sparizione.

Conosco ognuno di loro come conosco i personaggi delle mie serie e film preferiti. Loro non sanno nulla di me. Ma non importa. Non sono speciale come loro.

Ogni giorno ritaglio un po’ di tempo dal mio lavoro per entrare furtivamente in uno degli appartamenti e immedesimarmi in uno dei proprietari per qualche ora. Vivo la loro straordinaria vita, mi muovo come loro, parlo come loro, mangio il loro cibo, indosso i loro vestiti e leggo i loro libri. Poi torno alla mia vita mediocre consapevole che il giorno successivo potrò, anche solo per poco, vivere una nuova esperienza.

Quello che mi manca però è poter dialogare con loro. Più che dialogare, mi manca poter fare delle domande, sapere sempre di più. Vorrei poter chiedere alla ballerina come ci si sente a esibirsi davanti a milioni di persone, cosa prova la sera prima di uno spettacolo e se ha qualche rito scaramantico. Desidererei sapere dalla medium se ha mai visto un corpo morto, come reagiscono i genitori dei bambini scomparsi quando si riabbracciano. Vorrei domandare allo scrittore se riesce a spaventare se stesso quando scrive i racconti.

Pochi giorni fa ho visto un film, l’ho trovato nella casa del regista. Una ragazza viene rapita e tenuta legata per mesi al letto di in una palazzina abbandonata. Il suo sequestratore è un uomo che ha conosciuto qualche giorno prima in un parco. Hanno scambiato qualche chiacchiera, lui è rimasto talmente affascinato da quelle poche parole che le ha subito chiesto di uscire, lei ha rifiutato in quanto già impegnata. Lui non si è arreso, l’ha seguita di nascosto e l’ha rapita quando ne ha avuto l’occasione. Ogni giorno lui torna a casa dal lavoro e la costringe a passare del tempo insieme, chiacchierando, cucinando e guardando la televisione.

Stamattina ho comprato un nuovo quadernetto. Un quadernetto un po’ diverso dagli altri. Scriverò qui il mio piano minuzioso per poter conoscere meglio uno dei condomini. Potrei convincere uno di loro a venire nella mia dépendance con una qualche scusa per poi rinchiuderlo in taverna, legarlo da qualche parte e passare il mio tempo libero a fargli tutte le domande che mi tormentano, a conoscerlo profondamente. Potrei iniziare con la paleontologa e una volta saputo tutto quello che desidero sapere potrei disfarmene e trovare una nuova persona straordinaria da rinchiudere. Magari potrei fare un giro nel paese vicino…

«Cara tata Maria, ora ti capisco. Eccome se ti capisco. Per la primissima volta mi sono relazionata, anche se a modo mio, a delle persone in carne e ossa. Non si tratta più di quei personaggi perfetti ritratti nei film o nelle serie tv. Questi inquilini hanno delle spine, è vero. Hanno un carattere il più delle volte manchevole come non mi sarei mai aspettata. Sono complicati, sono guasti. Ma sono proprio quelle spine che li rendono così straordinari. La ballerina è ossessionata dalla forma fisica, arde di invidia quando si trova di fronte a qualcuna più brava di lei. È meticolosa, non molla mai, non si lascia abbattere. Queste spine l’hanno portata al successo.

Cristina, il naso, è una perfezionista, si irrita facilmente, desidera che tutto intorno a lei sia ben equilibrato. È attenta ai dettagli, non si accontenta di un lavoro fatto mediocremente. Queste spine l’hanno portata a essere migliore degli altri, perché si impegna di più, è più concentrata, non lascia nulla al caso.

Il vecchio autore ha sempre avuto pochi amici, non ama uscire molto, si è creato un modo proprio per scappare dalla monotonia di tutti i giorni, si è creato dei personaggi proprio quando le persone intorno lo annoiavano. Ha così creato storie che intrattengono milioni e milioni di persone.

Cara tata Maria, è vero. È proprio vero. Io non ho spine, non ho quelle caratteristiche snervanti, odiose, a tratti insopportabili che hanno gli straordinari. Non ho strane abitudini, nulla mi irrita, mi innervosisce, mi smuove. Nulla mi appassiona a tal punto di diventare la stramba ossessionata dai fossili di dinosauro o il ragazzo che passa le giornate di fronte a uno schermo.

L’unica cosa che davvero mi affascina sono le vite altrui. Ma forse è solo noia. Non so, non credo sia una qualche qualità, un talento, una bizzarria interessante, ecco. Credo solo sia un passatempo come un altro. E forse non sarò neanche in grado di coltivarlo per bene, di portare a termine la mia missione di rapire qualcuno.

O forse sono semplicemente pazza. Ma può la follia essere considerata una qualche stranezza che cela un talento? E quale sarebbe poi questo mio talento?

Tata Maria, io non ho spine.

Tata Maria, io non sono una rosa.»