Shakespeare&Co. Peter Pan

Questa è una storia di fede e fiducia incrollabili nell’eterna giovinezza e nell’eterna spensieratezza.

“Forse tutti noi saremmo in grado di volare se fossimo assolutamente certi della nostra capacità di farlo come l’ebbe, quella sera, il coraggioso Peter.”

Nasce Peter Pan

Il Peter di cui si parla è uno dei personaggi che più ha segnato l’immaginario delle famiglie a partire da inizio ‘900. Infatti, il personaggio di Peter Pan compare per la prima volta nel 1902 in “L’uccellino Bianco” un’opera che James Matthew Barrie scrive per un pubblico adulto. Avendo questo un enorme successo, gli viene proposto di far diventare i capitoli dedicati a questo personaggio una vera e propria opera.
Nasce così “Peter Pan nei Giardini di Kensington”.

Nel 1911 Barrie rimette mano alla storia, adattandola, ingrandendola e trasformandola in un vero e proprio romanzo. Il titolo cambierà con le prime edizioni tra “Peter”, “Peter e Wendy” ed alcune altre, fino a diventare semplicemente Peter Pan”.

Il Puer Aeternus

Nell’immaginario comune Peter Pan è adolescente, un ragazzetto vivace ed impertinente che si diverte a scherzare con il fuoco, che nel suo caso è Capitan Uncino.

In realtà, Barrie presenta due diverse fisicità del protagonista: inizialmente in “Peter Pan nei Giardini di Kensington” viene descritto con me un neonato di appena sette giorni di vita, mentre nel romanzo del 1911 è un preadolescente, molto più simile a come ce lo immaginiamo oggi, molto probabilmente questa immagine è dettata dalla versione della Disney.

Quindi cambia totalmente l’aspetto del personaggio, di Peter. Però anche se cambia l’involucro che Barrie usa, non cambia il concetto che nasconde dietro di lui, il puer aeternus, nella mitologia latina rappresenta un dio-bambino che rimane eternamente giovane. Nella psicologia e nella vita di tutti i giorni è incarnato da tutte quelle persone che decidono di restare in qualsiasi modo ad un livello adolescenziale.

“Tutto ciò di cui hai bisogno è fede, fiducia e polvere di fata”

I puer aeterni conducono una vita senza impegni definiti, evitano di prendere qualsivoglia tipo di decisione, perché vedono ogni decisione come una limitazione od un confine e questo lo ritengono intollerabile. Hanno un’enorme fede nel fatto che tutto andrà per il meglio e che i problemi verranno risolti.

Le storie di Peter Pan

Le produzioni che prendono spunto dal romanzo sono moltissime tra produzioni teatrali, album musicali, fumetti, cartoni animati, film e serie tv. Alcune di queste sono rimaste nel nostro immaginario più di altre, come i cartoni animati prodotti dalla Disney ad inizio anni 2000. Lì viene presentato con un’idilliaca versione dell’isola che-non-c’è, i piccoli bimbi sperduti, e messo in contrapposizione a capitan Uncino, che incarna tutto l’opposto del giovane Peter.

Ancora prima il film “Hook – Capitano Uncino”, uscito nel ’91 in cui il personaggio del puer aeternus è interpretato da Robin Williams: il film mette in scena un Peter Pan invecchiato che per salvare i suoi figli è costretto a tornare ad essere il bambino a capo dei bimbi sperduti, per cui deve tornare a credere in se stesso, ad essere spavaldo e coraggioso. il tutto diretto da Steven Spielberg.

Per tornare nel presente una delle ultime rappresentazioni, e una delle più conosciute, è quella presente nella serie tv “Once upon a time”.

“C’è un’Isola-che-non-c’è per ogni bambino, e sono tutte differenti”

Once Upon an Isle

Se nei cartoni della Disney, in molti film e canzoni Peter Pan viene rappresentato come l’eroe buono della storia, coraggioso e disposto ad aiutare gli altri, in Once upon a time viene recuperato il lato più oscuro di questo personaggio. Barrie aveva delineato Peter come l’anima di un bambino mai nato, o nato morto, che rapisce i neonati e li porta con sé sull’isola che non c’è. Questi sarebbero i bimbi sperduti, proprio quelli che nella versione cartoon lo seguono e sono lì per loro scelta.

L’isola viene rappresentata in maniera idilliaca dal cartone animato, qui invece è un luogo pieno di insidie e di pericoli, da cui quasi tutti i personaggi, persino quelli forti, coraggiosi e privi di scrupoli, vogliono scappare.

Ognuno ha bisogno dentro di sé di una piccola, confortante isola che non c’è, per poter prendere coraggio e un po’ di quella sfacciataggine che serve per andare lì fuori ad affrontare il mondo.

A tutti piacerebbe, ogni tanto, non aver responsabilità, essere liberi da scelte difficili da prendere, liberi da impegni improrogabili, ma che prezzo ha questa libertà?