Polanski e Confucio possono insegnarci dell’equilibrio nella sfera domestica?

Si è parlato di casa ed equilibrio domestico nella nuova puntata di Flanerie (a fondo pagina il podcast da ascoltare). Nello show,  che ha visto ospite l’architetto Caterina Locati, spazio anche per le consuete suggestioni regalate da arte e cinema.

Confucio disse un giorno: “La mia casa è piccola, ma le sue finestre si aprono su un mondo infinito.” Il filosofo, credo,  non avrebbe potuto descrivere la casa in modo più azzeccato. Questa è infatti vista come un vortice di emozioni nella quale non conta la sua grandezza in senso fisico, ma quella delle inesauribili attenzioni che permettono in ogni momento della giornata una elevazione dal quotidiano. Che permettono una catarsi dei sentimenti che solo l’intimità del focolare può essere in grado di offrire .

Una scena di Carnage, film di Roman Polanski

Di qui, l’intuizione: cosa potrebbe succedere se fra le mura domestiche venisse completamente meno l’equilibrio? Se per una serie di motivazioni al limite del razionale ogni componente della famiglia perdesse completamente il senno della ragione? In questo caso uno dei miei registi preferiti, Roman Polanski è corso in mio aiuto. La pellicola in questione è Carnage. E’ questo un nodo alla gola Hitchcockiano su cui il regista isola i suoi protagonisti a bordo di una barca sopra un’ isola inaccessibile .

In un misurato appartamento di Brooklyn due coppie provano a risolvere uno smisurato accidente. Zachary e Ethan, i loro due figli adolescenti, si sono confrontati incivilmente nel parco. Due incisivi rotti dopo, i rispettivi genitori si incontrano per appianare i conflitti adolescenziali e riconciliarne gli animi. Ricevuti con le migliori intenzioni dai coniugi Longstreet, genitori della parte lesa, i Cowan, legale col vizio del BlackBerry lui, broker finanziario debole di stomaco lei, corrispondono proponimenti e gentilezza. Questo almeno fino a quando la nausea della signora Cowan non viene rigettata sui preziosi libri d’arte della signora Longstreet. Scrittrice, questa, di un unico libro, attivista politica di troppe cause e consorte imbarazzata di un grossista di maniglie e sciacquoni. L’imprevisto malore di stomaco sbriglia le rispettive nature, sospende maschere e buone maniere, innescando un’esilarante confronto rissoso.

Grazie ad un cast stellare (si vedano le performances strabilianti di Jodie Foster, Kate Winslet, Christoph Waltz), Polanski mette in scena con ironia cinica e spietata un dramma da camera, tanto feroce quanto estremamente reale. Una rappresentazione della non comunicabilità dell’essere umano oramai ridotto a brandelli e in grado di farsi guidare solo dagli istinti animali, come mostra lo smascheramento del medio borghese .

Quello che Polanski mi ha insegnato credo sia probabilmente: “Fai attenzione con chi fai a pugni, potrebbero esserci delle ripercussioni!”.

Flanerie, puntata del 23 marzo
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