Pluralisti feroci. Ascolta Lottieri, Formigoni e Zanchini, ospiti a Zizzania

Con esempi di estrema semplicità e per questo illuminanti, un filosofo americano ci invita a riconsiderare la virtù di lasciare in pace gli altri. Il pluralismo è non a caso il sale delle democrazie, che prosperano se capaci di garantirlo al proprio interno e nelle relazioni internazionali. Per le ordinarie vite che viviamo, cento e più anni di storia ci suggeriscono invece che è la radio un medium nato per essere abitato al plurale: coltivando l’arte della conversazione nonostante tutto, per farne uno stile di vita prima che un mestiere.

E sono queste le suggestioni che un filosofo, uno storico ed un giornalista hanno regalato al pubblico di Zizzania, in una atipico episodio pensato per il World Speech Day.

Perchè nelle ore in cui in tutte le parti del mondo – ed in ogni lingua possibile – si festeggia il valore della parola, il talk show più irriverente di Radio IULM ha fatto la sua scelta, raccontando il potere del pluralismo (giù il podcast da ascoltare). Parola declinata al plurale, insomma, in una conversazione con il prof. Carlo Lottieri, filosofo e docente delle Università di Lugano e Verona; il prof. Guido Formigoni, storico e docente dell’Università IULM; il prof. Giorgio Zanchini, giornalista, docente e voce di Radio Anch’io (Rai Radio1).

Con loro, gli speaker, hanno indagato la forza del dialogo attraverso le domande del caso ed anche tre proposte di lettura. Tutto da scoprire, come ogni venerdì, ascoltando Zizzania.

Zizzania – Puntata del 15 marzo 2019

[Di seguito un estratto testuale delle interviste a Lottieri, Formigoni e Zanchini. L’intera puntata di Zizzania è disponibile cliccando sul player sopra]

Lottieri, il suo think tank ha tradotto e pubblicato un libro bellissimo, Lasciare in pace gli altri. Lo regalerebbe ai suoi colleghi filosofi? Magari per loro è meglio la Repubblica di Platone, dove sono loro a governare…

Un filosofo deve essere portato a confrontarsi anche con idee molto lontane dal proprio pensiero. Ho un’esperienza simpatica a riguardo che mi riporta a quando discussi la mia tesi di laurea. Anche se giovane, ero già su posizione libertarie e ne discutevo con un professore presente in commissione, di formazione marxista, che si dimostrò un po’ indispettito.  Anni dopo, trovai una sua prefazione o postfazione ad un libretto di Spooner che mi colpì molto. In un ventennio era arrivato a dire che riflettere sulla politica, ignorando la tradizione liberale, sarebbe un po’ come occuparsi di teologia facendo finta che Hume non abbia mai scritto niente sul tema. Ecco, è come la dimostrazione che il filosofo è tale perché predisposto allo spirito critico.

Prof. Formigoni, ci dicono che questo governo sia particolarmente litigioso. Sarà. Ma l’esecutivo di un paese è un bene che assicuri pluralismo, al suo interno, o ha un altro compito?

L’esecutivo dovrebbe rappresentare una maggioranza in una democrazia rappresentativa. C’è stato un periodo in Italia in cui si è quasi sognato una specie di normalizzazione bi-partitica dello scenario politico, perché qualcuno sosteneva che quella era la normalità delle democrazie. In realtà vedo difficile sostenere questa cosa, ogni democrazia va un po’ a se.

Non credo che si possa fare un caso in assoluto. Certamente l’esecutivo ha il compito di trovare anche le forme per rappresentare il Paese ed è per non demonizzare l’opposizione che, spesso, si cercano delle convergenze.

Zanchini, il suo La radio nella rete è uno straordinario inno al pluralismo, vissuto in un medium di cui questo valore è uno specifico fortissimo. E’ da questa esigenza che nasce questo libro?

Volevo fare un po’ il punto su quello che faccio da tanti anni. il conduttore radiofonico, cercando di riflettere sul mio lavoro e, più in generale, sulla direzione che i media hanno preso al tempo della rivoluzione digitale. Un secondo motivo invece, è stato il desiderio di fornire un possibile strumento di lavoro, con gli attrezzi del mestiere. Cioè provare a spiegare a chi ama la radio che cosa sta accadendo al
medium radiofonico e quali siano le caratteristiche e i trucchi di questo mestiere. Perché c’è una ragione se la radio ha resistito cento e più anni, trasformandosi e diventando più forte che mai. Va detto. E le ragioni di ciò vanno condivise con chi è animato dalla mia stessa passione.