A lezione con Paul Brown: lo sceneggiatore americano svela i segreti di una storia di successo

Un camion-laboratorio chimico corre fuori strada nel deserto del Texas. Al volante c`è un uomo di mezz`età disperato e in mutande. Insieme a lui due morti e un ragazzo con maschera anti-gas svenuto.

A good story has to hook the audience, because they have other options”. Questo spiega Paul Brown, sceneggiatore americano stato ospite alla IULM mercoledì due maggio per raccontare cosa renda una storia di successo. La prima cosa da fare è proprio questa: prendere lo spettatore dal suo mondo, trasportarlo in quello della finzione e non lasciarlo più scappare.

Ma come si fa? Analizzando la famosa serie di Vince Gilligan, Paul ce lo racconta.

Walter White, il protagonista di Breaking Bad

Innanzitutto i personaggi devono suscitare la nostra compassione. Devono suscitare molti sentimenti, certo, ma soprattutto compassione, ciò che crea il legame umano tra noi e lui. Walter White è un uomo di famiglia, un genio fallito, un disperato in mutande che guida un camion-laboratorio nel deserto del Texas. Non sappiamo ancora perché lo fa, ma ci pare già un uomo con cui essere misericordiosi.

Ogni scena deve porre delle domande e la scena successiva dargli risposta e contemporaneamente porre altre domande. Bisogna andare alla ricerca di script originali, che non siano già stati triti e ritriti. Walter è di fronte a un medico, un radiologo. Sa di avere un tumore, ma tutto quello che riesce a sentire è un fischio assordante e tutto quello che riesce a vedere è una macchia di mostarda sul camice del dottore. Originale? Sicuramente meglio del solito dialogo strappalacrime.

La storia. The story is 1/100 of the backstory” dice Paul Brown. Le buone storie hanno un mondo dietro, delle trame che iniziano molto prima rispetto ciò che si racconta, personaggi che hanno un passato e non solo un presente. Il mondo narrativo non nasce con la serie tv o il film, è sempre esistito.

In quanto uomini e narratori abbiamo tre superpoteri che, secondo Paul, ci sono dati da usare:

  1. L`abilità di connettere e connetterci con le persone e con il mondo. “All you have to do is to be curious, interested and interactive”.
  2. La speranza: dobbiamo imparare a desiderare, a sperare che qualcosa si realizzi e agire concretamente ogni giorno per raggiungere l`obiettivo. “Learning to write is the same of learning to play a violin”.
  3. Lo humor: bisogna divertire e essere divertenti, simpatici, accomodanti. Se non alterni delle scene di humor a quelle drammatiche la tua storia muore, si appiattisce.

Alla fine però, come dice lo sceneggiatore: “it`s all about love”. Avere delle storie da raccontare e innamorarsi di quelle storie, di quei personaggi. Rappresentare l’amore in tutte le sue forme, dall’amicizia alla famiglia fino all’erotismo. Perchè alla fine “All the stories are love stories”.
Ma ora diamoci da fare: “Wanna cook?”