Questo divorzio non s’ha da fare. La Brexit vista da Francesco Fanucchi

E se Theresa May mollasse tutti proprio adesso, concedendosi una vacanza di Natale più che meritata dopo due anni di estenuanti trattative per Brexit?

E’ ciò che di paradossale, nella già paradossale definizione dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea ha pensato Francesco Fanucchi.

La consueta copertina di Zizzania (giù il podcast da ascoltare), nella puntata Fosse almeno british humor, con ospite il prof. Tim Parks, sfocia infatti nella fantasia. Ed a chiudere il dibattito in studio, tra i conduttori e lo scrittore inglese, è la grottesca prospettiva di un volo che porti May dritta dritta a casa di un omologo. Per far capire che, questo divorzio, non s’ha da fare.

Zizzania, puntata del 14 dicembre – La copertina satirica di Francesco Fanucchi

Tutte le puntate di Zizzania sono disponibili QUI

Theresa May ha superato la mozione di sfiducia alla Camera dei comuni il 12 dicembre 2018, ottenendo il voto favorevole dei Tories per il proseguo della trattativa Brexit. Il tentativo di ribaltare il governo May era stato architettato da 48 deputati contrari all’accordo e sostenuto in ordine: da metà della popolazione inglese, dalla Scozia, dall’Irlanda del Nord del Sud, dell’Est e dell’Ovest, dall’Australia, dal Canada e dal resto del Commonwealth, dai pescatori della Cornovaglia e dai vecchi operai di Manchester e pure da Salvini, che non c’entra un cazzo ma ormai mette bocca su tutto, quindi ci mettiamo anche lui.

Ma, nonostante il forte seguito anti-brexit e anti-accordo con l’Europa, e nonostante la sentenza della Corte di Giustizia Europea per cui “Il Regno Unito è libero di revocare unilateralmente l’intensione di ritirarsi dall’Unione europea”, Teresina non si è arresa: “sto divorzio s’ha da fare”. Frase di manzoniana memoria, quasi.
La determinazione del Primo Ministro britannico si è rivelata efficace ottenendo la maggioranza di 200 voti favorevoli contro i 117 contrari.

Gli umori nel Regno Unito però non sono favorevoli al Primo Ministro. Così per placare il dissenso della sua parte politica e rassicurare l’attuale maggioranza, la May ha annunciato che non guiderà il partito alle prossime elezioni, che non convocherà elezioni anticipate, e che per penitenza passerà le vacanze natalizie alla Casa Bianca insieme a quel Gentleman di Donald Trump. Trump appena lo ha saputo, ha twittato: “Theresa May è una grande amica ed è benvenuta a Washington D.C. Ho già pronto un fantastico divano letto per lei e suo marito, sempre se ne ha ancora uno”.

Superata la prova interna, ora Theresa dovrà vedersela con i 27 Paesi europei e spiegare loro quali sono le sue richieste per far passare l’accordo a Westminister. Gli europei hanno affermato che, prima che la May possa parlare, dovrà affrontare alcune semplicissime prove, la più semplice delle quali dovrebbe consistere nel camminare sui carboni ardenti cantando senza stonature tutti gli inni nazionali degli stati dell’Unione. Se dovesse riuscirci il Presidente della Commissione Jean Claude Junker ha promesso alla May un premio: un biglietto aereo per le vacanze di Natale. Destinazione? Washington D.C.