“Il Videogioco”, un universo da scoprire. Ascolta l’intervista a Lorenzo Mosna, autore del saggio

Già da tempo ha rotto i confini del joystick, per riversarsi dentro gli schermi dei cellulari o sull’asfalto delle piazze. Sempre più “reality” che “virtual”, del videogioco è certamente corretto dire che sia pervasivo.Perché, saltando una dopo l’altra su tutte le onde dell’innovazione tecnologia, quello videoludico sembra uno dei pochissimi media di cui non è in discussione la sopravvivenza. Prova ne sia che, pur cambiando continuamente forma, nel 2017 ha superato il fatturato della faraonica industria del cinema.

Il videogioco cresce e cambia forma, insomma, anche per chi i media li studia. E, praticamente da anni, accende la console per osservare almeno quanto che per divertirsi. Da qui nasce allora Il Videogioco: storia, forme, linguaggi, generi (clicca QUI per saperne di più), il saggio che ha segnato l’esordio in libreria per il dott. Lorenzo Mosna. Critico videoludico, da esperto della comunicazione collabora con l’Università IULM dal 2010. A marzo di quest’anno arriva il suo primo saggio,  “per conoscere il nuovo medium che ha conquistato il mondo”. Preceduto da una prefazione di Gianni Canova, il libro è edito da Audino. E Lorenzo Mosna lo ha raccontato in esclusiva, agli ascoltatori di Radio IULM, in questa intervista (giù il podcast da ascoltare).

Intervista a Lorenzo Mosna, autore de “Il Videogioco” (Audino editore, 2018)

[Di seguito un’estratto parziale. L’intervista completa, a cura di Michele Cappello, è disponibile al podcast sopra]

Lorenzo Mosna collabora con Università IULM dal 2010

Lorenzo, da dove nasce il tuo saggio d’esordio?
Il libro nasce circa un anno e mezzo fa grazie all’interesse dell’editore nel medium del videogioco, che mi ha permesso di realizzare un progetto che già da tempo avevo in mente, vista anche la carenza di testi importanti in particolare sulla storia di questo argomento.

Qual è l’elemento chiave dell’attuale scenario videoludico?
Ciò che fa la differenza è la capacità di trattare argomenti che un tempo venivano considerati appannaggio di altri media, perciò la componente narrativa ed espressiva è la componente più importante a mio avviso. I videogiochi hanno spesso qualcosa da dire anche quando non sono prettamente narrativi

Dove sta andando l’industria del videogioco?
Dal punto di vista dell’hardware, in un futuro a lungo termine, siamo diretti verso una situazione a quella del cinema su Netflix, ossia ci sarà un servizio di distribuzione digitale che fornisce giochi nuovi previo abbonamento mensile. Inoltre, con l’avvento del Cloud Gaming, potremmo assistere anche alla fine delle console come oggetto fisico.

Che spiegazione hai dato all’esplosione dei giochi indie?
L’elemento che li rende popolari è la diversità, in un mercato in cui i giochi proponevano le stesse cose. Gli indie stravolgono il paradigma secondo cui i videogiochi dovevano rimanere comunque imbrigliati all’interno di una certa varietà di generi.

Ed oggi che videogame consiglieresti agli ascoltatori di Radio IULM?
Consiglierei Life Is Strange. Un’esperienza straordinaria che tutti dovrebbero provare almeno una volta nella vita.