“Voci di scrittori arabi di ieri e di oggi” risuonano in IULM. Scopri l’opera e l’evento con Camera d’Afflitto

Voci di scrittori arabi di ieri e di oggi si mescolano in un prezioso volume Bompiani. Ed è proprio questo, senza filtri letterari, il titolo della raccolta di racconti  presentata il 10 aprile all’Università IULM direttamente dall’autrice, la prof.ssa Isabella Camera D’Afflitto. In un dialogo appassionato con Wael Farouk, ordinario di letteratura araba all’Università Cattolica di Milano, la nota traduttrice e orientalista ha quindi tentato di aprire una finestra su una prospettiva inedita, non solo sulla sua ultima fatica editoriale ma, addirittura, sull’intera letteratura araba.

Uno sforzo, questo, che si allinea con la volontà, più volte ribadita dalla Camera D’Afflitto, di contaminare i contenuti più accademici con i gusti del grande pubblico. D’altra parte, è grazie alle sue traduzioni che si possono apprezzare numerosi capolavori della lettura araba, riproposti anche nel nuovo volume approdato il libreria. Romanzi brevi e racconti sono appunto un genere di sviluppo piuttosto recente nel panorama mediorientale. Tuttavia, per la loro freschezza, sono proprio questi a permettere di coglierne aspetti inconsueti, inusitati. Primo fra tutti indubbiamente il conflitto tra modernità e tradizione, che anima il Novecento ed in particolare quello di Emirati e dintorni.

Da una letteratura che descrive un mondo “che non esiste più”, secondo le parole di Farouk, si passa ad un mondo profondamente contaminato dall’Occidente. Lo stesso romanzo, dopotutto, ha i suoi precedenti più noti nel continente europeo, più che in quello asiatico. Attingendo agli esempi più squisiti della scrittura araba, Isabella Camera D’afflitto traccia insomma un percorso chiaro nella storia del mondo arabo. Dagli anni della speranza e del progresso si è trasportati sino al nazionalismo dei decenni successivi. Per giungere, lungo le pagine, alle opere dei nostri contemporanei.

I grandi eventi, però, non prevalgono mai sulla dimensione umana, che viene raccontata nell’ambiente della modernità per l’eccellenza: la città. Dunque, una visione, quella tradotta della Camera D’Afflitto,  che esula dall’immaginario comune da Mille e una notte. Alle storie di sultani e principesse sono infatti preferite prospettive decisamente più intime.
In numerosi racconti il nuovo mondo, sradicato dalla tradizione, è paragonato ad un bambino che incomincia a vedere e ad apprendere. Senza idealizzare né distruggere, i più noti scrittori del mondo arabo ci permettono di capire l’assenza ed il desiderio. Proprio in questo stato sospeso, in cui i protagonisti non possono dominare la realtà che li circonda, si annidano i temi più disparati: dalle instabilità sociali a quelle della mente.

E tra un foglio e l’altro, la figura della donna musulmana emerge frequentemente. Priva però degli stereotipi che la connotano nell’immaginario occidentale. La si accompagna, quasi spiandola nel suo quotidiano: negli amori, nelle gelosie e nei rapporti con le altre donne.
Se mirabile è la composizione di questi piccoli tesori della letteratura mediorientale, così è anche la traduzione della docente de La Sapienza. In un lavoro inesausto di ricerca e di elaborazione infatti la docente ha tentato di regalare alle nuove generazioni quelle opere che l’hanno fatta innamorare da studentessa.
Certamente le sue traduzioni le valgono meritatamente il soprannome datale da Wael Farouk di “Don Chisciotte dei mulini del silenzio”. Infatti opere come “Voci degli scrittori arabi di ieri e di oggi” restituiscono alla memorie di molti giovani e studiosi scritti di valore. Che non possono abbandonarsi all’oblio.