L’Hip Hop, un amore a prima vista: Iulmatic incontra Paola Zukar

Ci sono molti personaggi che ruotano intorno alla sfera del rap italiano e spesso solo gli appassionati di hip hop li conoscono. Sono personalità schive che con difficoltà si fanno ritrarre davanti una telecamera.

Ma se conosci Fabri Fibra, Marracash e Clementino – se non sai chi sono significa che non ascolti la musica oppure che non sei italiano – conosci per forza una ragazza classe ’68 di Genova: Paola Zukar.

Una ragazza di cinquant’anni che ha lavorato e lavora per trasmettere i valori di una cultura lontana da noi 5000 km, con la stessa passione di un adolescente pazzo della nostra amata doppia H, l’Hip Hop.

Paola Zukar, foto di Alice Peroni e Gaia Giardina

Paola, ha iniziato come redattrice e spalla destra di ClaudioSidBrignole nella rivista dedicata al rap Aelle – fondata nel 1991 e chiusa dieci anni dopo nel 2001.

Nel 2006 decide di fondare la prima agenzia di management dedicata esclusivamente ad artisti rap, la BigPictureManagement, e da lì in poi il rap in Italia non è stato più lo stesso: nel 2006 Fabri Fibra esce con Tradimento, due anni dopo Marracash distrugge il mercato con il suo primo disco omonimo e Clementino, per due volte, fa sbarcare il rap a Sanremo.


Ed è proprio Sanremo uno degli argomenti trattati con l’autrice di “Rap, una storia italiana” – libro uscito nel 2017 per Baldini&Castoldi – nel nostro talk show rappuso chiamato Iulmatic. Una nuova stagione radiofonica che inizia con il botto con le parole della regina del rap italiano.

Un’edizione del Festival che non ha deluso sotto il punto di vista della visibilità e delle polemiche, con la larga presenza di personaggi hip hop che vanno al di fuori dell’immaginario di Sanremo e che quindi fanno discutere, sostiene Paola.

Al di là di Sanremo, il rap fa parlare. Ma, secondo me, Sanremo non ha ancora il bacino giusto per proporre il rap. Tant’è vero che ha generato tantissime controversie che non ci sarebbero dovute essere. In televisione il rap fa fatica ad entrare.

Una vita dedicata a questa meravigliosa cultura, che le ha permesso di intervistare rapper del calibro di Tupac Shakur, ucciso in una sparatoria nel 1996:

Intervistai Tupac a Milano, nell’ambito di un evento di Versace nel quale era invitato, ma furono i contatti che stringemmo in America ad aiutarci nell’intervista. Avevamo stretto dei rapporti di amicizia con una rivista, Vibe, ma lì trovammo tanta gente che ci aprì le porte: da Jay Z a Fat Joe

Molti aneddoti, tra cui alcuni sulla fondazione di Aelle, che permise la diffusione di una sottocultura che in Italia era ancora sconosciuta. Potrete ascoltarli cliccando sull’immagine e selezionando l’ultima puntata.

Non perdetevi niente. Iulmatic ogni venerdì dalle 19.00 alle 20.00