4 marzo, un invito al voto. Padroni del nostro paese, del nostro destino

L’Italia vede il traguardo. Domenica 4 marzo, dalle 7.00 alle 23.00, le urne saranno infatti aperte per 50 milioni di cittadini, chiamati ad eleggere il prossimo Parlamento.
Secondo le stime saranno solo due italiani su tre – circa il 66% – ad esercitare il diritto ad eleggere i propri rappresentanti. Eppure Camera e Senato cambieranno volto, prima di trovare l’accordo sulla formazione di un nuovo governo.

Per Radio IULM, se n’è occupata Zizzania, nella sua puntata “Verso le elezioni. Le strategie dei partiti e le ansie degli italiani al voto”. Passando in rassegna i temi della campagna elettorale, ma con  lo sguardo rivolto ai possibili scenari post-voto (clicca QUI per riascoltare la puntata del 1 marzo), Achille Cignani ed Enzo Cartaregia hanno chiuso il proprio show con uno speciale invito a riflettere. Riproponendo agli ascoltatori, non a caso, un discorso pronunciato da Piero Calamandrei, membro dell’Assemblea Costituente, davanti una platea di studenti milanesi.

L’indifferenza alla politica, oggi come nel 1955, resta un male atavico ed ingiustificato. E domenica, partecipare alle elezioni politiche, è l’unico modo per riapproppiarsi del destino del paese. La radio dell’Ateneo si è spesa così, verso il più alto diritto e dovere di ogni cittadino: portando sulle sue frequenze il pensiero di uno dei padri della nostra Repubblica.
Il 4 marzo non stare a guardare. Resta padrone del tuo paese. Del nostro destino. 

Estratto dalla puntata di Zizzania di giovedì 1 marzo. In replica domenica 4 marzo alle 21:00 ed in podcast a questo link: www.radioiulm.it/album/zizzania/ 
Discorso di Piero Calamandrei, pronunciato a Milano nel gennaio 1955 in occasione di un ciclo di conferenze sulla Costituzione Italiana promosso da un gruppo di studenti universitari e superiori (stralci)