Detective Conan. Analisi di un’anime particolare

Il giallo è un genere alquanto raro nell’animazione giapponese. Detective Conan è l’anime che per questo spicca ed è una delle serie più lunghe e seguite in Giappone.

Invitato come ospite speciale, ho raccontato la seria assieme a Camilla Cassano di AnimeTime.

Che cos’è Detective Conan?

Ideato da Gosho Aoyama, racconta la storia di un’abile detective liceale Shinischi Kudo che si ritrova essere testimone di un affare losco di una organizzazione malavitosa. Finisce per essere tramortito e costretto a ingerire una strana pillola che anziché ucciderlo lo trasformerà in un bambino. Sotto il nominativo di Conan Edogawa si trasferisce nella casa della sua amica d’infanzia e amata Ran Mouri. Da questo momento in poi Conan aiuterà, indirettamente, il detective Goro Mouri, a risolvere i casi e a trovare una soluzione per ritornare grande.

Una serie davvero originale per un medium che purtroppo in occidente era sempre stato considerato come un prodotto per l’infanzia. Un detective bambino che risolveva efferati omicidi, una miscela contraddittoria fra due mondi diversi.

Una serialità particolare

I racconti seriali presentano diversi tipi di narrazione: alcuni sono caratterizzati da puntate aperte che terminano con un cliffhanger e altri sono auto-conclusivi, in cui ogni episodio è collegato all’altro solo grazie al protagonista.

Ci sono però serie che stanno nel mezzo. I shojo, come Card Captor Sakura, sono degli anime in cui ogni episodio è di solito auto-conclusivo e ripetitivo, ma la narrazione va oltre. Anche Detective Conan presenta un mix del genere, ma non è del tutto uguale. Infatti, sono presenti ben tre trame distinte: la storia principale, gli episodi dei casi e la sotto-trama amorosa.

Le trame di Detective Conan

La storia principale, poco avvincente, ruota attorno all’organizzazione nera. Una specie di mafia oscura e misteriosa che viene spesso più volte mistificata anche tendendo verso l’assurdo.

Gli episodi legati ai casi sono tantissimi e la struttura narrativa è simile ai serial come La signora in giallo o L’ispettore Derrick. La maggior parte dei casi sono omicidi, ma alcuni sono furti, rapine, sequestri e altri a tema droga. Rarissime volte suicidi, mai gli stupri.

Il bello di queste puntate, oltre a essere avvincenti e geniali, è il loro legame con la cultura e miti giapponesi. Facendoti conoscere un mondo diverso da quello occidentale presente nelle altre serie poliziesche.

È presente anche una sotto-trama amorosa, in particolar modo evidenziata dall’amore impossibile fra Ran e Shinichi. Dovuto dal fatto che Shinichi è diventato Conan e non può rivelare questo segreto.

“La regola dei tre insoliti sospetti”

Detective Conan è un anime con oltre 900 episodi e purtroppo, col tempo, la qualità è calata. Il moventi dei colpevoli sono sempre banali, si capisce subito chi sarà la vittima e l’assassino e la risoluzione del caso diventa una sciocchezza. Una caratteristica assurda dei casi recenti è un pattern ripetitivo che, purtroppo, si presenta sempre, denominata ironicamente dal sottoscritto come “La regola dei tre insoliti sospetti”.

In un qualsiasi caso, che può essere ad esempio un classico delitto, la polizia brancola nel buio chiedendosi: “Chi sarà l’assassino? Potrebbe essere chiunque!”, ma grazie all’intervento e l’intuito di Conan si riesce, anche irragionevolmente, a individuare sempre tre presunti colpevoli.
In qualunque caso, Conan riesce sempre a individuare tre sospettati.

Questo modello è ben evidente nelle puntate recenti e purtroppo rovina la suspense dello spettatore.

In conclusione

Detective Conan è stato sicuramente uno dei pochi anime storici e innovativi, ma purtroppo ha perso lo smalto che aveva un tempo. Concludo dicendo che AnimeTime lo ha approfondito in una puntata dedicata che trovate qui sotto.