La piuma sul baratro. I poeti per Radio Radicale

Radio Radicale rischia la chiusura. La voce storica di Milano perderà infatti i fondi della convenzione pubblica. La città non intende però stare a guardare. I primi a scendere in campo saranno gli artisti.

Il 15 marzo, presso il teatro Barrio’s Live, zona S. Ambrogio, la protesta prenderà la forma di una maratona poetica di 24 ore. “La Piuma sul baratro”.

Ascolta l’intervista a Mauro Toffetti, poeta e attivista di Radio Radicale.

Organizzata da Mauro Toffetti, in collaborazione con Massimo Silvotti ed “Il Piccolo museo della poesia” di Piacenza, l’iniziativa mira a essere la “Woodstock della poesia”. Musica, sacchi a pelo e caffè per tutta la notte saranno lo sfondo della nottata. L’anima sarà naturalmente la poesia.

“È necessario che gli artisti giungano in aiuto della Polis” afferma Toffetti. Anch’egli poeta, è da anni attivista e militante presso il Partito Radicale. Questa organizzazione non violenta, transnazionale e transpartitica raccoglie esponenti di tutte le maggiori forze politiche. È pertanto considerata una delle maggiori istituzioni della democrazia italiana. La quale trova la sua espressione preponderante nel palinsesto di Radio Radicale.

Nascita, morte, resurrezione

Gli studi milanesi, d’altra parte, sono da sempre stati teatro di confronto e discussione. Nata tra le radio libere degli anni ’70, Radio Radicale è stata la prima ad “aprire i microfoni” al suo pubblico. A “dare voce agli ultimi”. A conferire concretezza alla libertà di parola.

“Oggi si sta tentando di tappare la bocca ad uno spazio libero e pluralista” racconta Toffetti. Dunque, la poesia che, per sua natura, si lega indissolubilmente alla libertà di parola, deve intervenire. I versi sono, dopotutto, “azione civile”, che diviene “azione politica alta” nel confronto.

A “La piuma sul baratro” parteciperanno personalità di caratura internazionale. Da artisti figurativi, a politici, fino a poeti come Massimo Silvotti, Sabrina De Canio, nonché il fondatore del realismo terminale, Guido Oldani. Ci saranno però anche molti giovani, “cantastorie che permetteranno all’evento di non assopirsi”.

La voce di Milano, d’altra parte, potrà essere salvata solo dal levarsi di una moltitudine di voci.