Pillole di Hip Hop. Dj Khaled e l’arte di orchestrare, oltre i “ghost”

L’hip hop? E’ il genere musicale inimitabile per definizione. Perché è profondamente legato alla personalità dei singoli. E forse è ancor più vario nella scrittura e nella produzione musicale. Ma negli ultimi anni il rap ha fatto fronte a fenomeni nuovi come il ghost writing – ovvero far scrivere da altri i testi delle canzoni -, tema caldo nel mondo in un hip hop che è alla ribalta per le tarantelle tra Drake, Pusha T e Meek Mill, ed anche al ghost producing – ovvero comprare delle basi musicali e farle proprie-. Ma si può andare oltre questi fantasmi musicali? La risposta ve la diamo raccontandovi di uno degli uomini più potenti nell’hip hop statunitense.

Dj Khaled in studio con una bottiglia di “Ciroc”, la vodka francese sponsorizzata da Puff Daddy e French Montana

Se sei un beatmaker produci una base, ma non è detto che tu sappia fare il master o essere in grado di pubblicarla. Questa è la sottile differenza tra un produttore qualsiasi e Khaled bin Abdul Khaled, o come tutti lo conoscono, DJ Khaled. Nato a New Orleans da genitori palestinesi, cresce con le stesse passioni del team di Iulmatic: la radio e la musica rap. Inizia a lavorare in radio come speaker alla stazione Miami Wedr, nella quale conduce, ancora oggi, Takeover. Ma Khaled è conosciuto anche e soprattutto per i capolavori musicali prodotti negli anni, con la particolarità di non produrre nessun beat. Ebbene sì, perché lui ha oltrepassato il livello di semplice producer per crearsi un intero team che lavora per lui, per produrre le sue idee e per realizzare un prodotto perfetto al 100%.

 

Khaled insieme a suo figlio Asahd

Un potere tale da rendere il figlio di appena due anni, executive producer del suo ultimo album Grateful, che insieme a Major Key va a comporre il duo di album più forti che l’ America abbia mai visto.

Due album che raggruppano tutta la scena americana, facendo collaborare rapper che non avrebbero mai cantato insieme come Jay Z con Future, o lo stesso Future con Yo Gotti. Ma è con Major Key che ha rotto gli indugi e registrato un capolavoro con il caro amico di Iulmatic, Nasir Jones, o come tutti lo conoscono, the king of New York, Nas.