Book Pride 2019: ogni desiderio è degno di essere vissuto

Il 17 marzo si è conclusa la quinta edizione di Book Pride. La fiera dell’editoria indipendente ha riempito la Fabbrica del Vapore di Milano con più di 150 marchi editoriali e circa 250 incontri.

La vitalità del mondo indipendente

L’editoriale di Ferretti e Palombi, membri del consiglio direttivo dell’Odei, ricorda ciò che è alla base dell’essere indipendenti: la parola “differenza“. Questo tema si riconduce alla dichiarazione universale dell’Unesco sulla diversità culturale del 2001.

Essere indipendenti significa opporsi all’omologazione e avere un rapporto diretto con i lettori. I due scrivono infatti che “chi legge indipendente spesso si innamora delle case editrici quanto dei loro autori”. Book Pride ne è stata la prova vivente.

Camminando per la fiera si assiste a continui scambi di battute tra chi sta dalle due parti dello stand. Il grigiume degli interni si anima attraverso l’incontro e la parola. A rappresentare i marchi editoriali non sono i primi venuti, ma traduttori, editor, redattori e tante altre personalità che hanno curato in prima persona i progetti proposti, sempre disponibili a raccontare del loro lavoro. Sono proprio queste persone ad aver reso l’evento significativo, portando la propria esperienza come testimonianza di passione per la cultura e della possibilità concreta di rispondere al mercato con progetti originali.

Ogni desiderio

Il tema di quest’anno è stato “Ogni desiderio“.

Il termine desiderio deriva dal latino de-sidera, letteralmente “dalle stelle” o “mancanza di stelle”. L’azione indicata è quella di guardare al cielo perché ci si accorge che si ha un vuoto dentro, è una fame che ci mette mette in moto. Ciò che fa camminare l’uomo è dunque strettamente correlato a un sentimento di deficienza, una mancanza che è assolutamente terrena. “Desiderare vuol dire correre il rischio di un legame” scrive Giorgio Vasta, direttore della fiera.

Non va dimenticata la parola “ogni” contenuta nel tema. Sta a indicare che il desiderio non è univoco, ma necessariamente espressione di una molteplicità, talvolta conflittuale. Allo stesso modo gli editori hanno portato in fiera ciascuno il proprio desiderio, unico, distinto da quello degli altri eppure con essi in rapporto.

Negli incontri sono stati presentati dei maestri del desiderio, da Capote ad Antigone. Il tema è risuonato attraverso le voci protagoniste dei prodotti editoriali, ricadendo anche nelle domande che stanno interpellando la contemporaneità.

Desiderare è pericoloso, e l’editoria indipendente a Book Pride si è riconosciuta in questo rischio, puntando lo sguardo al cielo, ma con i piedi saldamente ancorati a terra.