Isabelle – L’ultima evocazione. Analisi e Interpretazioni

Matt e Larissa sono una giovane coppia in attesa di un bambino e appena trasferitasi in una nuova casa.

Sono pronti a realizzare i propri sogni, ma non sanno che attorno a loro si cela un’oscura presenza che li osserva. Questa è la trama di “Isabelle – L’ultima evocazione”, diretto e prodotto da Rob Heydon.

Un horror, ma non un incubo

Il film riesce a creare un’atmosfera e un climax avvincente che cattura il pubblico, sin dal primo minuto. La colonna sonora, le inquadrature, la luce, i colori, la suspense e l’ansia della protagonista suggeriscono allo spettatore che l’opera è un horror, in particolar modo un “depressive horror”.

Anche se questo film presenta attimi di terrore, senza l’uso eccessivo del banalissimo jumpscare, purtroppo non è abbastanza per trasformarlo in un vero e proprio incubo.

Innanzitutto, il ritmo del film risulta essere lento, rischiando di annoiare il pubblico. La tensione è costante ma non ci sono, però, momenti di svolta, azione e scontro eccetto che nelle battute finali.
L’opera pecca principalmente nella sceneggiatura. Personaggi secondari che non incidono nella storia e dialoghi poco credibili che, purtroppo, susciteranno qualche risata al pubblico, cosa che un horror non dovrebbe mai fare (almeno in questi termini).

Una conclusione enigmatica (Spoiler Alert)

Questo è un altro motivo che ha fatto storcere il naso alla critica cinematografica, perché il finale non solo spiazza lo spettatore, ma sembra anche negare la stessa storia.

Isabelle è lo spirito tormentato di una ragazza muta e paralizzata che è stata abusata e sacrificata dal padre per Satana. Invidiosa della beata vita di Larissa, le farà perdere il bambino in pancia, per renderla vulnerabile e impossessarsi del suo corpo. La vicenda si conclude ritornando nel punto in cui Larissa si trovava in ospedale per una eclampsia, ma in questo caso anche il bambino sopravvivrà. Nei minuti finali del film vedremo la coppia ritornare a casa felicemente, ma osservati dallo sguardo ghignante di Isabelle.

L’opera lascia lo spettatore l’incarico di decodificarlo, e prima di illustrarvi le mie quattro interpretazioni, concludo dicendo che “Isabelle – L’ultima evocazione” è un film profondo che presenta buone intenzioni peccando, però, di una sceneggiatura poco curata.

Le possibili interpretazioni

“Il limbo di Larissa”: questa è l’interpretazione più razionale. Tutto ciò che abbiamo visto era il minuto in cui Larissa si trovava sul letto dell’ospedale morta per via dell’eclampsia. Era il suo limbo, un sogno, in cui lei lottava per la vita. Questo però potrebbe non spiegare l’inquadratura ghignante di Isabelle. Forse simboleggia che la vita di Larissa non sarà del tutto rose e fiori?

“Questo era solo il preludio”: segue in parte l’interpretazione precedente, ma non è del tutto razionale. Tutto ciò che abbiamo visto è il limbo di Larissa, ma è stato invece indotto da Isabelle, un’entità satanica. L’inquadratura inquietante della ragazza indicherebbe che tutto ciò che abbiamo visto è solo un “assaggio” di quello in realtà succederà fra lei e Larissa.

“Il gioco di Isabelle”: Isabelle, sempre un’entità satanica, invidiosa della felicità di Larissa, l’ha indotta in questo limbo. Una sorta di “gioco”, per vedere se fosse riuscita a superare la sua sfida ovvero il dolore della perdita di un pargolo. Alla fine Larissa ne esce vittoriosa e lo sguardo finale del demone indicherebbe che la protagonista ha vinto una battaglia, ma non la guerra.

“Non è ancora finita”: segue l’interpretazione precedente, ma con un differente chiarimento del finale. Larissa si trova ancora intrappolata nel limbo indotto da Isabelle, il “gioco” non è ancora finito. Quindi l’inquadratura finale del demone suggerisce che la metterà alla prova una seconda volta, prima o poi.