Cronisti in Comune: due parole sulla Milano del futuro

Milano, città da bere, da vivere, città delle possibilità. Venerata da chi non ci vive e amata da chi quotidianamente la abita.

A discapito del caos, dell’inquinamento e di quella naturale inclinazione al fatturato, è da sempre uno dei fiori all’occhiello del Paese. Mercoledì 3 aprile si è tenuto nella sala Alessi a Palazzo Marino l’evento “Cronisti in Comune”.

Nel pomeriggio quattro figure di spicco del calibro di Paolo Cognetti (scrittore e vincitore del premio Strega), Carlo Cracco (chef pluristellato), Claudio Trotta (fondatore di Barley Arts) ed Enrico Bertolino (comico e conduttore televisivo) hanno raccontato la loro relazione con la città meneghina, rivolgendo infine alcuni suggerimenti al sindaco Beppe Sala.

I 4 “Consigli al sindaco”

Paolo Cognetti si è sempre sentito diviso tra due mondi: la montagna, che rappresenta la libertà, e la città, un luogo la cui ricchezza è l’incontro tra le diverse culture. La sua speranza per Milano è un più efficace scambio tra le culture e sulla riconsiderazione della periferia – il suo interesse è per il progetto #Bovisa2030 – che a suo avviso rappresenta una via di mezzo tra la libertà della montagna e la possibile prigionia della città.

Carlo Cracco, che da Milano è stato adottato, ha trovato qui l’opportunità di diventare quello che è oggi. È proprio in questa città che ha avuto alla possibilità di incontrare grandi personalità del settore culinario come Gualtiero Marchesi. Il suo pensiero si rivolge all’inquinamento, un problema che da anni attanaglia la città e che, nonostante alcune iniziative, non ha mai trovato soluzioni efficaci. Il suo “consiglio al Sindaco” si aggancia al pensiero di Cognetti: investire sul futuro di quei luoghi che ruotano intorno alla città di Milano.

L’intervento di Claudio Trotta è stato il più pratico, con critiche mirate e soluzioni decise, al fine di “rendere Milano una città più felice”. La sua proposta è di ridurre le emissioni di gas inquinanti. Un esempio è il progetto “Oslo 2020”, dove l’utilizzo delle automobili è stato vietato all’interno della città. Suggerisce inoltre di realizzare strutture dedicate alle arti, agli hobby e alla ricerca, dove i giovani possano alimentare le loro passioni.

Enrico Bertolino ha chiuso la tavola rotonda, prendendo come spunto di riflessione le idee di Trotta, definendole quasi utopiche. Citando il comico, “Milano è una città così inclusiva al punto d’essere diventata esclusiva”.

Tirando le somme

Al termine dell’evento, la domanda che ci siamo posti è la seguente: quante di queste idee sono realizzabili e quante rimarranno nel cassetto delle buone intenzioni? Il nostro augurio è che questo incontro possa essere stato un punto di partenza per rendere Milano un luogo in cui culture diverse si influenzano reciprocamente. Che possa essere un posto dove i sogni di ognuno non devono far altro che avverarsi, restando sempre un modello virtuoso e inimitabile.

A cura di: Beatrice Pertile e Salvo Cafà