Bifest: Ennio Morricone e Giuseppe Tornatore

27 Aprile 2019, nella città di Bari ha inizio il festival del cinema pugliese, ormai famoso a livello internazionale: il BIFEST.

Bifest, Morricone e Tornatore

Presso il teatro Margherita ho avuto l’onore di partecipare alla Masterclass i cui protagonisti erano Giuseppe Tornatore, uno dei registi più importanti della scena cinematografica italiana, e il Maestro Ennio Morricone, icona della musica italiana.

Durante questa piacevole conversazione noi spettatori siamo rimasti incantati dalla loro complicità, derivante soprattutto dalla collaborazione che dura ormai da più di trent’anni. Si parla di ben dodici film realizzati insieme.

Questa grande amicizia li ha portati ad avere un rapporto lavorativo unico. Le aspettative dell’uno e dell’altro negli anni sono cresciute, diventando entrambi sempre più esigenti e rigorosi.

Rispetto e ammirazione reciproca sono due qualità che hanno rafforzato le loro cooperazioni: “l’amicizia solitamente impigrisce le persone, non è il nostro caso”.

Regista e compositore a confronto

Il Maestro Morricone ha insistito molto su un importante concetto che lega le figure del regista e del compositore.

Il primo è l’autore autentico del film. Il secondo, attraverso la musica, aiuta lo spettatore a capire e interpretare tutto ciò che nel film non viene esplicitato, che solo la musica può trasmettere.

Allo stesso tempo, però, insieme al regista si deve discutere, intervenire, confrontarsi: “non e’ vero che la musica è già fatta e non si può dire nulla”.

In ogni collaborazione cinematografica il Maestro ha avuto uno stile diverso, tentando di esprimere una certa cultura musicale appartenente al regista. Nonostante ciò dichiara: “quando scrivo musica rimane sempre l’impronta della mia scrittura”.

L’unione di due linguaggi diversi

Giuseppe Tornatore ci ha raccontato diversi aneddoti per meglio spiegarci la loro relazione lavorativa. Ad esempio, durante la scelta di un pezzo per il film Baaria (2009), il regista non era convinto della forza comunicativa della musica.

Allora il Maestro, mentre l’orchestra era in pausa, ha riscritto alcune parti
in una manciata di minuti. Quella stessa musica appare nei titoli di coda, alla quale vengono aggiunti suoni naturalistici cari all’autore.

La musica di un film è l’ultima ruota del carro e spesso si ha poco spazio a disposizione per realizzarla bene. Eppure la convivenza del linguaggio cinematografico e quello musicale raggiunge alti livelli se il regista ha coscienza di ciò che richiede al compositore. D’altronde, egli stesso afferma che “la musica dona il tempo“.

Un’amicizia unica

È stato meraviglioso ascoltare con quanta umiltà il Maestro Ennio Morricone ha parlato della sua carriera e specialmente del suo rapporto con Peppuccio (Tornatore). “Scoprirsi era un ostacolo da superare, non parlo mai di me, è più facile […] a poco a poco ci siamo sciolti“.

Giuseppe Tornatore, dopo tanti anni, è riuscito ad abbattere il muro della timidezza e dell’intimità che circondava il Maestro. In questo modo ha dato vita a un’amicizia che li ha segnati profondamente e che ancora oggi incide molto sul loro lavoro.

Morricone ci ha rivelato che parla con “Peppuccio suo” prevalentemente di musica, e gli spiace non parlare d’altro. Però poi pensa: “un compositore come me davanti un grande regista come lui…