Esce “Pelle”, raccolta letteraria del contest Giovani Scrittori IULM. La nostra intervista al curatore

La passione per la scrittura ha una natura alquanto indecifrabile. Forse addirittura inconsapevole. La porti dentro senza saperlo e te ne accorgi solo nell’attimo in cui metti da parte le ansie e trovi il coraggio di impugnare carta e penna. O, ad essere più realistici, iniziando a digitare sulla tastiera del PC. Ed è almeno in parte, questo, il fil rouge che da i natali all’iniziativa Giovani Scrittori IULM, un contest letterario (da scoprire QUI) che dal 2007 fa sì che passioni e sogni, legate insieme dalla scrittura, non rimangano chiusi in un cassetto. 

La copertina dell’antologia del 2018, da curiosare qui: http://www.biblionedizioni.it/pelle/

Siete dunque aspiranti scrittori, in cerca di una possibilità per esprimervi? Oppure ve la cavate con le le parole e vorreste dar sfogo alla vostra creatività? Probabilmente non esiste occasione migliore del contest diretto dal prof. Paolo Giovannetti, in cui tutto ciò prende forma in una raccolta composta proprio dai racconti degli studenti.

E l’edizione 2018, intitolata Pelle ed edita da Biblion (clicca QUI per saperne di più) sarà presentata attraverso l’anticipazione degli elaborati pubblicati mercoledì 9 maggio alle ore 17.00, nella hall del Caffè Letterario dell’Università IULM (edificio 5). E Radio IULM si è interessata all’evento ficcando il naso nel dietro le quinte del libro, con questa intervista a Daniel Cristian Tega, curatore di Pelle che ha tradotto in carta ed inchiostro il lavoro del prof. Giovannetti e la creatività disseminata nei corridoi di IULM. Un ateneo popolato di Giovani Scrittori.

Tega, date alle stampe una raccolta così addirittura dal 2007. Oltre dieci anni di concorso vi rendono una piccola istituzione, qui in università.

Sì, ma non potrebbe essere altrimenti per un’università di comunicazione. E tra le tante sensibilità del comunicare c’è anche chi ha il sogno di farlo scrivendo racconti. Quindi l’intento di questo concorso è quello di raggiungere e valorizzare giovani che siano interessati a scrivere. Poi magari nella vita andranno a fare altro, ma almeno la voglia di scrivere “che avevi dalle scuole medie, questo concorso ti permette di coltivarla”. Quindi l’idea è sorta in un corso di scrittura creativa, a cura del prof. Giovannetti, il diretto responsabile dell’iniziativa. In un anno particolarmente prolifico, il 2007,  in cui c’erano studenti molto attivi e determinati a sviluppare il progetto, ancora in fase di incubazione. Perciò il prof. ha pensato di istituire un concorso non solo rivolto ai frequentati di tale, ma aperto a tutti gli studenti della IULM.

Pelle è l’edizione di quest’anno. Cosa può anticipare della raccolta che presenterete venerdì? E perché questo titolo?

Tendenzialmente il tema viene scelto univocamente da noi curatori. Si dà il caso che “Pelle” sia frutto di una mia idea, che provo a spiegare. Cercavamo qualcosa che potesse essere il più plasmabile possibile. In sostanza titoli che non legassero ad un qualcosa di specifico chi vuole partecipare. Infatti lo spirito del concorso è sempre stato che ognuno interpreta la consegna a modo suo, senza vincoli specifici. L’unica condizione è che si vada a toccare almeno in parte il tema oggetto del contest.

L’iniziativa nasce da un’idea del prof. Paolo Giovannetti, professore di letteratura dell’Università IULM

Dunque “Pelle” potrebbe essere qualsiasi cosa.
Proprio così, è una visione ad ampio raggio di tutti i significati che possono essere attribuiti alla parola. C’è proprio da sbizzarrirsi. E una novità rispetto a tutte le altre edizioni è la suddivisione preliminare, a partire dall’indice, dei racconti a seconda di come trattavano il tema pelle. Partendo da una visione più “carnale” della pelle, dai tatuaggi alle cicatrici, per poi passare ad un concetto di “vissuto”, sulla pelle, fino ad arrivare ad una proiezione più astratta. Per esempio la pelle come guscio o qualcosa di non reale, pelle come maschera, addirittura pelle come moneta di scambio.

Oltretutto quella di quest’anno è un’edizione ricca di novità.
In primis abbiamo introdotto una revisione post editing da parte dei partecipanti. Così, invece che finire direttamente in stampa, è tornata ai ragazzi, che hanno avuto la possibilità di interagire con la bozza. Pratica che negli anni passati spettava solo a noi curatori. Poi è stato istituito un contest che affianca quello già presente per le copertine. Infatti è possibile partecipare all’Antologia come videomaker, realizzando un booktrailer liberamente ispirato al tema proposto.

Un’iniziativa simile, seppur di dimensioni nettamente maggiori, è il Premio Strega Giovani. Giusto per farci un’idea della portata del progetto, quali sono le prospettive future di Giovani Scrittori?
Sicuramente quella di allargare sempre più il bacino di utenza all’interno dell’Ateneo, che da circa seimila studenti potrebbe fruttare molti più racconti dei soliti cinquanta che ci arrivano ad ogni edizione. Ma tutto dipende sempre dal prof. Giovannetti, che è l’unico in grado di trovare fondi e case editrici disposte a collaborare. Anche  il prof. Canova si è reso più volte disponibile per la parte di presentazione e per questo teniamo a ringraziarlo.

Cosa significa curare un’antologia? Ci si sporca le mani con la scrittura, prima di dare vita ad un progetto editoriale?
In realtà sono curatore solo delle ultime quattro edizioni, perché fino a prima ho partecipato sì svariate volte, ma in qualità di concorrente. Ed è stato utile a non perdere di vista la mia passione per la scrittura. Non posso davvero far altro che consigliare questo percorso a chiunque sia appassionato – e al tempo stesso disposto – a curare questo genere di cose. Quindi non è un’impresa così ardua il riuscire a divenire curatore, piuttosto direi che è una posizione che richiede molto tatto e soprattutto tanta voglia di fare.

E ci sono mai stati concorrenti che hanno confezionato racconti capaci di varcare il limite dell’antologia IULM?
Nelle quattro edizione alle quali ho partecipato attivamente, c’erano molti scritti entusiasmanti, non solo da concorso universitario, direi quasi da Premio Strega Giovani. Infatti ci sono stati ragazzi che hanno partecipato anche ad altri concorsi vincendoli. Alessandro Buongiorni, l’autore della prefazione di quest’anno, ha iniziato come concorrente, passando poi a fare il curatore delle antologie è finito col pubblicare per Piemme. Un altro che cito è Mattia Conti, che oltre a Giovani Scrittori IULM aveva partecipato ad un concorso letterario di Prada (premiato a New York), vincendolo. Ora peraltro in  libreria con la sua ultima fatica Di sangue e di ghiaccio, in libreria con Newton Compton.