Nella Biblioteca del Bosque la natura parla di te

Archivio naturalistico, custode di vissuti personali, laboratorio artistico, oracolo. Entrare nella Biblioteca del Bosque significa allontanarsi dal centro di Madrid per salire sul punto più alto della città, Pinar del Rey. In questa silenziosa e ordinaria periferia cittadina si trova uno spazio che odora di bosco.

Miguel Angel Blanco e la sua Biblioteca del Bosque
Miguel Ángel Blanco e la sua Biblioteca del Bosque

A prima vista lo sguardo si indirizza sulle poderose scaffalature su cui si alternano dorsi colorati. Solo dopo ci si accorge della moltitudine di artefatti naturali che si insinuano tra i mobili e che dominano dalle pareti. “I minerali ci raccontano la creatività della natura, di come sia capace di disegnare” racconta Miguel Ángel Blanco, artefice della Biblioteca del Bosque.

Non come le altre biblioteche

L’inizio delle sue creazioni sta nelle visioni. Miguel Ángel è convinto che il materiale parli e che suggerisca delle immagini. Il suo lavoro sta nel raccoglierle e portarle alla luce in una forma nuova. Interiorizzare il vecchio per poter concretizzarlo attraverso le proprie mani.

Si parte con artefatti naturali per andare a comporre dei libri cassa. Tutto il processo creativo è gestito dall'”artista solitario”, come lui stesso si definisce. È lui a modellare la cassa, a decorare le poche pagine di apertura, a sistemare il pannello di vetro e a comporre gli elementi naturali nella visione avuta.

Educare l’attenzione al paesaggio

Stando nella biblioteca c’è molto silenzio. La staticità dell’ambiente fa emergere la dinamicità e la capacità di coinvolgere delle opere di Miguel Ángel. Sembra un paradosso ricordare che la biblioteca si trova dentro a Madrid, una delle capitali europee più vivaci e rumorose.  Tuttavia, c’è una profonda coerenza che incornicia la ragion d’essere di questo luogo. La Biblioteca del Bosque è un crocevia di sentieri e racconti che contiene il mondo in miniatura.

Biblioteca del Bosque
Biblioteca del Bosque

In principio era neve

L’idea della biblioteca è nata un inverno nella Sierra de Guadarrama. Miguel Ángel era solo, in ritiro e in esplorazione. Con lo sguardo attento, custodiva il desiderio di vedere un sentiero da poter percorrere, un approccio artistico che fosse solo suo. Ancora senza un linguaggio definito, il pensiero andava in cerca di una forma per cristallizzare l’arte. Era un moto creativo che già lo abitava, ma al quale non era ancora riuscito a dare un nome. Così è nato il primo libro cassa, dato alla luce grazie alla neve e al silenzio. Era semplice e umile, fatto con carta da pacchi segnata da frasi e itinerari.

Non si trattava di un semplice momento di illuminazione. O meglio, non solo quello. Ad avere il via è stato un lungo viaggio attraverso paesaggi e persone. Trentacinque anni dopo, la Biblioteca del Bosque è cresciuta tanto da contenere oltre 1200 libri. “È cresciuta, ma il cuore non è cambiato.” La prima opera è quella che un artista continuerà a riprodurre per tutta la sua vita.

L’oracolo

La Biblioteca del Bosque è un essere palpitante. Una volta che si entra, bisogna interagirci. Dopo essersi lasciata ammirare da lontano è lei che deve vedere te, e tu le devi rispondere. “Questo è un oracolo” mi ha detto Miguel Ángel dopo aver raccontato la storia di quel luogo. Ciò che bisogna fare è scegliere tre libri cassa, corrispondenti a passato, presente e futuro, e permettere loro di raccontarti. Di guardarti.

Le istruzioni dell’oracolo

Il libro cassa che corrisponde al mio presente è un fregio boschivo. È composto da piccoli pezzi di corteccia allineati verticalmente, collegati da frammenti in metallo. Con Miguel Ángel la natura rappresenta un mezzo di trascendenza che non è mai fine a se stesso. Così dei semplici resti d’albero possono andare a formare il fregio di un tempio.

Friso del Pinar, Biblioteca del Bosque
Libro cassa n. 142: Friso del Pinar (fregio boschivo)

Ad ogni libro che estraggo, Miguel Ángel mi dice che sto andando bene e che le mie scelte sono molto interessanti. La verità è che non è la mia scelta a essere interessante, ma lo è il fatto stesso di poter essere letta dalla biblioteca. Dopo questa visita sono certa di una cosa: la natura e l’esperienza umana sono inscindibili. Se questo connubio può essere racchiuso in una scatola, per me quella è un libro cassa.